Chrysopsis

North American lineage

Chrysopsis
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Chrysopsis
Chrysopsis scabrella
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùAstereae

North American lineage

SottotribùChrysopsidinae
GenereChrysopsis
(Nutt.) Elliott, 1823
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùAstereae
GenereChrysopsis
Specie

Chrysopsis (Nutt.) Elliott, 1823 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Astereae (North American lineage) e sottotribù Chrysopsidinae.[1][2][3]

Etimologia

Il nome del genere deriva dal greco "chrysos" (= oro) e "opsis" (= aspetto o somiglianza), e fa riferimento alle corolle gialle di queste piante.[4]

Il nome scientifico del genere è stato definito dai botanici Thomas Nuttall (1786-1859) e Stephen Elliott (1771-1830) nella pubblicazione "A Sketch of the Botany of South-Carolina and Georgia.Charleston, S.C." (Sketch Bot. S. Carolina [Elliott] 2: 333) del 1823.[5]

Descrizione

Il portamento
Chrysopsis scabrella
Infiorescenza
Chrysopsis mariana
I fiori
Chrysopsis floridana

Portamento. Le specie di questo genere sono erbacee non molto alte annue o perenni con radici rizomatose (raramente sono arbustive). Alcune specie sono pubescenti/lanose o sericee, talvolta aracnoidi; spesso sono densamente stipitato-ghiandolari, soprattutto distalmente.[4][6][7][8][9][10]

Fusto. La parte aerea è eretta (scaposa) o decombente, semplice o ramosa. Altezza media: 20 – 110 cm.

Foglie. Le foglie, picciolate e sessili, si dividono in basali e caulinari. La disposizione delle foglie lungo il caule è alterna. Le lamine sono intere con forme da oblanceolate a spatolate. I bordi sono interi o eventualmente dentati (seghettati) verso l'apice. La superficie è glabra o ispida o ghiandolosa o scarsamente lanosa.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono sia scapose (capolini solitari) che composte da diversi capolini raccolti in formazioni corimbose. I capolini sono formati da lunghi peduncoli con all'apice un involucro, con forme da campanulate o emisferiche a elicoidali, composto da 30 - 55 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, con forme da lineari-lanceolate a oblanceolate, con lamine da piatte a convesse, disuguali, a consistenza poco erbacea (cartacea o membranosa) e con margini scariosi sono disposte in modo più o meno embricato e scalato su 3 - 5 serie. Il ricettacolo, liscio, in genere è nudo ossia senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è piatta. Dimensione degli involucri: 5 – 12 × 5,5 – 14 mm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): da 13 a 34 per capolino, sono femminili e sono disposti su una sola serie; la forma è ligulata (zigomorfa).
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 25 a 90) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[11]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla:
    • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula è ampia e può terminare con alcuni denti; il colore è giallo.
    • fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in 5 lobi; i lobi, eretti, hanno una forma deltata; il colore è giallo.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo; le teche (produttrici del polline) alla base sono troncate e sono lievemente auricolate (molto raramente sono speronate o hanno una coda); le appendici apicali delle antere hanno delle forme piatte e lanceolate; il tessuto endoteciale (rivestimento interno dell'antera) è quasi sempre polarizzato (con due superfici distinte: una verso l'esterno e una verso l'interno). Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).[10][12]
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli.[6] Lo stilo (il recettore del polline) è profondamente bifido (con due stigmi divergenti) e con le linee stigmatiche marginali separate.[13] I due bracci dello stilo hanno una forma triangolare e possono essere papillosi o ricoperti da ciuffi di peli.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo; in alcune specie è presente un certo dimorfismo (gli acheni dei fiori del raggio differiscono dagli acheni dei fiori del disco);

  • achenio: la forma degli acheni varia da obovata a lineare-oblunga, e anche quasi da affusolata a leggermente piatta con 1 - 10 coste, le coste spesso hanno dei condotti resinosi.
  • pappo: il pappo è persistente ed è formato da 2 - 3 serie di 20 - 40 setole, interne (lunghe) e esterne (corte).

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[7][8]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite negli Stati Uniti d'America sud-orientali.[3]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[14]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][9][10]

Filogenesi

La tribù Astereae (una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae) comprende circa 40 sottotribù. In base alle ultime ricerche nella tribù sono stati individuati (provvisoriamente) 5 principali lignaggi:[2]

  • Basal grade: include alcuni generi isolati, il gruppo "South American-Oceania", alcune sottotribù africane e il gruppo dei generi legnosi del Madagascar.
  • Bellis lineage: comprende le sottotribù eurasiatiche e una sottotribù africana.
  • Aster lineage: include i generi asiatici di Asterinae e i principali gruppi dell'Australia e dell'Oceania.
  • Baccharis lineage: include alcuni gruppi sudamericani.
  • North American lineage: include la vasta gamma di sottotribù del Nordamerica, Messico e alcuni gruppi distribuiti nel Sudamerica.

Il genere Chrysopsis (insieme alla sottotribù Chrysopsidinae) è incluso nel lignaggio "North American lineage".[2]

I caratteri distintivi del genere sono:[10]

  • gli steli spesso portano numerosi capolini.
  • la forma degli acheni varia da obovata a lineare-oblunga, e anche quasi da affusolata a leggermente piatta con 5 - 10 coste, le coste spesso hanno dei condotti resinosi.
  • il pappo è biseriato.

Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 6, 8, 10 e 18.[4][10]

Specie

Questo genere comprende 10 specie:[3]

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[3]

  • Diplogon Raf.
  • Diplopappus Cass.

Note

  1. ^ a b (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. ^ a b c Nesom 2020.
  3. ^ a b c d World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 18 febbraio 2024.
  4. ^ a b c eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 18 febbraio 2024.
  5. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 18 febbraio 2024.
  6. ^ a b Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  7. ^ a b Strasburger 2007, pag. 860.
  8. ^ a b Judd 2007, pag. 517.
  9. ^ a b Funk & Susanna 2009, pag. 589.
  10. ^ a b c d e Kadereit & Jeffrey 2007, pagg. 284 e 337.
  11. ^ Judd 2007, pag. 520.
  12. ^ eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 15 febbraio 2012.
  13. ^ Judd 2007, pag. 522.
  14. ^ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 07/03/2026.

Bibliografia

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