Nacque a Casale Monferrato il 31 gennaio 1897,[1] all'interno di una famiglia numerosa,[N 1] e dopo essersi diplomato in ragioneria, all'atto dell'entrata in guerra dell'Italia, il 24 maggio 1915, partì volontario appena diciottenne, arruolandosi nel 2º Gruppo zappatori del Regio Esercito.[2] Dopo aver frequentato un corso presso la Regia Accademia Militare di Modena fu promosso sottotenente di complemento, ed entrò in servizio nel 30º Reggimento fanteria rimanendo ferito in azione ad Opacchiasella, sul fronte carsico.[1] Una volta guarito ritornò al 30º Reggimento fanteria, transitando poi nel Battaglione Aviatori, ed entrando in servizio permanente effettivo. Nel corso del 1917 fu assegnato alla 6ª Squadriglia Bombardamento Caproni del XI Gruppo, inizialmente in qualità di osservatore d'aeroplano.[N 2] Il 25 maggio 1918 il Caproni Ca.33 con a bordo Cassinelli fu preso da una bufera di vento e fu costretto ad un fortunoso atterraggio di emergenza su di un ghiacciaio dell'Adamello a ben 3150 metri di quota.[3] Tra l'agosto 1918 e il marzo 1919 prestò servizio in Francia, in forza alla squadriglia da bombardamento Caproni Ca.44.[1] Al termine della guerra risultava decorato con una Medaglia d'argento al valor militare.[1]
Conseguì il brevetto di pilota il 31 marzo 1921, e quello di pilota militare nel giugno dello stesso anno, nel 1923 transitò in forza anna neocostituita Regia Aeronautica, assumendo il comando di squadriglia e poi di un gruppo.[1]
Nel 1923 partecipa alla Coppa Baracca, riservata ai migliori piloti, e nel 1925 partecipò al raid aereo Torino-Bruxelles-Parigi-Londra-Parigi-Torino ideato da Arturo Ferrarin, volando a bordo di un Fiat B.R.,[1] che si svolse dal 30 aprile al 30 maggio.[1] Nel 1926 vinse la Coppa di Ferro del 13º Stormo.[1]
L'impresa più famosa di Cassinelli avvenne il giorno 8 ottobre 1933, quando, dopo un tentativo abortito il 25 settembre a causa di un guasto subito dopo il decollo, pilotando lo stesso Macchi-Castoldi M.C.72[1] M.M.177 utilizzato dal marescialloFrancesco Agello il 10 aprile precedente per conquistare il record assoluto di velocità, sul percorso Falconara Marittima (località Fiumesino) - porto di Pesaro e ritorno stabilì il record del mondo di velocità sui 100 km con la media di 629,39 km/h,[1] senza prima effettuare voli di prova del percorso con l'idrocorsa ma solo qualche ricognizione con un Fiat C.R.20 Idro. Il precedente primato, stabilito dal tenente John Boothman sul Supermarine S.6B vincitore della Coppa Schneider, era di 551,80 km/h. Una volta tornato a terra, sui giornali dell'epoca venne riferito che alle congratulazioni dei presenti rispose indicando il M.C.72 e dicendo "I complimenti fateli a lui!".[4] Per questa impresa venne decorato con la Medaglia d'oro al valore aeronautico.[5]
Sposato con Luigia Ubertazzi, la coppia ebbe una sola figlia Pucci. Gli è stata intitolata una via nella città natale, così come la locale sezione dell'Associazione Arma Aeronautica.
