Con una popolazione di 2 229 095 abitanti è, dopo Berlino, Madrid e Roma, il quarto comune più popoloso dell'Unione europea e, in considerazione della superficie comunale, possiede una delle più alte densità abitative del mondo. Tuttavia, l'estensione urbana della capitale francese è ben più ampia del suo territorio comunale: la sua area metropolitana, detta anche "Grande Parigi" (in francese Grand Paris), conta infatti circa 12 milioni di persone.
La città si trova nel nord della Francia, su un'ansa della Senna, posizione molto favorevole poiché fondamentale snodo di trasporti e traffici del continente europeo. In effetti, la posizione di Parigi al centro dei principali itinerari commerciali terrestri e fluviali le permise di diventare una delle città più influenti della Francia a partire dal X secolo, con la costruzione dei palazzi reali, di ricche abbazie e della celebre cattedrale di Notre-Dame.
Lungo tutto il corso della propria storia, Parigi ha saputo influenzare in modo determinante la politica, la cultura, lo stile di vita e l'economia dell'intero mondo occidentale. Nel XIII secolo diede grande impulso alla rinascita delle arti e del sapere grazie alla presenza della prestigiosa Università della Sorbona nel Quartiere latino; nel XIV secolo divenne una delle più importanti città del mondo cristiano. Nell'Età moderna la sua influenza continuò a crescere in tutti i sensi: nella seconda metà del XVII secolo fu la capitale della più grande potenza militare del continente, nel Settecento divenne il cenacolo europeo della cultura e dei "lumi", per poi avviarsi nell'Ottocento a divenire la città dell'arte, dei piaceri e del divertimento.
Ereditando la storia di un impero coloniale estesosi su cinque continenti, Parigi è considerata come il centro del mondo francofono e ha mantenuto una posizione internazionale di grande rilievo, sia come influente metropoli mondiale, sia come centro culturale, politico ed economico di indiscusso prestigio. Ospita, tra gli altri, il quartier generale dell'OECD, dell'UNESCO e dell'ESA. Secondo stime effettuate dalla CNN, nel 2009[3] Parigi era sede di 27 delle aziende Fortune Global 500, davanti a Pechino, New York e Londra. La presenza in città di una delle più importanti borse internazionali e le sue numerose attività economiche, politiche e turistiche, fanno di Parigi uno dei principali centri del mondo. La città è anche un punto di riferimento per gli stilisti e per la moda, essendone considerata una delle capitali mondiali insieme a Milano, Londra e New York.
Scrigno contenente numerosi monumenti dall'incalcolabile valore storico e artistico, Parigi rappresenta il simbolo stesso della cultura francese e del suo prestigio nel mondo. I turisti spesso le attribuiscono il qualificativo di "più romantica città del globo", titolo derivato dal periodo del Secondo Impero durante il quale Parigi fu profondamente trasformata dal barone Haussmann, guidato dall'imperatore Napoleone III che voleva fare della capitale francese la più bella città d'Europa. Quella di Parigi fu infatti una delle più grandi e più criticate rivoluzioni urbanistiche (visto lo sventramento del cuore storico della città) nella storia dell'umanità. Nel 1989 fu nominata, assieme a Roma città europea della cultura.
Uno studio dell'Institut d'aménagement et d'urbanisme (IAU) pubblicato nel 2019 sottolinea che i prezzi degli alloggi spingono i nuclei familiari a basso reddito a lasciare Parigi per stabilirsi nei dipartimenti vicini come Senna-Saint-Denis, il che tende a provocare una "gentrificazione" della capitale e una pauperizzazione dei dipartimenti vicini.[4] Secondo il sito money.it, nel 2020, Parigi è la città più cara al mondo assieme a Hong Kong e Zurigo.[5]
Geografia fisica
Territorio
Parigi occupa una superficie di 105,4 km², ma la sua agglomerazione è molto più grande. La "piccola corona",[6] composta dalla città e dai tre dipartimenti confinanti di Senna-Saint-Denis (236 km²), Valle della Marna (245 km²) e Hauts-de-Seine (176 km²), occupa una superficie di 762,40 km², con una popolazione di circa 6 260 000 abitanti (al 2005).
Poggia su un suolo calcareo. Il nome della città deriva dalla lingua celta kwar che significa "cava", "miniera": il territorio è infatti stato oggetto di industria estrattiva, in particolare gesso, calcare e argilla dall'epoca gallo-romana al XVIII secolo.
L'altitudine media di Parigi è, secondo le varie fonti, 47–53 m s.l.m. (intervallo: dai 26 m del Point du Jour ai 148,48 m di rue du Télégraphe 40, nel XX arrondissement). La Senna scorre a 26–28 m, con inondazioni storiche fino a 32–33 m. I punti non sommergibili più importanti misurano:
Il clima di Parigi è alquanto particolare, a metà strada tra il clima oceanico e il clima continentale. Generalmente il clima di Parigi è quello tipico dell'Europa occidentale, largamente influenzato dalla corrente del Golfo, quindi un clima oceanico, seppure appunto con picchi di maggiore continentalità. L'inverno è caratterizzato da un'alternanza di periodi miti e piovosi (quando soffiano i venti umidi e tiepidi dall'oceano Atlantico) e di periodi invece più rigidi e nevosi (con minime anche di -10 °C) quando soffiano i venti dal Polo nord o dall'est. In inverno i giorni sono freddi ma le temperature sono spesso sopra lo zero. Le gelate notturne sono frequenti ma le temperature sotto i -5 °C si verificano di norma solo per qualche giorno all'anno. La neve è rara, ma la città vede a volte leggere nevicate o spruzzate leggere senza accumulo.
