Garbelli

Garbelli fu una nobile famiglia bresciana, ascritta al patriziato bresciano, possedette il Castello di Bornato.[1][2][3]

Garbelli
Garbelli
Blasonatura: «D'azzurro, alla campagna di verde con una siepe di oro, fiorita di argento, da cui sorge un. albero di verde, sormontato da un sole raggiante»
Stato Ducato di Milano
Repubblica di Venezia (bandiera) Repubblica di Venezia
Titoli
Data di fondazioneXV secolo
Data di estinzioneXIX secolo
Confluita inMondella

Garbelli fu una nobile famiglia bresciana, ascritta al patriziato bresciano, possedette il Castello di Bornato.[1][2][3]

Storia

Le prime notizie riguardanti questa famiglia sono incerte, si sa comunque per certo che essa trae le proprie origini da un tale Anderbono "de Garbellis del Ulmo", che visse a Brescia nel 1434.[3] La famiglia compare tra le pagine dell'elenco del Beaziano, redatto nel 1684, in cui risultano presenti con la qualifica di patrizi bresciani. Si ritiene dunque che essi entrarono a far parte del patriziato precedentemente a tale data, anche se non è certo l'anno esatto in cui vennero ammessi al consiglio patrizio di Brescia.[2]

Sulla metà del XVIII secolo, una Giulia Bornati, probabilmente ultima di un ramo di tale famiglia, sposò un Garbelli, portando con sé una enorme dote, comprensiva del Castello di Bornato, e di vasti possedimenti terrieri nella zona circostante.[3]

Eredità dei Gandini

Giulia Gandini, ultima esponente della famiglia dei Gandini, sposò il nobile Filippo Garbelli, portando grande parte del prezioso patrimonio familiare in dote alla nobile famiglia Garbelli.[1]

Queste doti, ricevute dalla famiglia Bornati e Gandini, aumentarono considerevolmente il patrimonio familiare, che se fino ad allora era in linea con quello degli altri piccoli nobili cittadini, divenne, grazie a questo incremento, paragonabile a quello delle più importanti famiglie nobili bresciane elevando dunque il rango familiare da piccola nobiltà cittadina a grandi possidenti terrieri.[3][2]

Eredità ai Mondella

Prima della fine del XVIII secolo Cecilia Garbelli andò in sposa al nobile Luigi II Mondella, i cui nipoti ricevettero poi, in eredità, il prezioso castello di Bornato e alcune proprietà fondiarie tra cui una collinetta poco distante dal castello che venne da allora conosciuta come "Tesa Mondella". I Mondella ebbero accesso alla ricchissima eredità dei Garbelli essendo essi gli unici discendenti rimasti della famiglia, seppur per linea femminile. Le proprietà di Bornato dei Garbelli toccarono dunque, sotto rinuncia del fratello maggiore Luigi IV, al minore, Gerolamo Mondella, figlio di Antonio. Gerolamo fu tanto ricco quanto sfortunato, nel XIX secolo, perdette il suddetto castello in una partita di carte, e diseredato dal padre, fu costretto a trasferirsi a Milano dando origine al ramo cadetto dei Mondella di Milano, ormai estinto.[1][3]

Opere a favore della Chiesa Cattolica

Nel 1674 la famiglia Garbelli aveva ottenne l’autorizzazione a far edificare una nuova chiesa, dedicata a san Francesco, a Lograto in sostituzione del primitivo oratorio ormai fatiscente e incapace di contenere la popolazione che, abitando lontano dalla chiesa curata, affluiva ad esso.[1]

