Fiat 130

Fiat 130
Descrizione generale
CostruttoreItalia (bandiera) FIAT
Tipo principaleBerlina
Altre versioniCoupé
Familiare
Produzionedal 1969 al 1977
Sostituisce laFiat 2300
Sostituita daFiat Argenta
Esemplari prodotti15093 berlina
4491 coupé[1]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza4750 mm
Larghezza1805 mm
Altezza1475 mm
Massaoltre 1500 kg
Altro
AssemblaggioFiat Rivalta
ProgettoDante Giacosa
StileGian Paolo Boano
per Centro Stile Fiat
Paolo Martin
per Pininfarina (coupé)
Auto similiBMW 2800
Mercedes 280 S

La Fiat 130 è un'autovettura prodotta e commercializzata dalla FIAT tra il 1969 e il 1977. Il codice di progetto interno della vettura era X1/3.

Equipaggiata con un motore 6 cilindri a V alimentato a benzina, aveva una cilindrata di 2,8 litri successivamente incrementata a 3,2 litri.

La sua commercializzazione terminò dopo 8 anni di produzione. In totale ne vennero fabbricati meno di 20000 esemplari, pur considerando tutte le versioni e motorizzazioni.[1]

Il contesto

Data l'ormai evidente obsolescenza di modelli quali la 2300 Lusso, i vertici della FIAT decisero di mettere in cantiere la progettazione di una berlina Gran Turismo, che nelle loro intenzioni avrebbe dovuto essere in grado di diventare una temibile concorrente delle autovetture di pari segmento prodotte da case automobilistiche come la BMW e la Mercedes Benz.

Nonostante i dubbi e le perplessità espresse all'epoca dai progettisti (Dante Giacosa in primis) sull'opportunità di produrre un'automobile non destinata al mercato di massa, da sempre prerogativa "storica" della FIAT, durante la gestazione del modello gli ingegneri studiarono una meccanica raffinata, caratterizzata da particolari soluzioni tecniche, abbinata ad una carrozzeria contraddistinta da una linea decisamente classica, equilibrata, e dall'ampia disponibilità di spazio interno sia anteriore che posteriore, tipica delle "tre volumi" prodotte all'epoca da molte case automobilistiche concorrenti.

La progettazione della berlina iniziò nel 1963.

La vettura

L'ufficio tecnico diretto da Dante Giacosa realizzò un telaio contraddistinto dalla soluzione tecnica della sospensioni a 4 ruote indipendenti, mentre Aurelio Lampredi (ex Ferrari) mise a punto un motore a 6 cilindri a V di 2866 cm³ erogante 140 CV. Comunemente si crede che questo motore sia derivato dal "V6 Dino" della Ferrari, invece un confronto dimostra come tra i due propulsori non ci sia parentela tecnica: sul V6 Dino le bancate formano un angolo di 65°, con camere di combustione emisferiche, valvole inclinate e doppio albero a camme per bancata (successivamente, versione a quattro valvole per cilindro). Sul motore Fiat 130, angolo di 60° tra le bancate, camere di combustione tronco-coniche e valvole in linea mosse direttamente da un albero a camme, inoltre alesaggio notevolmente superiore alla corsa. Effettivamente il motore era frutto di un progetto specifico che considerava lo studio del quattro cilindri della Fiat 128 ingrandito in un rapporto di 2:1 e adattato ad un'architettura V6. L'errore principale di Lampredi furono le valvole in linea e parallele anziché inclinate: se ciò permise di avere delle testate compatte unitamente a un basamento basso per alloggiare il motore con spazio sotto il cofano per gli organi periferici, nondimeno peggiorò il rendimento e il consumo in modo disastroso. Le valvole inclinate (con bilancieri e punterie a dito) avrebbero consentito una camera di combustione polisferica e un'alzata più elevata con migliore "respirazione". Nel piccolo motore della Fiat 128 a valvole allineate questo deficit di rendimento non si manifestava perché i collettori di aspirazione e scarico stavano sullo stesso lato e, unitamente alla cubatura inferiore del cilindro (circa 270cc), si creava un movimento rotatorio dei gas che migliorava la combustione. Invece il V6 aveva gli scarichi esterni e l'aspirazione al centro con una dinamica dei flussi completamente diversa[senza fonte].