Tuttavia negli inverni del 2009, 2010 e 2011 intensi fronti freddi hanno portato a violenti episodi nevosi e a temperature che hanno raggiunto i -10 °C e -20 °C nelle periferie. Allo stesso modo l'estate può presentare giornate piuttosto calde e giornate fresche, ventose e piovose (con temperature minime sui +10 °C). In agosto per esempio le temperature medie possono variare tra i +14 °C e i +23 °C. La temperatura media nel mese di luglio 2010 è stata +22,46 °C[7][8]. Inoltre i quartieri meridionali e orientali presentano inverni più rigidi rispetto al centro della città e ai quartieri settentrionali e occidentali.
Le minime invernali nel centro della città raramente sono particolarmente basse, grazie al fenomeno dell'isola di calore urbana.
I periodi più consigliati per visitare la città sono quindi la tarda primavera (maggio) e l'inizio dell'autunno (settembre e inizio ottobre). La temperatura più alta mai registrata è di 42,6 °C, il 25 luglio 2019[9]. Relativamente invece alla piovosità, i dati del trentennio 1961-1990 mostrano una quantità complessiva di 609 mm, all'incirca, dunque lo stesso ammontare di Londra, ma con maggiori sbalzi tra un mese e l'altro, nonché tra un anno e un altro. Generalmente comunque il periodo più piovoso risulta essere la tarda primavera, mentre le minori precipitazioni si registrano in due periodi: il tardo inverno e la tarda estate.
Dati della stazione di Paris-Montsouris rilevati tra il 1961 e il 1990[10][11]
L'antico nome della città, "Lutezia", e di due suoi quartieri, le Marais e la montagna di Sainte-Geneviève (l'antica Lucotecia), potrebbe lasciare intuire la presenza di zone paludose nei dintorni della città (probabile di etimologia celtica luto-luteo "palude"[12]). Tuttavia la zona non era paludosa, bensì molto fertile. Eventuali inondazioni da parte della Senna avvenivano nel vallone che dall'estremità orientale del Marais, dal canal Saint-Martin, prosegue ai grandi boulevard, fino al ponte dell'Alma. La valle non è che un lungo meandro abbandonato dal fiume probabilmente 10 000 anni fa, esistendo effettivamente paludi tra Montmartre e la montagna di Sainte-Geneviève intorno a 30 000 e 40 000 anni fa.
Conquistata e pacificata la Gallia, Lutetia diventa una città romana, nelle aspirazioni e nello stile civile: il sito è in posizione favorevole per i commerci e i traffici fluviali e le popolazioni locali sono avvantaggiate dall'espansione economica portata dai Romani. Il famoso pilastro dei Nauti, un'opera votiva costruita su richiesta della corporazione dei commercianti fluviali, è testimonianza della feconda attività che gravitava intorno alla città, nonché immagine precorritrice delle sorti di Parigi, che ha infatti per stemma quello della potente corporazione medievale dei Nauti, che per secoli ha guidato le sorti municipali.
Lutetia si sviluppa fino a divenire una vera e propria città (in particolare lungo la rive gauche della Senna) e si dota delle strutture essenziali per essere degna di questo nome: il foro, le terme (i cui resti sono visibili all'Hotel de Cluny), l'anfiteatro e un teatro.
La tradizione vuole che nel 250 la città venga cristianizzata dal vescovo Dionigi che qualche secolo dopo sarà eletto a patrono della città (Saint Denis).
Nel IV secolo la città comincia a essere chiamata Paris[13].
Arrestata l'avanzata di Attila nel 451 (secondo la tradizione popolare grazie all'incoraggiamento di santa Genoveffa), nel 465 è il turno di Childerico I di assediare la città. Mancano tuttavia fonti che confermino l'assedio.
Parigi è definitivamente merovingia nel 486 con Clodoveo I. Nel 508 diventa capitale del regno franco.[14] Clodoveo, convinto da Genoveffa, fa costruire una chiesa intitolata ai santi Pietro e Paolo su una collina, oggi chiamata Monte di Santa Genoveffa (V arrondissement), dove i due verranno sepolti.
Il XII e il XIII secolo vedono Parigi al centro di una forte crescita economica, e la corporazione dei mercanti come sua protagonista.
La rive droite viene urbanizzata durante il Medioevo. Il nuovo nucleo viene ben presto a superare in numero di abitanti e in importanza la parte più antica, nota come citè de Saint Germain, ma anche come Université, poiché abbazie, scuole, editori, artisti vi hanno eletto sede. La rive droite diverrà il nuovo centro direttivo.
A metà del XIV secolo Parigi cerca di fare la propria politica municipale: ha già più di centocinquantamila abitanti e, attraverso sollevazioni e alleanze (la guerra dei cent'anni) mostra di non volere rinunciare alla propria indipendenza. La città si estende soprattutto sulla riva destra, e le mura di Carlo V (1371-1380) comprendono l'insieme degli arrondissement III e IV.
Bisogna arrivare al 1437 perché Carlo VII possa fare di Parigi, indiscutibilmente, la capitale dei Valois. La storia della città s'intreccia da lì in poi inestricabilmente con la storia di Francia.
Enrico III nel 1588 fugge dalla città e l'ugonottoEnrico IV dovrà convertirsi al cattolicesimo e pagare 200 000 scudi per rientrarvi.
Sotto i Borboni Parigi è scenario e protagonista della Fronda: Luigi XIV sposta la corte a Versailles, per sottrarsi in un solo colpo agli intrighi dei nobili e alle barricate del popolo parigino e procedere liberamente nella propria politica accentratrice.
Alla vigilia della Rivoluzione Parigi occupa 1 100 ettari e conta oltre seicentomila abitanti. Al di fuori della cinta daziaria (le mura dei Fermiers généraux) i sobborghi sono costituiti da ventiquattro villaggi.
Di nuovo protagonista, non meno che testimone, il popolo parigino gioca la propria rivoluzione. Lo spirito di ribellione e d'indipendenza dei parigini viene di nuovo duramente represso, con l'esecuzione della prima Commune rivoluzionaria - il consiglio della città - che segna l'inizio del Terrore di Robespierre: per più di un anno, tra il 1793 e il 1794, le piazze di Parigi ospitano il lavoro indefesso della ghigliottina.
