Trioncinia

Trioncinia (F.Muell.) Veldkamp, 1991 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Coreops

Trioncinia
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Trioncinia
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Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùCoreopsideae
SottotribùChrysanthellinae
GenereTrioncinia
(F.Muell.) Veldkamp, 1991
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùCoreopsideae
SottotribùChrysanthellinae
GenereTrioncinia
Specie

Trioncinia (F.Muell.) Veldkamp, 1991 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Coreopsideae e sottotribù Chrysanthellinae.[1][2]

Etimologia

Il nome scientifico del genere è stato definito dai botanici Ferdinand Jacob Heinrich von Mueller (1825-1896) e Jan Frederik Veldkamp (1941-2017) nella pubblicazione "Blumea; Tijdschrift voor de Systematiek en de Geografie der Planten (A Journal of Plant Taxonomy and Plant Geography). Leiden" (Blumea 35 (2): 481) del 1991.[3]

Descrizione

Portamento. Le piante di questo genere hanno un habitus erbaceo con ciclo biologico perenne. Raramente sono sub-arbusti.[4][5][6][7][8]

Fusto. La parte aerea in è eretta, semplice o ramosa.

Foglie. Le foglie lungo il caule hanno una disposizione alternata. Principalmente sono basali. La lamina è intera o sezionata (1-2- pennatifida).

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da capolini terminali i raggruppamenti di tipo panicolato. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino terminale peduncolato di tipo radiato. I capolini sono formati da un involucro, con forme più o meno campanulate, composto da diverse brattee al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee hanno dimensioni scalate e sono disposte su 2-3 serie. Il ricettacolo, piatto, è provvisto di pagliette di protezione della base di fiori.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[9]
  • fiori del raggio: le corolle hanno delle ligule bilobate o trilobate;
  • fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in 4 lobi (corolle tetramere); i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo.[4] Le appendici delle antere hanno delle forme ovate con canali resinosi. Il tessuto endoteciale (rivestimento interno dell'antera) è quasi sempre polarizzato (con due superfici distinte: una verso l'esterno e una verso l'interno). Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli.[4] I bracci dello stilo (gli stigmi) sono cilindrici e assottigliati all'apice, la loro lunghezza coincide con la lunghezza delle aree stigmatiche.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono ob-compressi e colorati di nero o bruno. Il pappo è formato da 3 – 4 barbe fortemente riflesse.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[5][6]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in Australia nord-occidentale.[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi.[10] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][7][8]

Filogenesi

Il gruppo di questa voce è descritto nella sottotribù Chrysanthellinae caratterizzata da un portamento cespuglioso, da un ricettacolo privo di pagliette e da una distribuzione soprattutto australe.[8]

I caratteri distintivi del genere sono:[8]

  • le antere sono prive di canali resinosi;
  • il pappo dell'achenio è formato da 3 - 4 barbe.

Specie

Questo genere comprende 2 specie:[2]

Note

  1. ^ a b (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. ^ a b c (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 25 luglio 2025.
  3. ^ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 25 luglio 2025.
  4. ^ a b c Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  5. ^ a b Strasburger 2007, pag. 860.
  6. ^ a b Judd 2007, pag. 517.
  7. ^ a b Funk & Susanna 2009, pag. 713.
  8. ^ a b c d Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 409.
  9. ^ Judd 2007, pag. 520.
  10. ^ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.

Bibliografia

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