Il quadro tecnico era completato dall'adozione della trazione posteriore, di 4 freni a disco, del servofreno, e infine del cambio automatico (Borg-Warner) a 3 rapporti, che veniva fornito come primo equipaggiamento, mentre il cambio manuale a 5 marce era disponibile solo su richiesta, come optional.

Da un punto di vista stilistico la berlina non incontrò mai completamente il favore del pubblico, già a partire dalla sua prima presentazione, avvenuta al Salone dell'automobile di Ginevra nell'anno 1969.

L'autovettura era caratterizzata da una linea esteriore nel complesso equilibrata, ma piuttosto "carica" e appesantita da un notevole quantitativo di orpelli inutili, come i grossi profili cromati che incorniciavano e attraversavano gli eccessivamente ampi gruppi ottici posteriori, o la monolitica e barocca calandra anteriore, caratterizzata da un disegno alquanto elaborato e complesso.

Sulla 130 prima serie fu adottato un cruscotto con gli strumenti rettangolari e allineati, che stilisticamente ricordava quelli delle berline americane dell'epoca. Sulla seconda serie fu sostituito da una plancia caratterizzata da un disegno più classico, strumenti circolari e finiture raffinate, in quanto veniva utilizzato legno laccato per guarnirla. Gli interni erano caratterizzati dall'utilizzo di velluto pregiato o pelle di ottima qualità per rivestire la selleria. Essi erano riccamente equipaggiati da accessori quali il servosterzo e l'aria condizionata, quest'ultima fornita però su richiesta. La versione coupé del modello fu equipaggiata da un esclusivo optional: i comandi dell'apertura e chiusura della porta del passeggero potevano essere controllati autonomamente dal conduttore dell'autovettura.

Dopo averla testata, gli operatori del settore giudicarono la vettura confortevole, sicura e affidabile su strada, ma nel contempo notarono che essa era notevolmente penalizzata dal rilevante peso e dalla scarsa potenza erogata dal motore che la equipaggiava, circa 140 CV. La FIAT, nel corso dell'anno 1970, tentò di porre rimedio a tale carenza incrementando la cubatura del propulsore, ottenendo come risultato un aumento di potenza di circa una ventina di CV, ed il valore della stessa raggiunse i 160 CV circa. Tale valore era comunque ancora molto lontano da quelli raggiunti dai propulsori della stessa cubatura che equipaggiavano i modelli prodotti da marche concorrenti, che sfioravano i 200 CV, e che spesso erano caratterizzati dall'adozione di soluzioni tecniche più raffinate, come l'iniezione meccanica.

A causa di ciò l'autovettura rimase sempre svantaggiata nel confronto con le sue dirette rivali (segnatamente la BMW 2800, la Mercedes 280 e la Jaguar XJ 2.8).

Una Fiat 130 coupé

Nel corso dell'anno 1971 la FIAT lanciò sul mercato anche la versione coupé del modello, disegnata da Paolo Martin (Pininfarina). La linea della coupé era molto personale, caratterizzata da tratti tesi e spigoli, e si discostava completamente dalla berlina. Per inciso, essa inaugurava una trilogia modernista presso Pininfarina, proseguita con altre due coupé italiane di forte impatto visivo quali la Ferrari 365 GT4 2+2 e la Lancia Gamma.

Vista posteriore di una Fiat 130 coupé

La scocca, assemblata presso lo stabilimento Fiat di Rivalta, veniva consegnata nuda allo stabilimento della Pininfarina che provvedeva alla verniciatura, allestimento e finitura complessiva, apponendovi il proprio marchio sulle fiancate. La successiva commercializzazione di tale versione fu sempre di competenza FIAT. La FIAT 130 Coupé mutuò in massima parte la meccanica dalla berlina, ma il motore del modello in questione era caratterizzato dall'avere una cubatura leggermente superiore, precisamente del valore di 3235 cm³, e ciò più a beneficio della coppia motrice massima e dell'elasticità di marcia che della potenza, cresciuta di poco, da 160 CV a 165 CV.