Come molti prima e dopo di lui anche Napoleone cerca di assoggettare la città al potere centrale, nel quadro della propria riforma amministrativa. Questo non impedirà ai parigini d'insorgere di nuovo contro Carlo X nel 1830.
Durante il periodo napoleonico gli edifici cittadini, rimasti danneggiati durante la rivoluzione, vengono riparati e viene realizzato un nuovo sistema di illuminazione stradale a gas. Viene inoltre introdotta la numerazione civica degli edifici (in uso ancora oggi) e numerosi parchi appartenenti una volta agli aristocratici vengono resi pubblici. Per migliorare le condizioni igieniche vengono invece realizzate numerose nuove fontane dotate di acqua corrente e vengono costruiti numerosi cimiteri per fare fronte alla mancanza di spazio in quelli già esistenti. Numerosi monumenti vengono invece realizzati da architetti come Percier, Fontaine e Chalgrin.[15]
Nel 1845 la città supera il milione di abitanti e Thiers allarga di nuovo la cinta muraria che porta il suo nome, includendo alcuni villaggi della campagna. L'estetica viene sempre più rifinita, con il completamento dei lungosenna, di Piazza della Concordia e dell'Arco di Trionfo. Ma la vera grande rivoluzione urbanistica è quella condotta da Haussmann per conto di Napoleone III: lo sventramento di interi vecchi quartieri risponde alla necessità di liberare la città dalla congestione viabilistica, fagocitata dalla sovrappopolazione, da sei linee ferroviarie e da migliaia di veicoli a cavallo. La costruzione dei grandi viali alberati è inoltre dettata da motivi di ordine pubblico, onde impedire ai parigini la possibilità di compiere insurrezioni (vedi trasformazione di Parigi sotto il Secondo Impero). In trent'anni la città raddoppia e nel 1876 arriva a due milioni, nonostante la guerra con la Prussia e il disastro della Comune. A quest'epoca risalgono alcuni famosi monumenti come la Torre Eiffel e la Basilica del Sacro Cuore a Montmartre. Qui sorge il celeberrimo quartiere degli artisti, simbolo della Parigi bohémienne di fine XIX secolo destinata a entrare nell'immaginario collettivo mondiale.
Epoca contemporanea
La città continua a crescere. All'inizio della prima guerra mondiale, nel 1914, la battaglia della Marna la salva dall'invasione tedesca, ma non andrà così nel 1940, quando il Terzo Reich occupa la città dichiarandola città aperta. La bandiera con la svastica sventola sulla Torre Eiffel e su tutti i monumenti cittadini. Hitler, appassionato di architettura, ha sempre ammirato Parigi prendendola a modello per la costruzione della nuova Berlino. Tuttavia, nell'agosto del 1944 - in vista dell'invasione americana - ordina al governatore della città la distruzione dei ponti sulla Senna e dei monumenti. Nei drammatici giorni della sua liberazione, Parigi insorge, ma viene salvata dallo stesso governatore tedesco - von Choltitz - che, rifiutandosi di distruggere i monumenti della città, si arrende al generale Leclerc. Parigi è l'unica metropoli europea a uscire praticamente intatta dalla seconda guerra mondiale: infatti, non essendo snodo di ferrovie militari né sede di fabbriche (collocate solo in periferia), fu risparmiata dai bombardamenti che la RAF condusse sul resto d'Europa tra il 1942 e il 1945.
Lo spirito rivoluzionario parigino si ridesta nel maggio 1968, nel quartiere latino, con lo sciopero generale avviato dagli studenti, che per qualche giorno si estende all'intera Francia. Il risultato, sul piano dell'organizzazione della città, è lo smembramento della Sorbona in 13 università nella regione di Parigi.
La città torna a dedicarsi al proprio sviluppo. Già negli anni sessanta si era aperto, con il trasferimento dei mercati generali (les Halles) a Rungis, un periodo di grandi lavori pubblici, teso a liberare il centro storico della città dalla pressione del traffico e dagli insediamenti popolari, e a riqualificarlo con funzioni prevalentemente culturali e di rappresentanza.
Lo stemma della città, nella sua forma attuale, risale al 1358, anno in cui il re Carlo V concede il "capo araldico" seminato di gigli di Francia. Esso presenta i gigli di Francia sopra Scilicet (la nave che simboleggiava l'ordine dei mercanti che commerciavano sulla Senna). Il motto è Fluctuat nec mergitur.
Gran parte del patrimonio artistico-architettonico di Parigi si trova nel centro storico, che deve il suo aspetto attuale a numerosi rimaneggiamenti urbanistici effettuati nei secoli dai Re di Francia e al grande rinnovamento effettuato tra il 1852 e il 1869 per volere di Napoleone III, dal barone Haussmann[17].
Il monumento simbolo della città è la "basilica cattedrale metropolitana della Madonna di Parigi", più conosciuta semplicemente come Notre-Dame, situata nella parte orientale dell'Île de la Cité, isola della città, posizionata al centro della Senna. A breve distanza si trova il complesso del Palazzo di Giustizia, antico palazzo reale medievale poi ristrutturato nel XVIII secolo. Del medioevo conserva il capolavoro della Sainte-Chapelle e la Conciergerie.
Altro monumento simbolo di Parigi è il Louvre, originariamente concepito come struttura esclusivamente militare, fu poi ridisegnato a partire dal 1527 per volere di Francesco I come elegante corte per i re di Francia. Oggi accoglie il celebre Museo del Louvre, uno dei più grandi al mondo e il primo per numero di visitatori (9,6 milioni nel 2019)[18].
Il fronte occidentale del Palazzo, incentrato sulla Pyramide, si apre su una grandiosa prospettiva urbanistica che, partendo dall'Arco del Carrousel, attraversa i Giardini delle Tuileries, la Place de la Concorde, gli Champs-Elysées fino all'Arco di Trionfo. Dal 1989 la prospettiva termina con l'Arco de La Défense.
