Theodor Haker

Theodor Haker (Malchin, 29 dicembre 1920 – Leopoli, 28 luglio 1944) è stato un militare e aviatore tedesco, insignito della Croce di Cavaliere della Croce di

Theodor Haker
Theodor Haker
NascitaMalchin, 29 dicembre 1920
MorteLeopoli, 28 luglio 1944
Cause della morteMorto in combattimento
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Germania nazista
Forza armata Luftwaffe
SpecialitàBombardamento in picchiata
Anni di servizio1940-1944
GradoOberleuntnant
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneFronte orientale (1941-1945)
BattaglieOperazione Marita
Operazione Barbarossa
Decorazionivedi qui
dati tratti da Haker, Theodor "Bubi"[1]
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Theodor Haker (Malchin, 29 dicembre 1920Leopoli, 28 luglio 1944) è stato un militare e aviatore tedesco, insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro nel corso della seconda guerra mondiale[2][3].

Biografia

Nacque a Malchin, nel Meclemburgo, il 29 dicembre 1920.[4] Arruolatosi nella Luftwaffe conseguì il brevetto di pilota, e nell'ottobre 1940 divenne Oberfähnrich presso il 7./Sturzkampfgeschwader 77 di stanza in Francia.[4][3] Eseguì la sua prima missione di combattimento sulla Jugoslavia, nel corso dell'Operazione Marita, il 6 aprile 1941.[3]

Nel giugno 1941 fu trasferito al II./St.G. 77, partecipando all'Operazione Barbarossa, l'invasione dell'Unione Sovietica.[3] Il 20 agosto dello stesso anno fu insignito della Croce di Ferro di prima classe.[4] Partecipò successivamente alle battaglie intorno a Kiev, Charkiv, Sebastopoli, nel Caucaso e su Stalingrado.[3] Nel gennaio 1942 fu trasferito al 3./St.G. 77, e nel giugno di quell'anno allo squadriglia comando del 2./St.G. 77.[3] Il mese successivo passò alla sezione comando del 3./St.G. 77, dove il 13 settembre ricevette la Coppa d'onore della Luftwaffe.[4] Il 1 febbraio 1943 fu promosso tenente, e nel mese di aprile trasferito alla sezione comando del 6./St.G. 77.[2] Il 17 maggio mentre era in servizio alla 2./St.G. 77, fu insignito dell'Ordine militare della Croce Tedesca in oro. Dopo 800 missioni di combattimento e l'affondamento di un mercantile da 3.000 tonnellate di stazza lorda a sud della penisola di Crimea, il 29 febbraio 1944 fu insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro mentre prestava servizio come comandante di squadriglia del 6./S.G. 77.[4][3] Il 25 luglio 1944, mentre prestava servizio nella sezione comando del 3./SG 77, il suo Junkers Ju 87D-5 Stuka (S2+KL) fu abbattuto da un caccia North American P-51 Mustang dell'United States Army Air Force vicino a Pruchnik, nella Polonia sud-orientale.[4] Per evitare di essere catturato dai partigiani si sparò alla testa, rimanendo solo accecato.[4] Lui e il suo mitragliere, il feldwebel Friedhelm Maass, furono recuperati da un camion di soldati tedeschi, che fu poi attaccato dai partigiani vicino a Leopoli.[4] Morì il 26 luglio 1944, insieme agli 6 fanti che si trovavano sul camion, mentre sopravvisse solo il suo mitragliere che si finse morto, venendo tratto poi in salvo dalle SS.[4][3] All'epoca era accreditato di oltre 900 missioni belliche.[2]

Onorificenze

Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 28 agosto 1941.[1]
Coppa d'onore della Luftwaffe - nastrino per uniforme ordinaria
— 13 settembre 1943.[1]

Note

Bibliografia

  • (DE) Walther-Peer Fellgiebel, Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939–1945 — Die Inhaber der höchsten Auszeichnung des Zweiten Weltkrieges aller Wehrmachtteile, Friedberg, Podzun-Pallas, 2000, ISBN 978-3-7909-0284-6.
  • (DE) Ernst Obermaier, Die Ritterkreuzträger der Luftwaffe 1939–1945 Band II Stuka- und Schlachtflieger, Mainz, Verlag Dieter Hoffmann, 1976, ISBN 978-3-87341-021-3.
  • (DE) Klaus D. Patzwall e Veit Scherzer, Das Deutsche Kreuz 1941 – 1945 Geschichte und Inhaber Band II, Norderstedt, Verlag Klaus D. Patzwall, 2001, ISBN 978-3-931533-45-8.
  • (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Militaer-Verlag, 2007, ISBN 978-3-938845-17-2.

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