Personaggi illustri

Degnissimo di nota, tra tutti i membri della famiglia Garbelli, fu, senza dubbio, il nobile abate Filippo Garbelli. Egli, figlio di Giovanni Francesco II e della nobile Laura Medici, venne nominato direttamente dal sommo pontefice Innocenzo XII abate dell'abbazia di Pontevico e investito dei beni della predetta abbazia direttamente dal doge Silvestro Valier. Per le sue benemerenze sacerdotali, il G. fu poi elevato alla dignità di protonotaro apostolico. Grazie alla vastità del suo sapere, divenne membro dell'Accademia ecclesiastica o collegio vescovile e socio della Colonia Cenomana, due note accademie bresciane istituite la prima nel 1715 e la seconda nel 1716 da Giovanni Francesco Barbarigo, vescovo di Brescia. Rinunciò all'invito personale dell'imperatore Carlo VI, di recarsi a Vienna al fine di porre le basi per l'ordinamento scolastico della città; scrisse comunque un manuale in latino da inviare all'imperatore come supporto per la creazione di tali basi scolastiche.[4]

Estinzione

La famiglia Garbelli si estinse nel corso del XIX secolo nei tre fratelli Alessandro, Filippo e Vittorio Garbelli nessuno dei quali si sposò mai.[3]

Albero genealogico

 Antonio
†1486
 
 
 Giacomo
†1498
 
 
 Pasino
 
 
 Bernardino
 
 
 Bono
 
 
 Giovanni Francesco
sposa la nob. Laura Emili
 
  
 Vincenzo
*1601†?
Ludovica
sposa il nob. Camillo Ugoni
 
   
 Giovanni Francesco II
*1635 sposa la nob. Laura Medici
Scipione
Canonico della cattedrale di Brescia e dottore in Teologia, abate di Pontevico
Cecilia
sposa il nobile Luigi II Mondella
 
  
 Gabriele
*1765 sposa la nob. Caterina Gambara
Filippo
*1674 †1750 abate dell'abbazzia di Pontevico, come lo zio Scipione
 
 
 Scipione
*1728 sposa la nob. Paola Bona
 
 
 Filippo
sposa la nob. Giulia Gandini
 
 
 Pietro
*1803 †1875 sposa la nob. Caterina Carrara
 
    
Avv. Alessandro
*1848 †1921
senza discendenza
Professor Filippo
*1853 †1923
senza discendenza
Enrico
*1855 †1867
senza discendenza
Vittorio
*1859 †1907
senza discendenza

Note

  1. ^ a b c d Federico Odorici, Storie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra, 1853.
  2. ^ a b c Alessandro Augusto Monti della Corte, Armerista bresciano, camuno, benacense e di Valsabbia, Tipolitografia Geroldi, 1974, p. 45.
  3. ^ a b c d e f Antonio Fappani, Enciclopedia Bresciana.
  4. ^ Filippo Garbelli, su treccani.it.

Bibliografia

  • Enciclopedia Bresciana/Garbelli
  • Alessandro Augusto MONTI della CORTE: Armerista bresciano, camuno, benacense e di Valsabbia, Brescia, Tipolitografia Geroldi, 1974
  • Augusto Monti, Il patriziato bresciano
  • Federico Odorici Storie bresciane dai primi tempi sino all'età nostra
  • Treccani.it / Filippo Garbelli
  Portale Storia di famiglia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di storia di famiglia

Content Disclaimer

Informasi ini disarikan dari Wikipedia dan disajikan kembali untuk tujuan edukasi. Konten tersedia di bawah lisensi CC BY-SA 3.0. Kami tidak bertanggung jawab atas ketidakakuratan data yang bersumber dari kontribusi publik tersebut.

  1. The information displayed on this website is sourced in part or in whole from Wikipedia and has been adapted for the purpose of restating it. We strive to provide accurate and relevant information, however:
  2. There is no guarantee of absolute accuracy. Wikipedia is an open, collaborative project that can be edited by anyone, so information is subject to change.
  3. It is not intended to constitute professional advice. The content displayed is for informational and educational purposes only. For important decisions (e.g., medical, legal, or financial), please consult a professional.
  4. Content copyright. Wikipedia is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike License (CC BY-SA). This means that content may be reused with appropriate attribution and shared under a similar license.
  5. Responsible use. Any risk arising from the use of information from this website is entirely the responsibility of the user.