Tale motore nel corso dell'anno venne successivamente utilizzato per equipaggiare anche la berlina, che della coupé adottò anche la rinnovata console centrale, caratterizzata da un disegno più razionale e moderno rispetto a quella che equipaggiava il modello precedente.

Come accennato, un'altra grave pecca furono gli eccessivi consumi, malgrado i vari tentativi di ridurre l'entità dell'inconveniente che afflisse sempre il propulsore. Consumi assolutamente proibitivi anche in relazione alla cilindrata, addirittura superiori a quelli di alcuni V8 americani prodotti all'epoca; non era difficile scendere a valori dell'ordine dei 3 km/litro nel ciclo urbano.

L'ostacolo principale che penalizzò il modello, sia in corso di gestazione sia durante la fase commerciale fu l'idea, universalmente diffusa presso i potenziali acquirenti, di considerare la FIAT una casa specializzata esclusivamente nella produzione di auto utilitarie e per nulla in grado di cimentarsi nel settore delle vetture di lusso, che storicamente non era mai stato di sua competenza. Sostanzialmente tale automobile, oltre che dai suoi limiti, fu sempre svantaggiata dall'immagine "proletaria" del marchio. In effetti, nella gamma della Casa torinese si collocava come un oggetto del tutto eccezionale, con un prezzo di vendita quasi triplo di quello della Fiat 132, la berlina da viaggio di segmento alto che la seguiva nel listino (nel 1975: circa 13 milioni di lire contro 4,8 milioni).

La grave crisi petrolifera che prese l'avvio nel corso dell'anno 1973 determinò di fatto la morte commerciale del modello, in quanto i consensi tributati alla coupé si limitarono ai soli apprezzamenti per la sua linea esteriore, ma non si tradussero mai in consistenti numeri di vendita. Inoltre era palese il fatto che l'utilizzo di un'autovettura caratterizzata da consumi così elevati, complice il costo del carburante di fatto quintuplicato nel giro di qualche mese, fosse diventato improvvisamente antieconomico.

La casa madre inoltre non diede alcun seguito alla produzione di alcuni esemplari unici, sostanzialmente delle evoluzioni stilistiche della coupé disegnata dalla Pininfarina, come la Opera, studiata e prodotta come esemplare unico nel corso del 1974 e la Maremma, studiata e prodotta nel corso del 1975, rispettivamente il prototipo di una berlina a 4 porte e il prototipo di una particolare station wagon a 3 porte, caratterizzata dall'impostazione (Shooting Brake), e contraddistinta da alcune peculiari soluzioni funzionali e stilistiche.

La produzione della Fiat 130 berlina cessò nel corso del 1976, raggiungendo un saldo di 15.093 esemplari prodotti (di cui circa seimila equipaggiati con il motore "2.8" e novemila equipaggiate con il motore "3.2"), molti dei quali furono acquistati dallo Stato, fatti allestire come auto blindate e utilizzate successivamente come "auto blu", mentre invece la Fiat 130 Coupé rimase in produzione fino all'autunno dell'anno 1977, totalizzando 4.491 unità prodotte.

Il fallimento commerciale della 130 ebbe come conseguenza primaria il totale abbandono da parte del marchio FIAT del segmento delle auto di prestigio. In particolare la casa automobilistica, avendo acquistato le aziende Ferrari e Lancia nel corso del medesimo anno 1969, concentrò su queste marche le sue ambizioni per le auto di fascia superiore e di lusso. Si dovranno comunque attendere gli anni '80 per assistere all'immissione sul mercato automobilistico di un modello appartenente al segmento delle auto di prestigio prodotto da quello che nel frattempo era diventato il "gruppo FIAT".

