La sanmartinite (simbolo IMA: Sma[7]) è un raro minerale del supergruppo della columbite all'interno del quale è smistato nel gruppo della wolframite;
| Sanmartinite | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 4.DB.30[1] |
| Formula chimica | Zn(WO4)[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | monoclino[3] |
| Classe di simmetria | prismatica[4] |
| Parametri di cella | a = 4,702 Å, b = 5,726 Å, c = 4,948 Å, β = 90,3°, V = 133,22 ų, Z = 2[5] |
| Gruppo puntuale | 2/m[4] |
| Gruppo spaziale | P21/b[5] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 6,7[6] g/cm³ |
| Densità calcolata | 7,87 (calcolata su campioni sintetici)[6] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 4 - 4,5[4] |
| Sfaldatura | perfetta secondo {010}[5] |
| Colore | marrone rossastro e da marrone scuro fino a nero brunastro quando è in aggregati massivi con riflessi interni rosso scuro[5] |
| Lucentezza | resinosa[6] |
| Opacità | traslucida[6] |
| Striscio | marrone rossastro[3] |
| Diffusione | rara |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La sanmartinite (simbolo IMA: Sma[7]) è un raro minerale del supergruppo della columbite all'interno del quale è smistato nel gruppo della wolframite; appartiene alla famiglia degli "ossidi e idrossidi" e possiede composizione chimica Zn(WO4).[2]
La sanmartinite fu scoperta per la prima volta in alcuni campioni di minerale durante la prospezione del giacimento di tungsteno di Los Cerillos, a circa 7 km a sud-ovest di San Martín nella provincia di San Luis (Argentina). Fu analizzato e descritto per la prima volta nel 1948 da Victorio Angelelli e Samuel G. Gordon, che diedero al minerale il nome della sua località tipo.[8]
Il campione tipo del minerale è conservato nelle collezioni dell'Harvard Mineralogical Museum dell'Università Harvard a Cambridge (Massachusetts, Stati Uniti), con il numero di inventario 134566, nelle collezioni del Museo di storia naturale di Londra (Inghilterra) con il numero di inventario 1978353, presso il National Museum of Natural History di Washington (Stati Uniti) con i numeri di inventario 1978353 e 1978353. 105681 e 137479[9][10] e il Natural History Museum Academy of Natural Sciences della Drexel University di Filadelfia (Pennsylvania, Stati Uniti) con il numero di inventario 25575.[6]
Nella classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[11] la sanmartinite è elencata nella classe "4. Ossidi (idrossidi, V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e da lì nella sottoclasse "4.D Metallo:Ossigeno = 1:2 e simili"; questa è ulteriormente suddivisa in base alla grandezza dei cationi coinvolti, in modo tale da trovare la sanmartinite nella sezione "4.DB Con cationi di media dimensione; catene di ottaedri che condividono uno spigolo" dove insieme a cuproscheelite, heftetjernite (al tempo conosciuta col nome provvisorio IMA 2006-056), hübnerite, krasnoselskite, magnesiowolframite, ferberite e tungsteno-ixiolite forma il sistema nº 4.DB.30.[11]
Tale suddivisione viene mantenuta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale il sistema nº 4.DB.30 è popolato dai minerali rossovskyite, huanzalaite, heftetjernite, hübnerite, ferberite e krasnoselskite, oltre che dalla sanmartinite.[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la sanmartinite è nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi con un rapporto metallo:ossigeno di 1:2 (MO2 e composti correlati)" dove forma il sistema nº IV/D.16 insieme a huanzalaite, hübnerite, ferberite, wolframo-ixiolite, rossovskyite e heftetjernite.[12]
La classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, invece elenca la sanmartinite nella famiglia dei "fosfati, arseniati e vanadati"; qui è nella classe dei "molibdati e tungstati" e nella sottoclasse dei "molibdati e tungstati anidri con AXO4" dove forma la "serie della wolframite" con il numero di sistema 48.01.01 insieme a hübnerite e ferberite.[13]
La sanmartinite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale P21/b con costanti di reticolo a = 4,702 Å, b = 5,726 Å, c = 4,948 Å e β = 90,3°, oltre ad avere 2 unità di formula per cella unitaria.[5]
La sanmartinite è un raro prodotto di alterazione della scheelite in una vena di quarzo tra granito e pegmatite granitica; la paragenesi è con quarzo, scheelite, tormalina e willemite.[6]
Il minerale è piuttosto raro ed è stato trovato solo in pochi siti sparsi per il mondo: la sua località tipo, Los Cerrillos nella provincia di San Luis (Argentina);[14] sempre nella stessa provincia è stato trovato anche nella miniera di Los Cóndores e anche nel distretto minerario di "Aguas de Ramón" (provincia di Córdoba).[15]
Ritrovamenti anche nella miniera di Chojlla (provincia di Sud Yungas, Bolivia), presso Lime Hill (Nuova Scozia, Canada) e Mulatos (municipalità di Sahuaripa, Messico).[15]
La sanmartinite forma rari cristalli di dimensioni fino a 60 µm, tipicamente in aggregati reticolati e massivi a grana fine.[6] Il minerale è traslucido con lucentezza resinosa; il colore è marrone rossastro e da marrone scuro fino a nero brunastro quando è in aggregati massivi con riflessi interni rosso scuro.[5] Il suo striscio è marrone rossastro.[3]
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