Il primo singolo dell'album, "Hey, Soul Sister", che ha segnato un ritorno del gruppo alle loro radici folk-rock, è stato pubblicato ai rivenditori digitali l'11 agosto 2009. Il singolo è diventato il quarto successo dei Train nella top 40 della Billboard Hot 100 e il secondo successo nella top 10, raggiungendo il numero 3, 26 settimane dopo essere stato pubblicato. È anche il singolo della band che ha raggiunto il più alto posto in classifica negli Stati Uniti, così come in Canada, Australia, Paesi Bassi e Nuova Zelanda.
Il singolo seguente, "If It's Love", è stato pubblicato il 22 giugno 2010 e ha raggiunto il numero 34 nella Billboard Hot 100.
"Marry Me" è stato pubblicato il 25 ottobre 2010 come il terzo singolo dell'album e, dopo il debutto nella Billboard Hot 100 al numero 95, ha raggiunto il numero 34.
"Shake Up Christmas" è stato pubblicato il 30 novembre 2010 come il quarto singolo dell'album.
"Save Me, San Francisco", infine, è stato pubblicato il 25 aprile 2011 come quinto e ultimo singolo dell'album, e ha raggiunto il numero 75 nella Billboard Hot 100.
Background
Nonostante il debutto nella top 10 della Billboard 200 e le numerose recensioni positive, l'album precedente, For Me, It's You, fu un fallimento commerciale, restando poco nella classifica nominata sopra ed essendo il primo album dei Train a non riuscire a guadagnare una certificazione dalla RIAA o a contenere un singolo che fosse stato nella Billboard Hot 100.
La band ha attribuito il fallimento dell'album alla risonanza negli ascoltatori delle loro discrepanze interne dell'epoca. Dopo aver a un certo punto considerato di smettere del tutto[9], la band ha alla fine deciso di prendersi un periodo di pausa per perseguire progetti da solisti. Il cantante e scrittore Pat Monahan ha registrato il suo disco da solista d'esordio, Last of Seven, che è stato pubblicato nel settembre 2007, poco dopo che la band si era presa il periodo di pausa. Nonostante le recensioni positive, l'album fu un fallimento commerciale, raggiungendo un deludente numero 82 nella Billboard 200.
All'inizio del 2009, nel tentativo di ripristinare la band, si formò il nuovo trio. Il chitarrista Jimmy Stafford ha riflettuto sulle loro intenzioni al momento[9]:
(EN)
«When we came back we wanted to just get back to the excitement we had in the very beginning of the band, so we had to make some changes. We needed to get back to the three core band members, change management, record the records in a different place, write with different people, kind of try and get that spark back.»
(IT)
«Quando siamo ritornati, abbiamo voluto riottenere l'emozione che avevamo proprio all'inizio della band, quindi abbiamo avuto il bisogno di fare alcune modifiche. Avevamo il bisogno di tornare ai tre membri principali della band, cambiare gestione, registrare i dischi in un posto differente, scrivere con persone diverse, come per cercare e ottenere quella vecchia scintilla.»
Dopo aver deciso di cambiare gestione e di ripristinare la band al suo trio di origine, la band ha ritrovato la motivazione nel scrivere nuove canzoni; come riferito, un totale di 80. La band ha anche abbandonato l'abitudine dell'epoca precedente l'album di collaborare con un unico produttore, registrando e collaborando con numerosi produttori, come il famoso produttore e frontman dei OneRepublicRyan Tedder, Dave Katz e Sam Hollander, ed Espen Lind e Amund Bjørklund del famoso duo di produzione Espionage, che ha prodotto e co-scritto il singolo "Hey, Soul Sister" e il brano "Brick by Brick".
Il cantante Pat Monahan ha attribuito il nuovo slancio ritrovato della band all'approccio della loro etica di lavoro con una disposizione felice[10]:
(EN)
«(It was), 'Let's just make this record from our hearts and not worry about the rest. Let's just do this because we love it.' When we started go from that angle, it made us make better music and write better songs, feel better about things. Before anyone heard the record we felt like we were successful. And for maybe the first time in our careers, we stopped trying to write hit songs and were coming from a place of love.»