Dati tecnici

Caratteristiche tecniche - Fiat 130 3200 - 1972
Configurazione
Carrozzeria: berlina 4 porte Posizione motore: anteriore longitudinale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 4750 × 1805 × 1438 Diametro minimo sterzata: 10,9 m
Interasse: 2720 mm Carreggiate: anteriore 1468 - posteriore 1467 mm Altezza minima da terra: 150 mm
Posti totali: 5 Bagagliaio: Serbatoio: 80
Masse / in ordine di marcia: 1615 kg
Meccanica
Tipo motore: 6 cilindri a V di 60° Cilindrata: 3235 cm³
Distribuzione: un albero a camme in testa per bancata, azionamento tramite cinghia dentata Alimentazione: un carburatore verticale doppio corpo Weber 42 DFC
Prestazioni motore Potenza: 165 CV DIN a 5600 giri/min / Coppia: 25,5 kgm DIN a 3400 giri/min
Accensione: Impianto elettrico: a 12 V con alternatore
Frizione: monodisco a secco Cambio: automatico Warner Gear a tre marce + retromarcia; a richiesta manuale a cinque marce + retromarcia
Telaio
Corpo vettura scocca portante
Sterzo a vite e rullo
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti / posteriori: a ruote indipendenti
Freni anteriori: a disco autoventilanti / posteriori: a disco autoventilanti con regolatore di frenata
Prestazioni dichiarate
Velocità: 185 km/h Accelerazione:
Fonte dei dati: Quattroruote febbraio 1972
Caratteristiche tecniche - Fiat 130 Coupé - 1972
Configurazione
Carrozzeria: coupé Posizione motore: anteriore longitudinale Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 4840 × 1760 × 1380 Diametro minimo sterzata: 11 m
Interasse: 2720 mm Carreggiate: anteriore 1470 - posteriore 1465 mm Altezza minima da terra: 130 mm
Posti totali: 5 Bagagliaio: Serbatoio: 80
Masse / in ordine di marcia: 1600 kg
Meccanica
Tipo motore: 6 cilindri a V di 60° Cilindrata: 3235 cm³
Distribuzione: un albero a camme in testa per bancata, azionamento tramite cinghia dentata Alimentazione: un carburatore verticale doppio corpo Weber 45 DFC 6
Prestazioni motore Potenza: 165 CV DIN a 5600 giri/min / Coppia: 25,5 kgm DIN a 3400 giri/min
Accensione: Impianto elettrico: a 12 V con alternatore
Frizione: monodisco a secco Cambio: automatico Warner Gear a tre marce + retromarcia; a richiesta manuale a cinque marce + retromarcia
Telaio
Corpo vettura scocca portante
Sterzo a vite e rullo con servosterzo
Sospensioni anteriori: a ruote indipendenti / posteriori: a ruote indipendenti
Freni anteriori: a disco autoventilanti / posteriori: a disco autoventilanti con regolatore di frenata
Prestazioni dichiarate
Velocità: 190 (195 con cambio manuale) km/h Accelerazione:
Fonte dei dati: Quattroruote novembre 1972

Versioni speciali

Fiat 130 familiare Agnelli

La Fiat 130 familiare Agnelli

Questa versione speciale venne studiata dal Centro Stile Fiat, appositamente per Gianni ed Umberto Agnelli, nell'intento di realizzare un esclusivo modello di mezzo di trasporto personale. Si trattava di una Station Wagon di netta ispirazione americaneggiante, stilisticamente basata sulla carrozzeria della 130 berlina 3200, di cui inoltre manteneva la meccanica, e venne costruita in un lotto comprendente soli quattro esemplari dalla Ditta Introzzi di Lipomo, che aveva sede nelle vicinanze del lago di Como. Questi esemplari di Fiat 130 familiare erano caratterizzati da alcune particolarità. Uno di essi, di colore argento metallizzato, conosciuto con l'appellativo ufficiale di Fiat 130 Villa d'Este, era contraddistinto dall'adozione di un grande cesto realizzato con vimini intrecciati tra di loro, fissato al portapacchi della vettura. Esso era inoltre caratterizzato dall'apposizione di pannelli in legno (soluzione mutuata dagli analoghi modelli americani prodotti all'epoca) posti sulle fiancate e sul portellone posteriore. Un secondo esemplare, sempre di colore argento metallizzato, era invece privo di tali orpelli, però presentava il tettuccio verniciato in una particolare tonalità di rosso bordeaux metallizzato. Un terzo esemplare si presentava simile al secondo, ma il suo tettuccio era dipinto in una particolare tonalità di bronzo metallizzato, mentre la sua carrozzeria era dipinta in una tonalità di bianco avorio. Del quarto esemplare vi è traccia solo sui registri ufficiali della ditta Introzzi, ma non sono per ora reperibili sue immagini, né si conosce quale sia stato il suo destino. Tali vetture vennero utilizzate in un primo tempo da alcuni membri della famiglia Agnelli. Attualmente due di esse sono diventate parte di collezioni private, mentre la terza fa parte della collezione Fiat/FCA Heritage.[2].