«Colonnello Comandante uno Stormo da Caccia, in otto mesi di guerra in Spagna, sosteneva molti combattimenti. Con la esemplare e oculata azione di comando, con il continuo perfezionamento degli uomini e dei metodi di combattimento, con lo spostamento tempestivo dei reparti in sedi appositamente organizzate e più rispondenti alle esigenze delle varie fasi delle operazioni, elevava maggiormente le già alte tradizioni della Caccia Legionaria contribuendo in modo notevole al raggiungimento della vittoria di Teruel, Sud Ebro, Tortosa, Castellon de la plana. Spagna, ottobre 1937-maggio 1938[6]» — Regio Decreto 16 giugno 1939.[7]
«Comandante la caccia e l’assalto sul fronte marmarico, in possesso delle migliori qualità professionali ed organizzative, durante sei mesi di guerra, sapeva superare le difficili condizioni di ambiente e di mezzi, contribuendo efficacemente ed in maniera decisiva al successo delle operazioni aeree. In circostanze estremamente delicate, mantenendo la più serena fiducia e il più saldo e vivo entusiasmo nei suoi piloti, li guidava in aspre battaglie nelle quali le più belle prove di slancio e di eroismo, conseguendo numerose brillanti vittorie. Cielo della Marmarica, settembre 1940-febbraio 1941.[6]» — Regio Decreto 12 gennaio 1942.[8]
«Pilota d'Alta Velocità si prodigava per ben tre anni con ammirevole bravura e spirito di sacrificio in voli di eccezionale difficoltà conquistando all'Italia il primato mondiale di velocità sui 100 KM. Cielo di Falconara Marittima, 8 ottobre 1933.» — 10 dicembre 1934.[5]
«Animoso ed abile osservatore dall’aeroplano, eseguì numerosi ed arditi voli di bombardamento. Con calma e perizia ammirevole, attaccato il 28 maggio 1918 da aerei nemici, li mise in fuga con raffiche precise della sua mitragliatrice. Il 28 maggio 1918, partito per un’azione lontana, in una lotta impari contro gli elementi naturali, fu costretto ad atterrare sui ghiacciai insidiosi dell’Adamello a 3150 m. Esempio costante di elevato sentimento del dovere, volò in condizioni atmosferiche avverse, portando sempre con scrupolosa cura il proprio mandato. Cielo del Trentino e del Piave, 28 marzo-31 luglio 1918.»
«Volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti, quale comandante di uno stormo da caccia, compiva alla testa dei suoi reparti, numerose azioni, durante le quali sosteneva due combattimenti aerei, dando sempre costante esempio di elevato sentimento del dovere, audacia e valore. Cielo di Spagna, ottobre 1937-febbraio 1938.»
^Nel maggio 1942 provò estesamente a Guidonia il nuovo caccia della Serie 5 Aermacchi C.205 Veltro raggiungendo in volo orizzontale la velocità di 651 km/h a 8.000 metri, e stabilendone una media di 646 km/h.
^Alla presentazione del cacciabombardiereFiat G.91 il capo collaudatore lo invitò ad accomodarsi al posto di pilotaggio, e in poco tempo egli si impadronì del velivolo.
^Dopo il suo pensionamento continuò a volare a Casale Monferrato, contribuendo alla rinascita della locale sezione dell'Aero Club d'Italia.
^Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n.126 del 2 giugno 1937, pag.2007.
Bibliografia
Manlio Bendoni, L'epopea del reparto alta velocità, Asola (MN), Editrice Rongoni & Gozzoli, 1971, ISBN non esistente.
Alessandro Fraschetti, Prima organizzazione dell'Aeronautica Militare in Italia 1884-1925, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1986.
Roberto Gentilli e Paolo Varriale, I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Roma, Aeronautica Militare - Ufficio Storico, 1999, ISBN non esistente.
(EN) Alfredo Alfredo Logoluso, Fiat CR.32 Aces in Spanish Civil War, Botley, Osprey Publishing Company, 2010, ISBN978-1-84603-983-6.
Luigi Mancini (a cura di), Grande Enciclopedia Aeronautica, Milano, Edizioni Aeronautica, 1936.
Mirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945 – Azioni belliche e scelte operative, Bologna, Odoya, 2012, ISBN978-88-6288-144-9.
Ordine Militare d'Italia 1911-1964, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1969.
Annunziato Trotta, Testo delle motivazioni di concessioni delle Medaglie d'Oro al Valor Aeronautico, Roma, Stato Maggiore Aeronautica, 1978, ISBN non esistente.