(IT)
«(Era tipo), 'Facciamo questo disco solo con il nostro cuore, e non preoccupiamoci del resto. Facciamolo solo perché ci piace.' Quando abbiamo iniziato a vederla da questo punto di vista, abbiamo fatto musica migliore e scritto canzoni migliori, facendoci sentire meglio. Prima ancora che qualcuno ascoltasse il disco, noi ci sentivamo come se avessimo ottenuto un successo. E forse per la prima volta nelle nostre carriere, abbiamo smesso di cercare di scrivere canzoni di successo, venendo da un posto pieno d'amore.»
Le sessioni di registrazione, secondo la band, hanno anche segnato un ritorno alle origini della band e, sia musicalmente che culturalmente, alla loro città d'origine, San Francisco[11]:
(EN)
«So our goal with this record was to get back to our San Francisco vibe that we had when we made our first album. I think we’re happier than we’ve ever been, we’re more excited than we’ve ever been, and with that I think we’re all feeling a lot more at home.»
(IT)
«Il nostro obiettivo con questo disco è stato quello di ritornare alla nostra San Francisco, nella stessa atmosfera che avevamo quando registrammo il nostro primo album. Penso che siamo più felici di quanto lo fossimo mai stati, siamo più eccitati di quanto lo fossimo mai stati, e con questo penso che ci sentiamo tutti molto più a casa.»
Il chitarrista dei Train, Jimmy Stafford, riflettendo sulle tensioni all'interno della band tra la registrazione dell'album For Me, It's You e la pausa di tre anni, ha affermato[9]:
(EN)
«I don't think we knew what we were going to do. I don't think we knew if we were even going to come back at all. It was really kind of an unhealthy family at the time. We had to step back from it to realize what we really had there.»
(IT)
«Non penso che sapessimo cosa avremmo fatto. Non penso che sapessi se avevamo intenzione di ritornare completamente indietro. Era una specie di malsana famiglia al momento. Dovevamo fare un passo indietro per realizzare ciò che avevamo veramente lì.»
«The band spent five or six years living together in San Francisco, and that’s where everything got started for us. We kind of felt like we needed to get back to what made us excited to be in this band in the beginning, and what made us happy to be doing this and working together, because you kind of take it for granted after a while. I think we had taken some things for granted and we weren’t really enjoying it as much. It kind of turned into work, you know?»
(IT)
«La band ha passato cinque o sei anni a vivere insieme a San Francisco, ed è lì che tutto è incominciato per noi. Sentivamo come il bisogno di ritornare a ciò che ci aveva resi entusiasti di essere in questa band all'inizio, e ciò che ci aveva resi felici fare ciò e lavorare insieme, perché dopo un po' lo davi per scontato. Penso che avessimo dato molto per scontato e non ce lo stavamo davvero godendo. L'avevamo in qualche modo trasformato in lavoro, capisci?»
Staff
Train
Pat Monahan - voce
Scott Underwood - batteria
Jimmy Stafford - chitarra
Musicisti aggiuntivi
Sean Gould - basso e chitarra nella traccia 1
Claes Bjorklund - tastiere nelle tracce 1, 2, 3, 7, 8 e 10, sintetizzatori nella traccia 5, programmazione nella traccia 7, pianoforte e Mellotron nella traccia 11
Sakai - cori nelle tracce 1 e 8
Nikita Germaine - cori nelle tracce 1 e 8
Jerry Becker - honky nella traccia 1, organo Hammond nella traccia 2, tastiere nelle tracce 4 e 6, pianoforte nella traccia 5
The Ghost Of Harlem Keyboards - pianoforte nella traccia 1
Martin Terefe - basso nelle tracce 2, 3, 5, 7, 8 e 10
Espen Lind - ukulele e tastiere nella traccia 2, pianoforte e basso elettrico nella traccia 9
Gregg Wattenberg - basso nella traccia 4
Andreas Olsson - programmazione nella traccia 5
Josh Berger - basso nella traccia 6
Nikolaj Torp - organo Hammond nella traccia 8
The Lovesponge Strings - corde nelle tracce 5, 6, 8 e 9
David Davidson - violino e accordi nelle tracce 5, 6, 8 e 9
David Angell - violino nelle tracce 5, 6, 8 e 9
Kristin Wilkinson - viola nelle tracce 5, 6, 8 e 9
Sarighani Reist - violoncello nelle tracce 5, 6, 8 e 9
^(EN) Save Me, San Francisco, su hollywoodreporter.com, Hollywood Reporter, 14 novembre 2009. URL consultato il 7 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2010).