Poco lontano è il quartiere del lusso e della moda, incentrato su Rue Saint-Honoré e Place Vendôme. Il quartiere del Marais ingloba splendidi palazzi barocchi, come l'Hôtel de Soubise; il Municipio e la caratteristica Place des Vosges. Sempre sulla riva destra, oltre il quartiere del Marais, vi è la storica Place de la Bastille, un tempo occupata dalla fortezza della Bastiglia[17], da cui il nome, e dove oggi sorge il teatro dell'Opéra Bastille, il più grande d'Europa. Quest'ultimo, con il più celebre Opéra, è sede dell'Opéra National de Paris.
Altro sito di notevole interesse artistico è la famosissima Tour Eiffel, vero simbolo della città.
Il suo ricchissimo patrimonio d'arte, storia e architettura, le hanno valso l'iscrizione alla lista del patrimonio dell'umanità promossa dall'UNESCO[19].
Parigi è ricca di antiche chiese di grande importanza, tra le quali la più celebre è certamente la Cattedrale di Notre-Dame, grande esempio dell'Architettura gotica divenuta nel mondo simbolo della città.
Capolavoro del Gotico francese nel suo stile "radiante" è la Sainte-Chapelle, contenente un importantissimo ciclo di vetrate del XIII secolo[17].
Il centro di Parigi è ricco di palazzi costruiti soprattutto nei secoli XV, XVII e XVIII come dimore private delle maggiori famiglie della città; gli stili architettonici rappresentati nel centro cittadino sono molti, dal tardogotico, al barocco, al rococò, al neoclassico, all'eclettico sino al liberty. La storia degli edifici civili parigini si estende fino ai giorni nostri, comprendendo il Centro Pompidou e le numerose architetture moderne caratterizzanti La Défense, la zona di più innovativa concezione del territorio francese.
Gli edifici scolastico-universitari sono, anch'essi, di primaria importanza, e vedono il complesso della Sorbonne e il barocco Collège des Quatre-Nations.
Le mura di Parigi si sono evolute negli anni con la città. Il primo nucleo romano non aveva difese, ma dopo l'invasione e distruzione da parte dei Franchi e degli Alemanni del 275 d.C. i romani fortificarono l'Île de la Cité[17]. Resti se ne vedono nella Crypte archéologique. Nel XII secolo sorse il complesso fortificato Temple, a nord della Rive droite, poi inglobato nella prima cinta muraria costruita da Filippo Augusto a partire dal 1190, per la riva destra, e dal 1209 per quella sinistra[17]. In questo periodo sorse una fortezza sulla riva destra della Senna, la prima struttura del futuro Louvre. Le mura andavano dal Louvre, passando per le Porte Saint-Martin e Porte Saint-Denis, fino alla Chiesa di Saint-Paul-Saint-Louis; per la riva destra. Dalla Senna al Panthéon, all'Odéon e all'Institut de France; per la riva sinistra.
Tra il 1354 e il 1380 Carlo V ricostruì la fortezza del Louvre e nel 1370 fondò la Bastiglia e ampliò le mura della riva destra poi di nuovo ampliata nel 1620 da Luigi XIII (Cinta di Luigi XIII). Solo nel 1652, il Re Sole eseguì un vero, grande ampliamento che coinvolse le due rive e inglobò anche i sobborghi. Risalgono a questo periodo i rifacimenti delle Porte di San Martino e di San Dionigi, concepiti come archi trionfali per l'entrata del re in città dalla Basilica di Saint-Denis.
L'ultima grande cinta venne eretta, ai margini della città, nel 1841-44 da Luigi Filippo, la Cinta di Thiers. Quest'ultima venne abbattuta nel 1919-29, ma segnò, grossomodo, in maniera definitiva il margine del territorio comunale ufficiale della città; rimarcato nel 1973 dalla costruzione del Boulevard périphérique.
Ponti
Parigi possiede una grande quantità di ponti che scavalcano la Senna. Eretti a partire già dall'epoca gallica, oggi il più antico è il Pont Neuf eretto fra il 1578 e il 1607. Quest'ultimo collega le due sponde del fiume passando per la punta occidentale dell'Île de la Cité; con i suoi 238 metri, è anche il più lungo della capitale.
Altri ponti importanti sono il Pont au Change, ove nel medioevo avevano sede gli uffici del cambio, gioiellerie e orafi, che con le loro botteghe avevano coperto interamente i lati del ponte. Distrutto e rifatto più volte a causa di piene o incendi, venne infine ricostruito nel 1860 da Napoleone III.
Per quanto riguarda le vie, sono degni di nota i famosissimi Champs-Elysées, che con Rue de Rivoli e Rue de Rennes costituiscono forti attrattive per lo shopping, le passeggiate e i caffè. Gli animatissimi Boulevard, grandi vialoni piuttosto rettilinei fra i quali spiccano Boulevard de Bonne-Nouvelle, Boulevard Saint-Martin e Boulevard Montmartre che costituiscono la zona dei teatri parigini. Avenue Montaigne, Boulevard Saint-Germain, Rue Saint-Honoré e Rue de la Paix sono considerate far le zone più lussuose della città, nonché uno dei maggiori centri dello shopping dell'alta moda internazionale. Rue de Grenelle e Rue de Varenne, vie aperte nel XVIII secolo e subito presiedute da nobili signori e finanzieri che vi costruirono le loro ricche dimore[17], oggi divenute sedi di ministeri e ambasciate. Rue de la Montagne Sainte-Geneviève e Rue Mouffetard, reputate le più caratteristiche di Parigi per i vecchi negozi dalle antiche vetrine, e le atmosfere di un tempo.
