Chiliadenus

Chiliadenus Cass., 1825 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Inuleae e sottotrib�

Chiliadenus
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Chiliadenus
Chiliadenus iphionoides
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùInuleae
SottotribùInulinae
Genere Chiliadenus
Cass., 1825
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùInuleae
Genere Chiliadenus
Specie

Chiliadenus Cass., 1825 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Inuleae e sottotribù Inulinae.[1][2]

Etimologia

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Alexandre Henri Gabriel de Cassini (1781-1832) nella pubblicazione "Dictionnaire des Sciences Naturelles, dans lequel on traite méthodiquement des différens êtres de la nature, considérés soit en eux-mêmes, d'aprés l'état actuel de nos connoissances, soit relativement à l'utilité quén peuvent retirer la médecine, l'agriculture, le commerce et les arts. Strasbourg. Edition 2" ( Dict. Sci. Nat., ed. 2. [F. Cuvier] 34: 34) del 1825.[3]

Descrizione

Il portamento
Chiliadenus iphionoides
Le foglie
Chiliadenus glutinosus
Infiorescenza
Chiliadenus glutinosus
I fiori
Chiliadenus glutinosus

Portamento. Le specie di questo genere sono subarbusti o erbe perenni.[4][5][6][7][8]

Fusto. La parte sotterranea del fusto consiste prevalentemente in rizomi. Generalmente il floema è privo di strati fibrosi; inoltre sono assenti i tessuti latticiferi.

Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alternato e sono sessili. La lamina può essere semplice con forme da ovate a lanceolate e con bordi interi, seghettati o dentati. Le superfici sono ghiandolose e pubescenti.

Infiorescenza. Le infiorescenze sono formate da capolini solitari o in formazioni corimbose. I capolini sono di tipo discoide omogamo e sono formati da un involucro composto da brattee disposte in modo embricato al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori ligulati periferici (qui assenti) o fiori del raggio e ai fiori tubulosi quelli centrali o del disco. L'involucro può essere cilindrico, campanulato o a forma di coppa. Le brattee sono disposte generalmente su più righe; hanno consistenza erbacea o cartilaginea, ma senza margini ialini; gli stereomi non sono divisi. Il ricettacolo crestato è privo di pagliette (a protezione della base dei fiori).

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono assenti.
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi e fertili.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[9]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: (solamente fiori del disco) la forma è tubulare bruscamente divaricata in 4-5 brevi lobi; il colore è giallo.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo; le teche (produttrici del polline) sono troncate e minutamente speronate. La base delle antere può essere lunga o corta con code ramificate. Il tessuto dell'endotecio è a forma radiata o polarizzata. Le cellule del collare dei filamenti sono piatte o di tipo mammelloso.
  • Gineceo: il gineceo ha un ovario uniloculare infero formato da due carpelli.[4] Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi spesso sono provvisti di peli acuti che terminano sopra la biforcazione senza raggiungerla. Le superfici stigmatiche confluiscono all'apice, mentre alla base sono separate in due distinte linee (lignee stigmatiche marginali[6]). Il polline è spinuloso.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni in genere sono provvisti di 5 fasci vascolari; la forma è ellissoide, spiralata o a sezione triangolare, spesso con coste sclerenchimatiche. Talvolta sono presenti dei condotti o delle cavità resinose. La superficie è glabra o ricoperta da peli ghiandolari. L'epidermide dell'achenio è provvista di grandi cristalli di ossalato di calcio, oppure di cristalli simili alla sabbia, oppure ne è priva.[6] Il pappo è formato setole capillari, o setole capillari miste a piccole squame o larghe squame sole.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[5][6]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in modo discontinuo in Africa settentrionale, Europa occidentale/mediterranea e Asia occidentale.[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[10]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][7][8]

Specie

Questo genere comprende 10 specie:[2]

Filogenesi

La tribù Inuleae (comprendente le Inulinae) è una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae. Da un punto di vista filogenetico, la tribù Inuleae, all'interno della sottofamiglia, fa parte del gruppo "Helianthodae".[11][12] La sottotribù Inulinae è caratterizzata dalla particolare pubescenza dello stilo e dagli acheni con cristalli di ossalato di calcio.

I caratteri distintivi del genere sono:[8]

  • i capolini sono di tipo discoide.
  • le brattee involucrali interne sono scariose e cigliate all'apice.

Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 16 e 18.[8]

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[2]

  • Blanchea Boiss.

Specie spontanee italiane

Specie presenti in Italia:[2][13]

  • Chiliadenus bocconei Brullo
  • Chiliadenus lopadusanus Brullo
  • Chiliadenus glutinosus (L.) Fourr.

In dettaglio:

  • 1A: le foglie sono larghe 3-4 mm
Chiliadenus lopadusanus Brullo - Incensaria di Lampedusa: l'altezza massima della pianta è di 2-4 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è camefita fruticosa (Ch frut); questa specie è un endemismo di Lampedusa; l'habitat tipico sono i pendii aridi e sassosi.
  • 1B: le foglie sono larghe 4-10 mm
Chiliadenus bocconei Brullo - Incensaria di Malta: l'altezza massima della pianta è di 2-4 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è camefita fruticosa (Ch frut); ; questa specie è un endemismo di Malta.

Nella pubblicazione "Flora d'Italia", la specie Chiliadenus glutinosus è indicata come sinonimo di C. bocconei.

Note

  1. ^ a b (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. ^ a b c d e Chiliadenus, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew accesso= 17 gennaio 2025.
  3. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 17 gennaio 2025.
  4. ^ a b Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  5. ^ a b Strasburger 2007, pag. 860.
  6. ^ a b c d Judd 2007, pag. 517.
  7. ^ a b Funk & Susanna 2009, pag. 667.
  8. ^ a b c d Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 379.
  9. ^ Judd 2007, pag. 520.
  10. ^ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22 febbraio 2026.
  11. ^ Mandel et al. 2019.
  12. ^ Zhang et al. 2021.
  13. ^ Pignatti 2018, vol. 3, pag. 792.

Bibliografia

Voci correlate

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