La terrywallaceite (simbolo IMA: Twl[8]) è un raro minerale appartenente alla serie degli omologhi alla lillianite; fa parte della famiglia dei "solfur
| Terrywallaceite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 2.JB.40a[1] |
| Formula chimica | AgPb(Sb,Bi)3S6[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | monoclino[3] |
| Classe di simmetria | prismatica[4] |
| Parametri di cella | a = 6,9764(4) Å, b = 19,3507(10) Å, c = 8,3870(4) Å, β = 107,519(2)°, V = 1 079,71 ų, Z = 4[4] |
| Gruppo puntuale | 2/m[5] |
| Gruppo spaziale | P21/b[4] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 6,005[6] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 4[3] |
| Sfaldatura | buona secondo {010}[6] |
| Colore | nero[3] |
| Lucentezza | metallica[6] |
| Opacità | opaca[6] |
| Striscio | nero[6] |
| Diffusione | rara[7] |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La terrywallaceite (simbolo IMA: Twl[8]) è un raro minerale appartenente alla serie degli omologhi alla lillianite; fa parte della famiglia dei "solfuri e sali dello zolfo" (in particolare, è un solfosale) e possiede composizione chimica AgPb(Sb,Bi)3S6.[2]
La terrywallaceite è stata chiamata in questo modo in onore di Terry C. Wallace Jr., ex professore di geoscienze specializzato in minerali d'argento, presso l'Università dell'Arizona per oltre 20 anni.[4]
Essendo stata approvata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) nel 2011 e pubblicata nel 2023,[9] la terrywallaceite non è elencata nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'IMA fino al 2009.[10]
Il minerale è presente nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale la terrywallaceite è elencata nella classe "2. Solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi; arseniuri, antimoniuri, bismuturi; solfoarseniuri, solfoantimonuri, solfobismuturi, ecc.)" e nella sottoclasse "2.J Solfosali di archetipo PbS"; questa è suddivisa in base alla composizione chimica del minerale, in modo tale che la terrywallaceite possa essere trovata nella sezione "2.JB Derivati dalla galena, con Pb" dove forma il sistema nº 2.JB.40a insieme a fizélyite, ramdohrite, bursaite, tarutinoite, jasrouxite, staročeskéite, oyonite, quatrandorite, erzwiesite, vikingite, lillianite, roshchinite, menchettiite, holubite, brusnitsynite, treasurite, uchucchacuaite, xilingolite e gustavite.[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la terrywallaceite si trova nella classe dei "solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi, arseniuri, antimoniuri, bismuturi)" e nella sottoclasse dei "solfosali (S:As, Sb, Bi = x)"; qui è nella sezione dei "solfosali di piombo con bismuto (x = 6,0 - 1,6); serie della lillianite" dove forma il sistema nº II/E.31 insieme a lillianite, jasrouxite, ourayite, eskimoite, vikingite, schirmerite, treasurite, xilingolite, gustavite e oscarkempffite.[11]
La terrywallaceite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale P21/b con i parametri di cella a = 6,9764(4) Å, b = 19,3507(10) Å, c = 8,3870(4) Å e β = 107,519(2)°, oltre a possedere 4 unità di formula per cella unitaria.[4]
La terrywallaceite è stata trovata in vene di origine idrotermale contenenti mineralizzazione solfosalica; la paragenesi è con barite, gustavite, pirite e minerali del gruppo della tetraedrite.[5]
Il minerale è molto raro ed è stato rinvenuto in poco meno di una decina di siti.[7] Qui si menziona solo la sua località tipo, il "livello 390" della miniera "Herminia" (distretto di Ccochaccasa, in Perù).[12]
La terrywallaceite forma cristalli lamellari di dimensioni fino a 0,5 mm.[5] Il minerale è opaco e con lucentezza metallica; il suo colore e quello del suo striscio sono entrambi neri.[4]
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