Da non dimenticare i caratteristici Passages, passaggi coperti, sorta di galleria commerciale, aperti fin dalla fine del XVIII secolo e poi sviluppatisi in tutt'Europa. Si ricordano il Passage des Princes, la Galerie Vivienne, il Passage Jouffroy.
Parigi conta numerosi viali, parchi e giardini per un totale di circa 426 aree verdi.
Fra tutti dominano i due "polmoni verdi" di Parigi dati dai parchi del Bois de Boulogne, a ovest della capitale, di 846 ettari, e dal Bois de Vincennes, a est, di 995 ettari.
Si ricorda però anche san Mederico (Saint Merry), che è il patrono della rive droite, nucleo urbano la cui origine è posteriore, a causa della presenza delle marais che ancora oggi si ricordano nel nome del quartiere, cioè zone a vocazione orticola per la buona fertilità del terreno.[21]
Anche san Dionigi è annoverato come patrono della capitale,[22] mentre un altro santo importante per i parigini, san Germano[23] (la rive gauche nel Medioevo veniva detta anche "Città di Saint Germain" e il quartiere parigino di Saint-Germain-des-Prés, prende da lui il nome[23]), non ha alcuna carica.
Parigi, con 2 206 488 abitanti al 2015, 10 706 072 abitanti nella sua agglomerazione e 12 532 901 abitanti nella sua area urbana, è la città più grande di Francia. Con la locuzione "Grande Parigi" (in francese: Grand Paris) si identifica un territorio che può essere delimitato o dall'agglomerazione o dall'area urbana o dalla Métropole du Grand Paris. L'area metropolitana di Parigi è la quarta più ampia d'Europa (dopo Mosca, Istanbul (parte del cui territorio si estende in Asia) e Londra) ed è, all'incirca, la ventesima al mondo.
L'area metropolitana di Parigi, con un PIL complessivo superiore a quello dell'Australia, è il secondo più grande centro economico e finanziario d'Europa dopo Londra. Ospita più del 30% dei "colletti bianchi" francesi, e più del 40% delle sedi centrali delle compagnie francesi, con il più grande distretto finanziario d'Europa per dimensioni (La Défense) e la seconda più grande borsa d'Europa (Euronext Paris).
Nota in tutto il mondo come la Ville Lumière (la "città delle luci")[24], Parigi è una delle principali destinazioni turistiche mondiali. La città è rinomata per la bellezza della sua architettura, i suoi viali e i suoi scorci, oltre che per l'abbondanza dei suoi musei. Costruita su un'ansa della Senna, è divisa in due parti: la Rive droite a nord e la più piccola Rive gauche a sud.
La città
La città di Parigi secondo l'INSEE ha una superficie complessiva di 105,4 km² (2015) e una popolazione di 2 206 488 abitanti (2015).
L'agglomerazione urbana di Parigi definita dall'INSEE con il termine di Unità urbana di Parigi (Unité urbaine de Paris) si compone di 412 comuni (2015), per una superficie complessiva di 2 844,8 km² (2015) e una popolazione di 10 706 072 abitanti (2015).
Popolazione dell'agglomerazione parigina - Unité urbaine de Paris
L'area metropolitana di Parigi definita dall'INSEE con il termine di Area urbana di Parigi (Aire urbaine de Paris) si compone di 1 764 comuni (2015), per una superficie complessiva di 17 177,6 km² (2010) e una popolazione di 12 532 901 abitanti (2015).
Di area metropolitana di Parigi si può parlare, sia pure anticipando l'uso del termine, solo da dopo il 1870. Nella tabella che segue, i dati fino al 1982 sono dedotti da stime ricavate da diverse fonti, mentre quelli relativi al 1990 e al 2009 sono ufficiali, forniti dall'Ufficio nazionale francese di statistica INSEE.
Anno
Abitanti
Note
1885:
3 000 000
1905:
4 000 000
1911:
4 500 000
1921:
4 850 000
(stagnazione a causa delle perdite della prima guerra mondiale)
1931:
5 600 000
1936:
6 000 000
1946:
5 850 000
(perdite dovute alla seconda guerra mondiale)
1954:
6 550 000
1968:
8 368 500
(fine del boom delle nascite del dopoguerra e fine del surplus dell'immigrazione per Parigi)
1982:
9 400 000
(i flussi migratori diventano negativi, la crescita della popolazione è molto più lenta)
Per legge i censimenti francesi non fanno domande riguardanti l'origine etnica o la religione, ma raccolgono le informazioni relative al paese proprio di nascita. Da ciò è possibile rilevare che l'area metropolitana di Parigi sia una delle più multi-culturali in Europa. Secondo il censimento del 1999 il 19,4% della popolazione totale era nato al di fuori della Francia metropolitana, il 4,2% della popolazione urbana era rappresentata da immigrati recenti (persone che erano immigrate in Francia tra il 1990 e il 1999),[26] la maggior parte dall'Asia e dall'Africa.[27] Il 37% di tutti gli immigrati in Francia vivevano nella regione di Parigi.[28]
La prima ondata di migrazioni internazionali a Parigi ebbe inizio già nel 1820 con l'arrivo dei contadini tedeschi in fuga dalla crisi agricola. Diverse ondate di immigrazione si susseguirono costantemente fino a oggi: gli italiani e gli ebrei dell'Europa centrale nel corso del XIX secolo, i russi dopo la rivoluzione del 1917, gli armeni in fuga in seguito al genocidio perpetrato dall'Impero ottomano,[29] i cittadini coloniali durante la prima guerra mondiale e in seguito, nel periodo interbellico, spagnoli, italiani e portoghesi. Tra gli anni '50 e '70, arrivarono gli abitanti del Maghreb dopo l'indipendenza di tali paesi.[30]
Si stima che la regione metropolitana di Parigi, o aire urbaine, sia la residenza per circa 1,7 milioni di musulmani, che costituiscono tra il 10% e il 15% della popolazione della zona. Tuttavia, in assenza di dati ufficiali, il margine di errore di queste stime è molto elevato, in quanto si basa sul proprio paese di nascita (chi è nato in un paese musulmano o nato da un genitore proveniente da un paese musulmano è considerato come un "musulmano potenziale").[31] Secondo la North American Jewish Data Bank, si stima che 310 000 ebrei vivano a Parigi e dintorni. Parigi è stata storicamente una calamita per gli immigrati, ospitando oggi una delle più grandi concentrazioni di immigrati in Europa.[32][33][34]
Gli immigrati e i loro figli
Secondo l'INSEE, Istituto nazionale francese di statistica e degli studi economici, responsabile della produzione e l'analisi di statistiche ufficiali in Francia, il 20% delle persone che vivono nella città di Parigi sono immigrati e il 41,3% delle persone fino a 20 anni hanno almeno un genitore immigrato.[35]
Tra i giovani sotto i 18 anni, il 12,1% è di origine magrebina, il 9,9% di origine africana sub-sahariana e il 4,0% proviene dall'Europa meridionale.[36] Circa quattro milioni di persone, il 35% della popolazione della regione dell'Île-de-France, sono o immigrati (17%) o hanno almeno un genitore immigrato (18%).[37] Secondo uno studio del 2008, il 56% circa di tutti i neonati dell'Île-de-France nel 2007 aveva almeno un genitore di origine straniera.[38]
Dipartimento
Immigrati
Persone sotto i 20 anni con almeno un genitore immigrato
Prima del 1967, Parigi faceva parte del dipartimento della Senna, che conteneva la città e i sobborghi circostanti.