La Fiat 130 nelle competizioni

Il motore 3.2 venne elaborato ed utilizzato dalla Abarth per il prototipo Abarth SE030, vincitore del Giro automobilistico d'Italia del 1974, che prefigurava le forme e l'impostazione della Lancia Beta Montecarlo, e per il prototipo Abarth 031 che si aggiudicò il Giro automobilistico d'Italia del 1975 e prefigurava la Fiat 131 Abarth Rally.

La Fiat 130 nei servizi di Stato

La Fiat 130 è stata frequentemente utilizzata come auto di rappresentanza dalle istituzioni politiche negli anni '70. Fu "l'auto blu" su cui viaggiava il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro il giorno del suo rapimento. Nelle fotografie scattate in via Fani il giorno dell'omonima strage, si vedono la Fiat 130 blu di Aldo Moro vicino all'Alfa Romeo Alfetta bianca della scorta.

Note

  1. ^ a b La vettura, su fiat130.it. URL consultato il 24 gennaio 2018.
  2. ^ FIAT 130 speciali, su sites.google.com. URL consultato il 24 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 3 giugno 2015).

Bibliografia

  • Fiat 130 3200, in Quattroruote, febbraio 1972.
  • (IT) Fiat 130, una protagonista italiana, di Edoardo Ferrero, ed. Il Cammello, Torino, 2012, ISBN 978-88-96796-08-5
  • (IT) Fiat 130 Berlina e Coupé: le vetture che hanno fatto la storia, di Marco Visani, ed. Giorgio Nada, Milano, 2019, ISBN 978-88-7911-725-8.

Altri progetti

Collegamenti esterni

  Portale Automobili: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di automobili

Read other articles:

У этого термина существуют и другие значения, см. Красная книга (значения). Охранные статусыИсчезнувшие виды Исчезнувшие (EX) Исчезнувшие в дикой природе (EW) Виды под угрозой вымирания Находящиеся на грани полного исчезновения (CR) Вымирающие (EN) Уязвимые (VU) Виды, риск для ко...

 

Patriarkat Armenia YerusalemPenggolonganGereja Ortodoks OrientalBahasaArmeniaKantor pusatKota Lama YerusalemDaerahIsrael, Palestinian Authority, and JordanPendiriRasul Bartolomeus dan TadeusKemerdekaanApostolic EraPengakuanby Armenian Apostolic Church as their autonomous churchSitus web resmiarmenian-patriarchate.comBagian dari seriKristen Ortodoks Oriental Gereja-Gereja Ortodoks Oriental Koptik Tewahedo Etiopia Eritrea Armenia Suryani India Gereja Otonom Gereja-Gereja otonom menurut tradisi:...

 

هذه المقالة يتيمة إذ تصل إليها مقالات أخرى قليلة جدًا. فضلًا، ساعد بإضافة وصلة إليها في مقالات متعلقة بها. (أبريل 2019) لوري لاثام معلومات شخصية الميلاد سنة 1955 (العمر 67–68 سنة)  مواطنة المملكة المتحدة  الحياة العملية المهنة موسيقي،  ومنتج أسطوانات،  ومهندس الصوت، &#...

Die Grafschaft Schaunberg, 1250. Die hellen Gebiete entsprechen ungefähr dem anachronistischen Österreichischer Reichskreis. Sie sind nur für Kontext. Die Grafschaft Schaunberg im Heiligen Römischen Reich etwa 1385. Siegel von Heinrich von Schaunberg, 1375 Schaunberg war der Name einer Grafschaft im (Erz-)Herzogtum Österreich ob der Enns im Hausruckviertel, wo die Stammburg, die heutige Ruine Schaunberg in Hartkirchen steht. Das Geschlecht der Schaunberger starb 1559 in männlicher Linie...

