Wildberries (in russo «Вайлдберриз») è il più grande rivenditore online della Russia con due milioni di visitatori al giorno.
| Wildberries | |
|---|---|
| Stato | |
| Fondazione | 2004 |
| Fondata da |
|
| Sede principale | Koledino |
| Settore | E-commerce |
| Fatturato | 7,11 miliardi di $ (2024) |
| Dipendenti | 32.000 (2019) |
| Sito web | www.wildberries.ru |
Wildberries (in russo «Вайлдберриз») è il più grande rivenditore online della Russia con due milioni di visitatori al giorno.
Venne fondato nel 2004 da Tat'jana Bakal'čuk, all'epoca ventottenne, nel suo appartamento di Mosca mentre era a casa in maternità dalla sua professione di insegnante di inglese.[1] La donna infatti si rese conto che era difficile per lei e per le altre giovani madri comprare abbigliamento con un neonato a casa. Suo marito, Vladislav, un tecnico informatico, lasciò il lavoro e l'aiutò a far crescere l'attività.[2]
All'inizio l'attività è artigianale, le prime merci sono acquistate dal sito di e-commerce tedesco Otto, fotografate e rivendute on line su Wildberries dall'abitazione dei due coniugi. Dopo un anno c'è bisogno per le consegne di un sistema di corrieri. Ma è stata la crisi finanziaria del 2008 ad aiutare in particolare l'espansione della società, dal momento che le imprese straniere hanno scaricato i loro prodotti in eccesso praticando forti sconti.
Nel 2017 Wildberries ha realizzato un fatturato di 1 miliardo di dollari,[1] vendendo 15.000 brand di abbigliamento, scarpe, cosmetici, prodotti casalinghi, elettronica, libri, gioielleria, cibo, altro ancora e superando le vendite di Ulmart.[3] Nel 2018 la società è operativa in cinque paesi: Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Armenia, con più di 20.000 dipendenti, riuscendo ad evadere 400.000 ordini nell'arco di un giorno[2] e realizzando vendite per 1,9 miliardi di dollari con due milioni di visitatori al giorno.[4]
Alla fine del 2019, la società ha iniziato a pensare di espandersi in Europa,[2] aprendo nel gennaio 2020 la prima sede in Polonia, a Varsavia.[5] I dipendenti sono diventati nel complesso 32.000. Secondo Forbes, Tat'jana Bakal'čuk è la donna più ricca di Russia con un patrimonio stimato in 1,4 miliardi di dollari e compare nel 2019 nella lista sempre di Forbes delle dieci più importanti neomiliardarie del mondo.[2]
Verso la seconda metà di luglio 2026, le Forze dei sistemi senza pilota ucraine hanno bersagliato i centri logistici Wildberries nella Russia europea, affermando che la motivazione dietro questi attacchi è il coinvolgimento della società nella fornitura di componenti per la produzione di droni militari, sistemi di navigazione e altro equipaggiamento utilizzato dalle forze russe nella guerra russo-ucraina.[6] Secondo un'analisi di Reuters, oltre venti siti appartenenti alla società sono stati presi di mira nella serie di attacchi, con immagini satellitari che mostrano come almeno 1,18 milioni di m² di magazzini sono stati danneggiati o distrutti, pari a più di un quinto della capacità dell'azienda.[7]
Tra i centri colpiti, vi sono i magazzini di Elektrostal' e Kotovsk nella notte del 18 luglio, il centro logistico di Koledino, vicino a Podolsk, il 20 luglio e i magazzini di Krasnodar e Nevinnomisnk il 22 luglio.[8] Altri tre magazzini, due nell'area di San Pietroburgo e uno a Sinferopoli, sono stati attaccati nella notte tra il 23 e il 24 luglio.[9] Un ulteriore attacco è avvenuto la mattina del 25 luglio contro un magazzino a Ekaterinburg, ma il drone ha mancato il presunto bersaglio ed è precipitato in un parcheggio;[10] questo centro logistico è stato poi nuovamente attaccato il 7 agosto.[11] Ulteriori attacchi sono avvenuti il 29 luglio, contro una struttura presso il villaggio di Tyushevo, oblast' di Rjazan', il 30 luglio, contro due magazzini situati rispettivamente nell'oblast' di Penza e nella città di Sarapul, in Udmurtia,[12][13] e il 31 luglio sul sito di Volgograd.[14] Nel mese di agosto, sono stati condotti attacchi contro strutture a Novosemeykino (2 agosto),[15] nel distretto di Sobinskij, regione di Vladimir (3 agosto),[16] Krasnyj Bor e Čechov (4 agosto)[17] e nella regione di Tula (5 agosto).[18] Altri attacchi confermati hanno riguardato due magazzini, rispettivamente nel villaggio di Novaya Usman, distretto di Novousmanskij, regione di Vorónež (11 agosto) e di nuovo a Koledino (16 agosto).[19][20]
All'ultimo conteggio di Data Insight, datato 8 agosto, le perdite subite da Wildberries sono state stimate ammontare 480 miliardi di rubli (quasi 6 miliardi di euro). È stato anche riportato che pochi giorni prima degli attacchi, Wildberries aveva modificato i propri contratti commerciali, rimuovendo numerose clausole a tutela di coloro che si affidavano alla piattaforma della società, dai venditori ai compratori. Sono stati segnalati indennizi molto bassi per le merci distrutte (oscillanti tra il 10% e il 40% del valore reale della merce), provocando vive proteste dei rivenditori russi e un'ondata di fallimenti nelle piccole imprese.[21][22]
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