Sasini

I Sasini[1] o Sossini (in polacco Sasinowie) erano una delle tribù che componevano il popolo baltico dei Pruzzi. Abitavano la regione nota come Sa…

Sasini
Tribù dei Pruzzi nel XIII secolo, l'originale territorio dei Sasini comprendeva le due regioni indicate come Sasna e Lubavia

I Sasini[1] o Sossini (in polacco Sasinowie) erano una delle tribù che componevano il popolo baltico dei Pruzzi. Abitavano la regione nota come Sasinia o Sossinia (in prussiano Saysin o Sasnis; in tedesco Sassen; in polacco Ziemia Sasinów o Ziemia sasińska o Saska; in lituano Sasna; in latino Terra Sossinensis o Sasinia) oggi compresa nei confini del voivodato della Varmia-Masuria.

Etimologia

I Sasini devono il loro nome a quello della loro terra, la Sasinia (in prussiano Saysin o Sasnis), toponimo che a sua volta deriva probabilmente dal termine prussiano *sasnis "lepre". Pertanto la Sasinia sarebbe letteralmente la "terra delle lepri".[2]

Territorio

Estensione della Sasinia negli attuali confini della Polonia

Il territorio abitato dai Sasini, la Sasinia, occupava la parte sudoccidentale del moderno voivodato della Varmia-Masuria, corrispondente grossomodo ai distretti di Działdowo, Nidzica e Nowe Miasto Lubawskie e alla parte meridionale di quelli di Iława, Olsztyn e Ostróda.[3]

Storia

L'insediamento delle prime popolazioni baltiche in Sasinia risale probabilmente all'inizio del II millennio a.C.: i ritrovamenti più antichi sono due tombe scoperte rispettivamente presso Burkat e Turza Wielka, entrambe datate attorno al 1700 a.C., contenenti corredi funebri formati da collane, braccialetti e spille.[4]

Erano soliti vivere in villaggi costruiti in cima a colline e alture o altri luoghi di difficile accesso; i più grandi tra essi erano anche protetti da palizzate e altre fortificazioni in legno. Centri come Księży Dwór, Nowy Dwór, Narzym e Gródki furono fondati dai Sasini nell'XI secolo. Verso la fine dello stesso secolo i duchi di Masovia iniziarono a compiere spedizioni in Sasinia nel tentativo di conquistarla e a partire dal 1108 Boleslao III di Polonia e i suoi figli lanciarono a una vera e propria crociata per sottomettere i Sasini pagani.[5] A questo scopo furono costruite le fortezze di frontiera di Klasztorek, Łanioch, Zwiniarz, Gutowo, Nowe Grodziczno e Zajączki.[6] Tuttavia una cocente sconfitta subita nel 1166 dalle truppe di Boleslao IV e di suo fratello Enrico (in cui quest'ultimo perse la vita) e la contemporanea progressiva frammentazione dello Stato polacco portarono all'interruzione di ogni serio tentativo di conquista per il resto del secolo.[7]

Con l'inizio del XIII secolo ripresero i tentativi di cristianizzazione e assimilazione dei pagani baltici. Di particolare rilievo fu la missione del monaco cistercense Cristiano di Oliva, che nel 1209 fu incaricato da papa Innocenzo III di evangelizzare i Pruzzi e che nel 1212 fu nominato primo vescovo di Prussia, con il compito di stabilire nuove diocesi in tutta la regione. Durante la sua opera missionaria egli riuscì a convertire al cristianesimo il condottiero pruzzo Surwabuno, signore della Lubavia (la parte occidentale della Sasinia), il quale nel 1215, insieme a Warpoda di Lanzania (altro capo pruzzo convertitosi), accompagnò Cristiano a Roma per ricevere l'ordinazione episcopale. Giunto nell'Urbe all'inizio del 1216, Surwabuno ricevette il battesimo direttamente dalle mani del pontefice, assumendo il nome cristiano di Paolo,[8] e in questa occasione donò le proprie terre alla Chiesa di Roma. Numerosi coloni polacchi iniziarono allora a insediarsi in Lubavia, in breve tuttavia il comportamento discriminatorio dei nuovi arrivati verso i nativi pagani provocò nel 1217 un'insurrezione di questi ultimi, che espulsero tutti i cristiani dalla regione. Il vescovo Cristiano chiese allora l'aiuto di papa Onorio III, che invocò una crociata contro i Sasini e gli altri Pruzzi pagani alla quale si unirono diversi esponenti della nobiltà polacca. I crociati attaccarono i Sasini nel 1222 e ancora nel 1223, tuttavia non solo questi attacchi non portarono alcuna vittoria decisiva, ma anzi permisero ai Pruzzi di contrattaccare, invadendo e occupando parte della vicina Terra di Chełmno. Questi eventi spinsero infine Corrado I di Polonia a chiedere l'intervento dell'Ordine teutonico. Con l'arrivo dei teutonici nel 1230 i Sasini furono definitivamente conquistati e cristianizzati e nel secolo seguente furono assimilati dai numerosi coloni polacchi che giunsero nella regione.[9][10]

Note

  1. ^ Jan Jaskanis, L'Europa tardoantica e medievale. I popoli dell'area baltica: i Balti, in Il mondo dell'archeologia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004.
  2. ^ (EN) Endre Bojtár, Foreword to the Past: A Cultural History of the Baltic People, Budapest, CEU Press, 1999, p. 158, ISBN 963-9116-42-4.
  3. ^ RYS HISTORYCZNY ZIEMI DZIAŁDOWSKIEJ, su dzialdowo.ug.gov.pl. URL consultato l'8 luglio 2026.
  4. ^ (PL) Tamara Jesionowska, Działdowo, su wm.pl. URL consultato l'8 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2006).
  5. ^ (PL) Grzegorz Białunski, Studia z dziejów plemion pruskich i jaćwieskich, Olsztyn, 1999, pp. 26-27.
  6. ^ (PL) Anna Marciniak-Kajzer, Czego relikty skrywają średniowieczne „grodziska”. Refleksje po badaniach nie tylko w województwie warmińsko-mazurskim, in Zbigniew Kobyliński (a cura di), Archeologica Hereditas, vol. 2, Varsavia e Zielona Góra, Wydawnictwo Naukowe UKSW, 2013, pp. 31-44.
  7. ^ (PL) Jan Powierski, Przekaz Dusburga o najazdach pruskich i przejściowej okupacji ziemi chełmińskiej, in Komunikaty Mazursko-Warmińskie, vol. 4, Olsztyn, Instytut Północny im. W. Kętrzyńskiego w Olsztynie, 1971, pp. 379-425, ISSN 0023-3196 (WC · ACNP).
  8. ^ (DE) Aleksander Brückner, Preußen, Polen, Witingen, in Zeitschrift für Slavische Philologie, vol. 6, n. 1/2, Universitätsverlag WINTER Gmbh, 1929, p. 58.
  9. ^ (DE) Christian von Preußen, in Wetzer und Welte's Kirchenlexikon, vol. 3, pp. 225-228.
  10. ^ (EN) Michael Ott, Christian, su ecatholic2000.com. URL consultato l'8 luglio 2026.

Voci correlate

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