 

This article needs additional citations for verification. Please help improve this article by adding citations to reliable sources. Unsourced material may be challenged and removed.Find sources: Counts and dukes of Penthièvre – news · newspapers · books · scholar · JSTOR (June 2022) (Learn how and when to remove this template message) Heraldic banner of arms In the 11th and 12th centuries the Countship of Penthièvre (Breton: Penteur) in Brittany (now...

 

Sofonisba Anguissola: Porträt der Elena Anguissola, 1551 Elena Anguissola (auch Elena Angosciola, Elena Anguisciola oder Elena Angussola; * nach 1532 wahrscheinlich in Cremona; † nach 1584 möglicherweise in Mantua) war eine italienische Malerin und Nonne. Leben und Werk Elena Anguissola war eine Tochter des vielleicht als Zeichnerdilettant tätigen Patriziers Amilcare Anguissola und seiner Ehefrau Bianca Ponzona, sowie die Schwester der ebenfalls als Malerinnen tätigen Anna Maria, Europa...

French painter (1849–1883) Eva GonzalèsEva Gonzalès (1849–1883)Born(1849-04-19)April 19, 1849Paris, FranceDiedMay 6, 1883(1883-05-06) (aged 34)Paris, FranceNationalityFrenchKnown forPaintingNotable workUne loge aux Théâtre des Italiens (1874)MovementImpressionismSpouse Henri Guérard ​(m. 1879)​ChildrenJean Raimond Guérard Portrait of Eva Gonzalès, 1869–70, by Édouard Manet Eva Gonzalès (April 19, 1849 – May 6, 1883) was a French Impressi...

 

For the book by al-Shaykh al-Tusi, see Kitab al-Ghayba (al-Tusi). Part of a series onShia Islam Beliefs and practices Monotheism Holy Books Prophethood Succession to Muhammad Imamate Angels Judgment Day Mourning of Muharram Intercession Clergy The Four Companions Arbaʽeen Pilgrimage Days of remembrance Ashura Arba'een Mawlid Eid al-Fitr Eid al-Adha Eid al-Ghadir Eid al-Mubahala Mourning of Muharram Omar Koshan History Verse of purification Two things Mubahala Khumm Fatimah's house First Fitn...

 

Hoyerswerdaer Schwarzwasser obersorbisch Čornica Das Schwarzwasser bei Muschelwitz Das Schwarzwasser bei Muschelwitz Daten Gewässerkennzahl DE: 53814 Lage Landkreis Bautzen, Sachsen Flusssystem Elbe Abfluss über Schwarze Elster → Elbe → Nordsee Quelle Hoher Hahn bei Tröbigau51° 6′ 36″ N, 14° 16′ 7″ O51.1114.268611111111419 Quellhöhe 419 m ü. NN Mündung südlich von Hoy...

Chloroauric acid Names Other names Hydrogen tetrachloroaurateHydrogen tetrachloroaurate(III)Chlorauric acidTetrachloroauric(III) acidAurochloric acidAurate(1−), tetrachloro-, hydrogen, (SP-4-1)-Hydrogen aurichloride Identifiers CAS Number 16903-35-8 Y16961-25-4 (trihydrate) Y 3D model (JSmol) Interactive image ChemSpider 26171 Y ECHA InfoCard 100.037.211 EC Number 240-948-4 PubChem CID 28133 UNII 8H372EGX3V Y31KV0KH4AY (trihydrate) Y CompTox Dashboard (EPA...

 

2000 Italian television miniseries directed by Carlo Carlei Padre Pio: Miracle ManWritten byMassimo De RitaMario Falcone Carlo CarleiDirected byCarlo CarleiStarringSergio CastellittoComposerPaolo BuonvinoCountry of originItalyOriginal languageItalianProductionProducerAngelo RizzoliCinematographyGino SgrevaEditorClaudio Di MauroRunning time206 min.159 min (DVD cut edition)Original releaseNetworkCanale 5Release17 April (2000-04-17) –19 April 2000 (2000-04-19) Padre Pio: Miracle...