Dal 1967, il Comune di Parigi è uno degli otto dipartimenti della regione dell'Ile-de-France. Il suo identificativo assoluto è 75, che si trova anche nelle targhe delle auto oltre che nei codici postali.
Con la riforma amministrativa furono infatti creati tre nuovi dipartimenti che formano un anello attorno a Parigi, e costituiscono la prima cintura periferica (la petite couronne): Hauts-de-Seine, Senna-Saint-Denis e Val-de-Marne. Al di là, i dipartimenti di Val-d'Oise, Yvelines e dell'Essonne costituiscono la grande couronne. L'insieme costituisce la région parisienne, cioè la metropoli di Parigi. L'ottavo dipartimento dell'Île-de-France, che da solo rappresenta circa la metà del territorio regionale, è quello orientale di Seine-et-Marne.
Mentre normalmente i dipartimenti sono divisi in cantoni, la città di Parigi è divisa in 20 arrondissement municipali (circondari municipali), numerati in ordine progressivo partendo dal centro e muovendosi a spirale verso l'esterno, ciascuno dei quali è un municipio (mairie), con il suo consiglio e il suo sindaco. Ogni arrondissement, d'altra parte, elegge anche i propri rappresentanti al Consiglio di Parigi (Conseil de Paris), che è anche il consiglio generale del dipartimento. Le elezioni comunali e di arrondissement sono contemporanee: i parigini scelgono i 517 consiglieri di arrondissement, tra i quali 163 divengono contemporaneamente consiglieri comunali. In ogni arrondissement le elezioni avvengono su due turni: la lista che ottiene la maggioranza assoluta, o relativa al secondo turno, ottiene la metà dei seggi in blocco, e una quota proporzionale dei restanti seggi. Le liste sono bloccate, e i sindaci sono eletti dai relativi consigli come pure gli assessori (adjoint).
Anne Hidalgo, esponente del Partito socialista francese (PS), è il sindaco di Parigi dal 5 aprile 2014. Come eccezione alla regola usuale per le città francesi, alcuni poteri normalmente esercitati dal sindaco sono invece affidati a un rappresentante del governo nazionale, il prefetto di Polizia. Per esempio Parigi non ha una forza di polizia municipale, anche se ha alcuni controllori del traffico. Questo fatto è un'eredità della situazione vigente fino al 1977, in cui Parigi non aveva un sindaco, ma era in pratica governata dall'amministrazione prefettizia. Va ricordato che alla radice dello smembramento del Dipartimento della Senna (Département de la Seine) ci fu proprio lo straordinario potere che il prefetto della Senna si trovava a gestire, quasi pari a quello del Primo ministro.
La Biblioteca Mazzarino, formata a partire dalla biblioteca personale del cardinal Mazzarino, è la più antica biblioteca pubblica francese; fu aperta al pubblico nel 1643.
L'Hôtel de Soubise ospita la sezione storica degli Archives nationales, ovvero quella relativa ai documenti precedenti la Rivoluzione Francese.
Musei
Il più antico museo di Parigi, nonché il più grande, è il museo del Louvre, che con circa otto milioni di visitatori all'anno è il museo di belle arti più visitato al mondo. Altri musei di fama mondiale sono il Musée National d'Art Moderne (all'interno del Centro Georges Pompidou), dedicato all'arte contemporanea, e il museo d'Orsay, che espone le opere del secondo Ottocento (esattamente dal 1848 al 1905).
Il terzo teatro lirico di Parigi, tradizionalmente dedicato all'operetta, è l'Opéra comique.
Altre sale ospitano occasionalmente opere liriche, ma hanno una vocazione più varia: si tratta del Théâtre du Châtelet e del Théâtre des Champs-Élysées, che spaziano dal repertorio classico a quello moderno.
A Parigi si trovano, infine, i più famosi music-hall europei, dal Bobino all'Olympia, dove hanno trovato la consacrazione internazionale anche tanti cantanti e gruppi italiani.
Colonne Morris, edicole, tetti di Parigi
La sindaca Anne Hidalgo (e la sua giunta) nel 2019 ha fatto rimuovere le antiche edicole e le storiche colonne Morris in stile haussmanniano, che facevano parte del patrimonio urbano dal 1868, celebrate perfino da Marcel Proust nella sua Recherche.
