NGC 3465

nella banda B: 14,3 [3]

NGC 3465
NGC 3465
Galassia a spirale
NGC 3465 nelle immagini Pan-STARRS.
Scoperta
ScopritoreWilliam Herschel
Data2 aprile 1801 [1]
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneDragone
Ascensione retta10h 59m 31.3s [2]
Declinazione75° 11′ 29″ [2][1]
Distanza347,4 milioni di a.l.
(106,51 [2] Mpc)
Magnitudine apparente (V)13,5 [1][3]

nella banda B: 14,3 [3]

Redshift0,023920 ± 0,000009 [2]
Luminosità superficiale13,70 [3]
Angolo di posizione171° [3]
Velocità radiale7171 ± 3 [2] km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia a spirale
ClasseSab [2][3][1]
Dimensioni150 800 a.l.
(46 250 [2] pc)
Altre designazioni
PGC 33099
MCG 13-8-48
UGC 6056
CGCG 351-50
IRAS 10557-7527 [3]
Mappa di localizzazione
NGC 3465
Categoria di galassie a spirale

NGC 3465 è una vasta galassia a spirale situata nella costellazione del Dragone, a una distanza di circa 347 milioni di anni luce dalla nostra Via Lattea.[1]

Scoperta

La galassia è stata scoperta il 2 aprile 1801 dall'astronomo britannico di origine tedesca William Herschel.[1]

Descrizione

NGC 3465 ha una classe di luminosità I-II e presenta una larga riga a 21 cm dell'idrogeno neutro.[2]

Supernove

All'interno di NGC 3465 sono state scoperte due supernove: SN 2004bc e SN 2006I.

SN 2004bc

Questa supernova è stata scoperta il 1 aprile 2004 dall'astronomo italiano Federico Manzini[4] a Sozzago in Italia. La supernova è stata classificata di tipo Ia.[5]

SN 2006I

Questa supernova è stata scoperta il 19 gennaio 2006 dagli astronomi amatoriali Tim Puckett[6] e T. Crowley. Non è stata determinata la tipologia a cui apparteneva la supernova.[7]

Nota storica

Nel corso della sua 1096ª esplorazione del cielo, effettuata nella notte 2 aprile 1801, secondo la sua solita abitudine di analizzare la volta celeste spostando il telescopio in senso nord-sud e mantenendo fissa l'ascensione retta, William Herschel osservò 15 oggetti riportandone la posizione con errori tali da rendere difficile o impossibile la loro identificazione.[8]

Agli inizi del 1900, John Dreyer chiese al direttore dell'Osservatorio di Greenwich, nella sua qualifica di Astronomer Royal, di effettuare delle lastre fotografiche della regione in questione. Si sono potute determinare così con precisione le coordinate di 40 nebulose, inclusi tutti gli oggetti osservati da Herschel. Le correzioni alle posizioni indicate da Herschel sono poi state pubblicate nel 1912 in The Scientific Papers of Sir William Herschel. In questo modo era stata risolta la questione degli errori, ma non ne era stata chiarita la causa.

Tra il 2011 e il 2012, Wolfgang Steinicke riesaminò i dati riportati da Herschel e giunse alla conclusione che Herschel doveva avere erroneamente allineato il suo telescopio a 7° di distanza dal meridiano. La sorella Carolina era solita riportare i valori delle posizioni degli oggetti osservati e lo fece anche in quella occasione assumendo che il telescopio fosse stato correttamente allineato come al solito. Il ricalcolo delle posizioni, correggendo di 7° l'azimut, permise di ottenere coordinate che corrispondono a quanto trovato da Dreyer.[8]

Gli oggetti osservati da Herschel la notte del 2 aprile 1801 sono: NGC 2938, NGC 2977, NGC 3061, NGC 3174 (=NGC 3144), NGC 3183 (=NGC 3218), NGC 3194 (= NGC 3155), NGC 3197, NGC 3329 (= NGC 3397), NGC 3465, NGC 3500, NGC 3523, NGC 3747, NGC 3752, NGC 3901 e NGC 3939.[8]

Note

  1. ^ a b c d e f (EN) Courtney Seligman, Celestial Atlas Table of Contents, NGC 3465, su cseligman.com. URL consultato il 10 maggio 2026.
  2. ^ a b c d e f g h (EN) Results for object NGC 3465, su ned.ipac.caltech.edu, NASA/IPAC Extragalactic Database. URL consultato il 10 maggio 2026.
  3. ^ a b c d e f (FR) Les données de «Revised NGC and IC Catalog by Wolfgang Steinicke», NGC 3400 à 3499, su astrovalleyfield.com. URL consultato il 10 maggio 2026.
  4. ^ (EN) Bright Supernovae - 2004, su rochesterastronomy.org. URL consultato il 10 maggio 2026.
  5. ^ (EN) IAUC 8315: 2004bc; 2004ac; (2867), su cbat.eps.harvard.edu. URL consultato il 10 maggio 2026.
  6. ^ (EN) Puckett Observatory, su cometwatch.com. URL consultato il 10 maggio 2026.
  7. ^ (EN) Bright Supernovae - 2006, su rochesterastronomy.org. URL consultato il 10 maggio 2026.
  8. ^ a b c (EN) The Curious Incident In The Night: A Celestial Mystery, su cseligman.com.

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