Pterocaulon Elliott, 1823 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Inuleae e sotto
Pterocaulon Elliott, 1823 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Inuleae e sottotribù Plucheinae.[1][2]
Il nome del genere deriva da alcune parole greche "pteron" (= ala) e "kaulos" (= stelo) e significa "con steli alati" con basi fogliari decorrenti.[3][4]
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Stephen Elliott (1771-1830) nella pubblicazione " A Sketch of the Botany of South-Carolina and Georgia.Charleston, S.C." ( Sketch Bot. S. Carolina [Elliott] 2: 323) del 1823.[5]



Portamento. Le specie di questo genere sono delle erbe perenni.[4][6][7][8][9][10]
Fusto. La parte sotterranea del fusto consiste prevalentemente in rizomi allungati. La parte aerea del fusto in genere è sprovvista di condotti di resina. Generalmente il floema è privo di strati fibrosi; inoltre sono assenti i tessuti latticiferi. Gli internodi sono alati (da basi fogliari decorrenti). Le superfici sono lanose-tomentose e/o ghiandolari. Altezza media: 20–150 cm.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alternato; sono inoltre sessili. La lamina è semplice con forme lineari-ellittiche o obovate e con bordi da seghettati a dentati; sono inoltre lungamente decorrenti-alate. Le facce abassiali sono densamente biancastre-tomentose (pubescenti o glabrescenti), quelle adassiali sono verdi, glabre o glabrescenti; entrambe le facce sono solitamente stipitate- o sessili-ghiandolari.
Infiorescenza. Le infiorescenze sono formate da capolini in formazioni di spighe o densi glomeruli allungati. I capolini eterogami sono di tipo disciforme sessile. I capolini sono formati da un involucro composto da brattee disposte in modo embricato al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori ligulati periferici o fiori del raggio (qui assenti) e ai fiori tubulosi quelli centrali o del disco. L'involucro può avere forme da cilindro-campanulate a campanulate. Le brattee sono disposte generalmente su 4-6 righe; hanno consistenza erbacea o cartilaginea, ma senza margini ialini; gli stereomi non sono divisi. Il ricettacolo piatto è sprovvisto di pagliette (a protezione della base dei fiori). Diametro dell'involucro: 2–3 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni, con forme da cilindriche ad affusolate, in genere sono pelosi. Possono essere compressi e angolati. Il pappo è formato setole capillari barbate libere disposte in una o più righe. Ogni setola ha alcuni denti patenti.
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[7][8]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Le specie di questo genere sono distribuite in America, India, Asia orientale e Australia.[2]
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000 specie distribuite su 1 535 generi,[11] oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti[12] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi).[13] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][9][10]
La tribù Inuleae (comprendente le Inulinae) è una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). Da un punto di vista filogenetico, la tribù Inuleae, all'interno della sottofamiglia, fa parte del gruppo "Helianthodae".[14][15] La sottotribù Plucheinae è caratterizzata da corolle con varie tonalità di rosa, malva o porpora, con stigmi ricoperti di peli acuti, ma senza la caratteristica di avere dei grandi cristalli di ossalato nelle cellule dell'epidermide dell'achenio.[10][16]
La sottotribù è divisa in vari subcladi. Il genere di questa voce appartiene ad un clade interno del Nuovo Mondo (con poche specie nell'areale australiano e asiatico), caratterizzato da capolini eterogami e fiori femminili filiformi.[9]
I caratteri distintivi del genere (oltre a quelli citati sopra) sono:[10]
Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 20.[10]
Questo genere comprende 26 specie:[2]
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[2]
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