Il nome del genere è formato da due parole latine: centrum (= centro) e therum (= piccola punta), e allude probabilmente alle punte (o spine) delle squame dell'involucro.[4]
Il nome scientifico del genere è stato definito per la prima volta dal botanico Alexandre Henri Gabriel de Cassini (1781-1832) nella pubblicazione "Bulletin des Sciences, par la Société Philomatique" (Bull. Sci. Soc. Philom. Paris 1817: 31) del 1817.[5] Il nome scientifico della sottotribù è stato definito per la prima volta dai botanici Harold Ernest Robinson (1932-), Robert Merrill King (1930-2007) e B.Bohlmann nella pubblicazione "Phytologia; Designed to Expedite Botanical Publication. New York" (Phytologia 46(7): 425) del 1980.[6]
Le piante di questo gruppo sono delle erbe perenni o funzionalmente annuali (raramente sono arbusti) con un habitus tipicamente formato da un unico gambo alto al massimo 8 dm con poche foglie. Gli organi interni di queste piante contengono lattonisesquiterpenici. La pubescenza è composta da peli semplici oppure multicellulari a forma di T.[7][8][9][10][11][12]
Le foglie, cauline, sono disposte in modo alterno. Sono sessili o picciolate con picciolo alato. La forma della lamina varia da ovata a obovata, lanceolata o lineare con margini dentati e apici acuti. La superficie superiore è verde, quella inferiore è più scura e a volte tomentosa e punteggiata di ghiandole resinose. Le venature sono di tipo pennato.
Le infiorescenze sono fondamentalmente monocefale: in genere è presente un solo capolino discoide terminale sotteso da alcune (da 3 a 8) brattee fogliose. I capolini sono composti da un involucro emisferico(da 6 a 12 mm di diametro) formato da 24 - 50 brattee che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono i fiori tubulosi. Le brattee, disposte su circa 4 - 8 serie, sono di tipo foglioso (con forme da ovate a deltate o lanceolate) con margini scariosi e sono persistenti. Il ricettacolo è privo di pagliette spinose (è nudo).
I fiori per capolino sono numerosi, da 30 a 100, sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha in genere 5 elementi). I fiori sono inoltre ermafroditi e actinomorfi.
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
Corolla: la corolla (penta-lobata) è snella, ed è provvista nella parte basale e tubolare di diverse ghiandole prominenti; il colore è lavanda (raramente bianco).
Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi e distinti, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[7] La parte terminale delle antere è arrotondata, senza code ed è glabra; le antere sono prive di ghiandole. Il polline è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte).[14]
Gineceo: Lo stilo è filiforme con base priva di nodi e pubescenza a spazzola. Gli stigmi dello stilo sono due. L'ovario è inferouniloculare formato da 2 carpelli. Gli stigmi hanno la superficie stigmatica interna (vicino alla base).[15]
I frutti sono degli acheni a forma cilindrica e con 8 -10 coste laterali. Le pareti sono prive di fitomelanina (strato protettivo contro batteri, larve e insetti); gli acheni sono provvisti invece di rafidi subquadrati; sono inoltre punteggiate di ghiandole resinose. Il pappo può essere presente e breve (con 20 - 40 squame con forme da lanceolate a subulate) oppure assente.
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante può avvenire anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini (se presenti) delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Le specie di questo genere si distinguono principalmente per i seguenti caratteri:[10]
C. cardenasii e C. punctatum: le piante di questo gruppo sono delle erbe annuali o arbusti i cui fusti sono ramificati fin dalla base; gli acheni possono avere il pappo (con 20 - 40 scaglie a forma lanceolata-lineare) oppure no, e sono glabri oppure ricoperti da rigide setole; le brattee dell'involucro sono da 30 a 40 disposte su 4 serie. I fiori sono da 40 a 100.
C. repens: questa specie, il cui sinonimo è Oiospermum involucratum (Nees & Mart.) Less,[20] è un'erba annuale; gli acheni sono privi di pappo, ma ricoperti da piccole setole con punte divergenti; le brattee dell'involucro sono 45 disposte su 4 serie. I fiori sono 25.
Filogenesi
I caratteri distintivi per questo genere sono i seguenti:[10]
le foglie sono intere (non pennate);
i capolini sono sottesi alla base da alcune brattee fogliose e patenti.
Alcune recenti ricerche (2019) propongono di accorpare le sottotribù Centratherinae e Sipolisiinae nella sottotribù Lychnophorinae. La sinonimia è supportata sia da dati morfologici che dalle analisi del DNA.[19]
Il numero cromosomico di queste specie (2n = 18 per l'Eurasia e 2n = 32 per l'America[16]) è un valido elemento di distinzione tassonomica della sottotribù nell'ambito della tribù Vernonieae.[10]
Sinonimi
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[1]
Ampherephis Kunth
Amphibecis Schrank
Crantzia Vell.
Oiospermum Less.
Spixia Schrank
Note
^abc(EN) Centratherum, su Plants ot the World Online, Royal Botanic Gardens KEW. URL consultato il 2 aprile 2026.
(EN) Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
(EN) V.A. Funk, A. Susanna, T.F. Steussy & R.J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.
(EN) F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN88-7621-458-5.
(EN) Harold Robinson, Generic and Subtribal Classification of American Vernonieae (PDF), in Smithsonian Contributions to Botany, vol. 89, 1999, pp. 1-116. URL consultato il 27 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2018).
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