 

The Kunyu Quantu, 1672 version (Biblioteca Marciana Venice) The Kunyu Quantu, 1674 version The Kunyu Quantu (simplified Chinese: 坤舆全图; traditional Chinese: 坤輿全圖; pinyin: Kūnyú Quántú), or Full Map of the World, was a map of the world developed by Jesuit father Ferdinand Verbiest during his mission in China in 1674.[1] A copy is in the Hunterian Museum. The map follows the earlier works of Matteo Ricci, such as the Kunyu Wanguo Quantu. See also Wanguo Qu...

2019 drama film This article has multiple issues. Please help improve it or discuss these issues on the talk page. (Learn how and when to remove these template messages) This article needs additional citations for verification. Please help improve this article by adding citations to reliable sources. Unsourced material may be challenged and removed.Find sources: The Ruthless – news · newspapers · books · scholar · JSTOR (July 2019) (Learn how and when ...

 

Najim Jihad (نجم الجهاد; also Nazim Jihad,[1] Abu Mahajin,[2] Najim al Jihad complex[3]) is the name given to a housing compound outside Jalalabad, Afghanistan, which is the former home of Osama bin Laden and approximately 250 followers.[1] With internal plumbing,[4] the compound was formally located in Hadda.[5] In 1997, the Canadian NGO leader Ahmed Khadr began visiting Bin Laden in Nazim Jihad, and the following year his family moved...

 

Record of humanity's attempts to find east-west position on Earth Monuments of International Longitude Determination at Sheshan Observatory, Shanghai The history of longitude describes the centuries-long effort by astronomers, cartographers and navigators to discover a means of determining the longitude of any given place on Earth. The measurement of longitude is important to both cartography and navigation. In particular, for safe ocean navigation, knowledge of both latitude and longitude is...

Square in Alor Gajah, Malacca, Malaysia Alor Gajah Square Dataran Alor GajahArchitectural styleTown squareLocationAlor Gajah, Malacca, MalaysiaAlor Gajah SquareCoordinates: 2°22′59.3″N 102°12′35.0″E / 2.383139°N 102.209722°E / 2.383139; 102.209722 Alor Gajah Square (Malay: Dataran Alor Gajah) or Keris Square (Malay: Dataran Keris) is the town square of Alor Gajah in the Malaysian state of Malacca which features a large bronze sculpture of a kris.[1]...

 

Method of identifying and examining fibers used by law enforcement agencies Fiber analysis is a method of identifying and examining fibers used by law enforcement agencies around the world to procure evidence during an investigation. Fiber analysis is also used by law enforcement agencies to place suspects at the scene of the crime. Transfer of fiber can occur during close contact with the victim or suspect. Fiber transfers can also occur during break-ins where fibers from the intruder are ca...

 

Tế bào nhiên liệu màng điện phân polymer hoặc pin nhiên liệu trao đổi proton qua màng lọc (tiếng Anh: polymer electrolyte membrane fuel cell hoặc proton exchange membrane fuel cell, viết tắt là PEMFC) là loại tế bào nhiên liệu ít phức tạp, có nhiều triển vọng để được sản xuất hàng loạt. Nó sử dụng một phản ứng hóa học thường có trong nhiều loại pin nhiên liệu, phản ứng kết hợp oxy và hydro ra n...

ע'ויר אבו שושה (יישוב לשעבר)غوير ابو شوشةקבר הש'יח בשטח הכפרקבר הש'יח בשטח הכפר טריטוריה המנדט הבריטי המנדט הבריטי מחוז הגליל נפה טבריה שפה רשמית ערבית שטח 8,659 דונם עות'מאני (1945) סיבת נטישה כיבוש טבריה במלחמת העצמאות תאריך נטישה אפריל 1948 יישובים יורשים קיבוץ גינוסר דת מוסלמי...

 

تطبيقات الخاصة بكورونا كوفيد 19 تطبيقات كوفيد-19 هي تطبيقات برمجية محمولة تستخدم لتتبع جهات الاتصال بشكل رقمي -أي عملية تحديد الأشخاص («جهات الاتصال») المخالطين المحتملين لفرد مصاب- نُشرت أثناء جائحة كورونا (كوفيد-19).[1] طُورت واقتُرحت مجموعة من التطبيقات لتتبع المخالطين...

 

Strategi Solo vs Squad di Free Fire: Cara Menang Mudah!