Non sostiene il progetto per iscrivere i tetti di Parigi al Patrimonio mondiale, perché sostiene di non volere "mettere la capitale sotto formalina".
Cinema
La prima proiezione cinematografica pubblica è stata realizzata a Parigi, il 28 dicembre 1895, da Antoine Lumière[46][47]. Fu inoltre a Parigi che Georges Méliès (1861-1938) inventa "l'arte del cinema" e lo spettacolo cinematografico: prima di lui, infatti, i film erano unicamente dei documentari o delle dimostrazioni tecniche. Georges Méliès è conosciuto per gli sviluppi che apportò alle tecniche del cinema, essenzialmente per lo scenario e i trucchi di scena. Fu il primo realizzatore e il creatore del primo Studio di cinema. Qui hanno registrato il film Quasi amici - Intouchables. La prima proiezione pubblica di cinema digitale in Europa[48] è stata realizzata a Parigi, il 2 febbraio 2000, da Philippe Binant[49].
Parigi è servita da tre aeroporti principali: l'Aeroporto Charles de Gaulle, nella vicina Roissy-en-France (dipartimento 95) a nord-est della città (a 30 km dal "punto zero", circa 30 minuti in auto) e l'aeroporto di Orly (dipartimento 94), che si trova a sud della città (a 20 km dal "punto zero", circa 20 minuti in auto).
Un quarto aeroporto, principalmente cargo, è l'aeroporto di Vatry (dipartimento 51), a est di Parigi, a 210 km dal "punto zero", circa 2 ore e 25 minuti in auto.
Parigi è densamente coperta da un sistema di metropolitane, il Métro (14 linee), così come da un grande numero di linee di autobus. Queste si interconnettono con una rete regionale ad alta velocità, la RER (Réseau Express Régional), e con la rete ferroviaria: treni pendolari, linee nazionali e TGV (o simili come Thalys ed Eurostar). Esistono parecchie tramvie tangenziali nei sobborghi: la linea T1 va da Saint-Denis a Noisy-le-Sec, la linea T2 va da La Défense a Issy. Una terza linea a sud della città, T3, è stata completata alla fine del 2006, la T4 in periferia nel 2008 e quattro altre linee saranno messe in servizio entro il 2015.
L'intera rete metropolitana è gestita, come tutti i trasporti urbani parigini, dalla compagnia RATP.
È allo studio un progetto di automazione della metro, che verrebbe guidata "a distanza" senza un conducente. La misura comporterebbe un calo occupazionale e nel contempo l'incremento del 30% della frequenza delle corse. La linea 14 è interamente automatizzata, la linea 1 lo è diventata nel dicembre 2012.
Strade
La città è il nodo principale della rete autostradale francese, ed è circondata da una tangenziale interna, il Boulevard Périphérique o il "périph" (35 km) e da due esterne (la A86, ovvero "Périphérique de l'Île de France", e la N 104 "Francilienne"). Gli svincoli del "Boulevard Périphérique" sono chiamati "Portes", in quanto corrispondono alle antiche porte della città, essendo il viadotto costruito sulla traccia delle ultime mura di Parigi. Le due tangenziali esterne sono ancora in via di completamento, in particolare per la A86 risulta ancora non completo il tratto a sud-ovest tra la A13 e la N12. La "Francilienne", invece, delimita grosso modo la regione dell’Île-de-France e risulta ancora ben lontana dall'essere completata.
Turismo
A partire dal 1848, Parigi ha cominciato a essere una destinazione molto popolare della rete ferroviaria, essendone al centro. Le principali attrazioni cittadine dell'epoca erano le Esposizioni Universali che sono state l'origine di molti monumenti parigini come la Torre Eiffel. Ciò, oltre agli abbellimenti compiuti durante il Secondo Impero Francese, ha contribuito molto a rendere la città una meta molto attraente.
Parigi riceve la visita di circa 38 milioni di turisti all'anno.[50]
Le chiese della città sono un'altra attrazione molto famosa: Notre Dame (la cattedrale della città e chiesa primaziale di Francia) e la Basilica del Sacro Cuore ricevono rispettivamente dodici e otto milioni di visitatori. La Torre Eiffel, il monumento più rappresentativo della capitale francese, vede in media più di sei milioni di visitatori all'anno e più di 200 milioni fin dalla sua costruzione. Disneyland Paris è un’altra grande attrazione turistica, non solo per i francesi, ma anche gli altri europei, con 14,5 milioni di visitatori registrati nel 2007.
Molti locali pubblici della città sono mutati nel corso degli anni per venire incontro principalmente alle aspettative dei turisti, piuttosto che degli abitanti. Le Lido e il Moulin Rouge, per esempio, mettono in scena spettacoli teatrali e di cabaret. Gran parte degli hotel parigini, dei locali notturni e dei ristoranti, in generale, sono diventati fortemente dipendenti dal turismo.
Le Buddha Bar, Barfly, El Barrio Latino, Hotel Costes, Georges – ristoranti e bar alla moda.
Nell'XI arrondissement, in prossimità di place de la Bastille, vi è uno dei centri della vita notturna di Parigi: rue de Lappe, una via stretta a traffico limitato in cui si trovano molti locali di ogni genere, ognuno con caratteristiche differenti e molto frequentati da giovani studenti. Anche nella stessa rue Oberkampf si trova una moltitudine di piccoli locali, alcuni aperti anche sino all'alba.
Economia
Con un PIL registrato nel 2010 di 572,4 miliardi di euro[51], la regione di Parigi possiede uno dei più alti PIL del mondo, il che la rende un motore dell'economia globale.[52] Mentre la popolazione parigina rappresenta il 18,8% della popolazione metropolitana francese,[53] il PIL cittadino copre da solo il 30,2% del PIL delle aree urbanizzate della nazione.[51] L'attività economica di Parigi non è specializzata in un settore particolare (come per esempio Los Angeles con le industrie di intrattenimento o Londra e New York con il comparto finanziario). Di recente l'economia cittadina si è spostata su attività di alto valore aggiunto, come servizi finanziari, informatica e produzione di alta tecnologia: elettronica, ottica, aerospaziale.
