Georges Lemare

Georges Lemare (Barenton, 16 novembre 1917 – Romainville, 26 gennaio 1948) è stato un militare e aviatore francese, asso dell'aviazione da caccia nel corso d…

Georges Lemare
Georges Lemare
La placca commemorativa a Barenton
NascitaBarenton, 16 novembre 1917
MorteRomainville, 26 gennaio 1948
Cause della morteIncidente aereo
Luogo di sepolturacimitero nuovo di Saint-Germain-en-Laye (Yvelines)
Dati militari
Paese servitoFrancia (bandiera) Francia
Forza armataArmée de l'air
SpecialitàCaccia
Anni di servizio1936-1945
GradoTenente
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneFronte occidentale (1939-1945)
Fronte orientale (1941-1945)
BattaglieBattaglia di Francia
Operazione Bagration
Decorazionivedi qui
dati tratti da French Aces of World War II[1]
voci di militari presenti su Wikipedia

Georges Lemare (Barenton, 16 novembre 1917Romainville, 26 gennaio 1948) è stato un militare e aviatore francese, asso dell'aviazione da caccia nel corso della seconda guerra mondiale con 13 vittorie omologate e un aereo danneggiato[2].

Biografia

Un caccia Curtiss Hawk 75 in volo.
L'esemplare di Yak-3 esposto al Musée de l'air et de l'espace di Parigi.

Nacque a Barenton, dipartimento della Manica, il 16 novembre 1917.[3][4][5] All'età di 19 anni si arruolò nell'Armée de l'air, conseguendo con successo il brevetto di pilota presso la scuola di volo Hanriot nel luglio 1937.[6][7] Promosso sergente il 27 gennaio 1938.[5] fu assegnato in servizio alla 2ª squadriglia del Groupe de Chasse I/4 di stanza a Reims, allora equipaggiata con i caccia Curtiss H-75A Hawk.[6] Nel 1939, con il precipitare della situazione internazionale, il comandante di gruppo, capitano Hertaut, e il comandante di squadriglia Delfino, prepararono intensamente i piloti al combattimento.[5] Il 27 agosto 1939 il gruppo di portò presso il suo campo d'aviazione operativo, a Wez-Thuisy.[5]

Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale prese parte a missioni operative di contrasto agli aerei da ricognizione della Luftwaffe, e a protezione della basi aeree della regione.[5] Conseguì la sua prima vittoria aerea il 13 gennaio 1940, nel corso della strana guerra, costringendo un bombardiere Dornier Do 17, ad atterrare sul territorio francese.[6][5] Il 19 maggio 1940, egli operava al massimo delle proprie capacità e la pattuglia composta da Eric d'Alençon, Robert Milbeau e Lemare stava ottenendo risultati notevoli.[7] Il giorno dopo, in piena battaglia di Francia, reclamò il probabile abbattimento di un bombardiere Junkers Ju 88, che stava attaccando in picchiata un battello, su Zeebrugge, e il 6 giugno 1940 il probabile abbattimento di un caccia Messerschmitt Bf 109 su Ferrières.[7][5] Il 10 giugno il suo reparto ricevette l'ordine di portarsi sul campo d'aviazione di Meknès, in Marocco.[5] Alla firma dell'armistizio di Compiègne aveva ricevuto 4 citazioni all'ordine dell'armata.[7] Poco dopo l'attacco contro al flotta francese all'ancora a Mers El-Kébir, il 16 luglio partì alla volta di Dakar, dove rimase fino al 3 luglio 1942.[5][8] Durante il corso della battaglia di Dakar, il 29 settembre 1940 distrusse un aerosilurante Fairey Swordfish della Fleet Air Arm britannica.[7][5] Il 28 settembre 1941 danneggiò un idrovolante quadrimotore Short Sunderland operante su Dakar.[7]

