L'eskimoite (simbolo IMA: Ekm[8]) è un raro minerale appartenente alla serie degli omologhi alla lillianite; fa parte della famiglia dei "solfuri e
| Eskimoite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 2.JB.40b[1] |
| Formula chimica | Ag7Pb10Bi15S36[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | monoclino[3] |
| Parametri di cella | a = 30,194(8) Å, b = 4,100(5) Å, c = 13,495(5) Å, β = 93,35(1)°, V = 1 667,76 ų, Z = 1[4] |
| Gruppo puntuale | m, 2/m[3] |
| Gruppo spaziale | Cm (nº 8) oppure C2/m (nº 12)[3] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 7,12[5] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 4[6] |
| Colore | grigio metallico[3] |
| Lucentezza | metallica[6] |
| Opacità | opaca[4] |
| Diffusione | rara[7] |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
L'eskimoite (simbolo IMA: Ekm[8]) è un raro minerale appartenente alla serie degli omologhi alla lillianite; fa parte della famiglia dei "solfuri e sali dello zolfo" (in particolare, è un solfosale) e possiede composizione chimica Ag7Pb10Bi15S36.[2]
Il nome del minerale deriva dall'esonimo eschimese, termine oggi ritenuto dispregiativo che al tempo era usato per riferirsi al popolo Inuit. Fu scelto questo nome perché l'eskimoite fu scoperta in Groenlandia.[4]
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[9] elenca l'eskimoite nella classe "2. Solfuri e solfosali" e nella sottoclasse "2.J Solfosali di archetipo PbS"; questa è suddivisa in base alla composizione chimica del minerale, in modo tale che l'eskimoite possa essere trovata nella sezione "2.JB Derivati dalla galena, con Pb" dove il sistema nº 2.JB.40b insieme a aschamalmite e heyrovskýite.[9]
Tale suddivisione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale il sistema 2.JB.40b è popolato, oltre dai minerali già citati, anche dalla baiamareite.[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß l'eskimoite si trova nella classe dei "solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi, arseniuri, antimoniuri, bismuturi)" e nella sottoclasse dei "solfosali (S:As, Sb, Bi = x)"; qui è nella sezione dei "solfosali di piombo con bismuto (x = 6,0 - 1,6); serie della lillianite" dove forma il sistema nº II/E.31 insieme a lillianite, jasrouxite, ourayite, xilingolite, vikingite, schirmerite, treasurite, terrywallaceite, gustavite e oscarkempffite.[10]
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca l'eskimoite nella famiglia dei "sali e solfosali"; qui è nella classe dei "solfosali" e nella classe dei minerali con "2 < ø < 2.49", dove è l'unico membro del sistema nº 03.06.02.[11]
L'eskimoite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale Cm (gruppo nº 8) oppure C2/m (gruppo nº 12) con i parametri di cella a = 30,194(8) Å, b = 4,100(5) Å, c = 13,495(5) Å e β = 93,35(1)°, oltre a possedere 1 unità di formula per cella unitaria.[4]
L'eskimoite è stata trovata in un deposito di criolite associata ad aikinite, berryite, enargite, galena e pirite.[5]
Il minerale è piuttosto raro ed è stato trovato in una ventina si di siti sparsi per il mondo.[7] Qui si ricorda solo la sua località tipo, la miniera di Ivigtut (61.20611°N 48.17556°W) nei pressi del fiordo di Arsuk in Groenlandia.[12]
L'eskimoite forma grani lamellari di dimensioni mediamente attorno ai 0,5 mm.[5] Il minerale è opaco[4] con lucentezza metallica[6] e colore grigio metallico.[3]
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