Il quartiere de La Défense costituisce il centro economico della capitale, situato a ovest della città, in un triangolo tra l'Opéra Garnier e la Val de Seine. Mentre l'economia parigina è in gran parte dominata dai servizi, la città rimane molto forte anche a livello produttivo, in particolare nei settori industriali di tipo automobilistico, aeronautico ed elettronico. Negli ultimi decenni, l'economia locale si è spostata verso l'attività ad alto valore aggiunto, in particolare con i servizi alle imprese. Parigi è la prima in Europa in termini di capacità di ricerca e sviluppo[54][55] ed è considerata una delle migliori città del mondo per quanto concerne l'innovazione.[56] La Regione di Parigi ospita la sede di 33 aziende appartenenti alla Fortune Global 500.[57]
Il censimento del 1999 ha indicato che delle 5 089 170 persone occupate nell'area urbana di Parigi, il 16,5% lavora nei servizi alle imprese, il 13,0% nel commercio (commercio al dettaglio e all'ingrosso), il 12,3% nel settore manifatturiero, il 10,0% nelle amministrazioni pubbliche e difesa, l'8,7% nei servizi sanitari, l'8,2% nei trasporti e comunicazioni, il 6,6% in materia di istruzione e il restante 24,7% in molti altri settori economici. Nel settore manifatturiero, i più grandi datori di lavoro sono stati l'industria elettronica ed elettrica (17,9% della forza lavoro totale dell'industria manifatturiera) e l'industria editoriale e della stampa (14,0% della forza lavoro di produzione totale), mentre il restante 68,1% della forza lavoro produttiva è distribuita tra molti altri settori. I servizi affini al turismo danno lavoro al 6,2% della forza lavoro parigina e del 3,6% di tutti i lavoratori all'interno della regione di Parigi.[58] La disoccupazione nei "ghetti di immigrati" della città va dal 20 al 40%, secondo fonti diverse.[28]
La Défense, il più grande distretto finanziario europeo[59]
A Parigi sono o sono state presenti diverse squadre di football americano; attualmente la città è rappresentata dai Mousquetaires de Paris (nati per fusioni successive tra i Paris Jets, gli Sphinx du Plessis-Robinson e i Castors de Paris), che possono vantare un totale di 7 Caschi di Diamante (1 come Jets, 4 come Castors e 2 come Mousquetaires) e una coppa di Francia (come Castors). In passato sono esistiti anche i Challengers de Paris, che hanno vinto un Casco d'Argento e una Coppa di Francia.
Parigi è una città di genere maschile, come testimoniato dalle espressioni "le Grand Paris" o "le Vieux Paris". Ciò nonostante in ambito poetico viene spesso usata la forma femminile («Paris est une blonde, Paris reine du monde», Mistinguett).
In lingua francese la pronuncia del nome della città, Paris, nella convenzione dell'alfabeto fonetico internazionale è [paˈʀi].
Il nome latino classico della città era Lūtētia ([luːˈteːtɪa]), che la lingua francese adatta in Lutèce ([lyˈtɛs]). Il nome fu poi cambiato in Paris, derivato dal nome della tribù gallica dei Parisi.
Parigi è nota come "Paname" ([panˈam]) nel francese informale, per via della diffusione del cappello di Panamá tra i parigini agli inizi del secolo XX.
Gli abitanti di Parigi sono detti Parisiens ([paʀiˈzjɛ̃]) in francese e Parigots ([paʀiˈgo]) nel francese informale.
Relazioni internazionali
Gemellaggi
(FR)
«Seule Paris est digne de Rome; seule Rome est digne de Paris»
(IT)
«Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi»
^ Rossana Barcellona, Concili "nazionali" e sotterranee rivoluzioni. Agde 506, Orléans 511, Épaone 517, in Reti Medievali, 18, 1 (2017), Firenze University Press, p. 63, ISSN 1593-2214 (WC · ACNP).
^ Matteo Liberti, Parigi Caput Mundi, in Focus Storia, giugno 2014, pp. 40-45.
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^Mario Sgarbossa, I santi e i beati della Chiesa d'Occidente e d'Oriente, Edizioni Paoline, p. 13
^Mario Sgarbossa, I santi e i beati della Chiesa d'Occidente e d'Oriente, Edizioni Paoline, p. 490
^Mario Sgarbossa, I santi e i beati della Chiesa d'Occidente e d'Oriente, Edizioni Paoline, p. 572
^abMario Sgarbossa, I santi e i beati della Chiesa d'Occidente e d'Oriente, Edizioni Paoline, p. 303
^Il soprannome ebbe origine dalla diffusione, anche nelle vie meno frequentate e più oscure della città, dell'illuminazione pubblica, attuata nel XVII secolo dal luogotenente generale di polizia Gabriel Nicolas de la Reynie
^Dati: prima del 1801 stime tratte da Fierro, p. 278; censimenti a partire dal 1801.
^(FR) Cité Nationale de l'Histoire de l'Immigration, Histoire de l'immigration en France, su histoire-immigration.fr. URL consultato il 25 giugno 2006 (archiviato il 16 novembre 2006).
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^ Esther, Muslim population in European cities, su islamineurope.blogspot.com, 23 novembre 2007. URL consultato il 26 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2012).
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Mexican footballer (born 1981) For the Mexican footballer born in 1993, see Jesús Manuel Corona. In this Spanish name, the first or paternal surname is Corona and the second or maternal family name is Rodríguez. Jesús Corona Corona with Mexico in 2018Personal informationFull name José de Jesús Corona Rodríguez[1]Date of birth (1981-01-26) 26 January 1981 (age 42)Place of birth Guadalajara, Jalisco, MexicoHeight 1.84 m (6 ft 0 in)[2]Position(s)...
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