Rientrato in Francia, con l'inizio dell'Operazione Torch, e la successiva occupazione tedesca del territorio francese sotto il controllo del governo di Vichy, (Operazione Anton), decise immediatamente di raggiungere le forze della Francia Libera.[8] A quel tempo prestava servizio, con il grado di sergente maggiore, presso il deposito aeronautico di Pau ed attraversò il confine con la Spagna il 15 gennaio 1943.[6][8] Catturato si fece sei mesi di prigione.[6] Raggiunta l'Africa del Nord il 23 agosto 1943, rientrò in servizio nella 2ª squadriglia del Groupe de Chasse I/4, allora al comando di Louis Delfino.[6][8] Il reparto, di base a Reghaia, fu riequipaggiato con il caccia Bell P-39 Airacobra di produzione statunitense, e impiegato in missioni di scorta ai convogli navali Alleati.[6] Deciso a combattere, l'11 gennaio 1944 fu mandato in Unione Sovietica, assegnato al Reggimento da caccia 2/30 Normandie-Niémen, che raggiunse il 18 marzo 1944.[6][8] Assegnato alla 4ª squadriglia "Caen", volando su un caccia Yakovlev Yak-9 si distinse subito in combattimento, il 20 ottobre abbatté un Focke-Wulf Fw 190 su Wirballen, e il 22 dello stesso mese 2 Fw 190 su Gumbinnen.[7][8] Il giorno 24 conseguì un'altra doppietta abbattendo 2 Messerschmitt Bf 109 a sud-est di Gumbinnen, e il 27 distrusse un Fw 190 a ovest di Gumbinnen.[7] Ricevuto un caccia Yakovlev Yak-3, il 16 gennaio 1945 abbatté un Fw 190 a nord-ovest di Gumbinnen, il 15 febbraio un Fw 190 su Heilingenbeil, e il 27 marzo un Fw 190 a sud-ovest di Pillau.[7] Citato sette volte all'ordine dell'armata e una all'ordine dell'aviazione da caccia, rientrò in Francia atterrando con il suo Yak-3 sull'aeroporto di Le Bourget il 20 giugno 1945, avendo totalizzato al suo attivo 13 vittorie aeree riconosciute.[3][7][2][9]

Lasciò l'Armée de l'air a soli 28 anni per dedicarsi all'aviazione commerciale, dove le sue doti lo portarono a essere selezionato come istruttore di volo presso il Centro di perfezionamento del personale navigante (CPPN) dell'Air France di Le Bourget nel gennaio del 1947.[6][9] Il 26 gennaio 1948, durante un volo di addestramento ai comandi di un quadrimotore Bloch MB 161, consistente nella riduzione della potenza dei motori in fase di decollo, il velivolo si schiantò a Romainville, causando la sua morte e quella degli altri due membri dell'equipaggio.[6][3][9] Il suo corpo fu inumato nel cimitero nuovo di Saint-Germain-en-Laye (Yvelines).[4]

Onorificenze

Onorificenze estere

Note

Bibliografia

  • (FR) Marcel Catillon, Mémorial aéronautique: qui était qui ?, Paris, Nouvelle Éditions Latines, 1997, ISBN 2-7233-0529-5.
  • (FR) Jean Cuny e Gérard Beauchamp, Curtiss Hawk 75, Clichy, Éditions Lariviére, 1985.
  • (EN) Barry Ketley, French Aces of World War II, Botley, Osprey Publishing Company, 1999, ISBN 1-85532-898-4.
  • (EN) Lionel Persyn, Kari Stenman e Andrew Thomas, P-36 Hawk Aces of Worl War 2, Oxford, Osprey Publishing Limited, 2009.
  • (FR) Daniel Porret e Franck Thévenet, Les as de la guerre, 1939-1945, vol.2:L à Z, Vincennes, Service historique de l'Armée de l'air, 1991.
Periodici
  • (FR) Christophe Cony e Alain Coste, Les As français de 1939-1940 septembre 1939-juin 1940. Première partie, in Avions Hors-série, n. 20, Boulogne sur Mer, Lela Presse, mars 2007, pp. 109-111, ISSN 1258-2700 (WC · ACNP).

Voci correlate

Collegamenti esterni

Content Disclaimer

Informasi ini disarikan dari Wikipedia dan disajikan kembali untuk tujuan edukasi. Konten tersedia di bawah lisensi CC BY-SA 3.0. Kami tidak bertanggung jawab atas ketidakakuratan data yang bersumber dari kontribusi publik tersebut.

  1. The information displayed on this website is sourced in part or in whole from Wikipedia and has been adapted for the purpose of restating it. We strive to provide accurate and relevant information, however:
  2. There is no guarantee of absolute accuracy. Wikipedia is an open, collaborative project that can be edited by anyone, so information is subject to change.
  3. It is not intended to constitute professional advice. The content displayed is for informational and educational purposes only. For important decisions (e.g., medical, legal, or financial), please consult a professional.
  4. Content copyright. Wikipedia is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike License (CC BY-SA). This means that content may be reused with appropriate attribution and shared under a similar license.
  5. Responsible use. Any risk arising from the use of information from this website is entirely the responsibility of the user.