Balanus cariosus
| Semibalanus cariosus | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Arthropoda |
| Subphylum | Crustacea |
| Superclasse | Multicrustacea |
| Classe | Thecostraca |
| Sottoclasse | Cirripedia |
| Infraclasse | Thoracica |
| Superordine | Thoracicalcarea |
| Ordine | Balanomorpha |
| Superfamiglia | Balanoidea |
| Famiglia | Balanidae |
| Sottofamiglia | Semibalaninae |
| Genere | Semibalanus |
| Specie | S. cariosus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Semibalanus cariosus (Pallas, 1788) | |
| Sinonimi | |
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Balanus cariosus | |
| Nomi comuni | |
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Il Semibalanus cariosus (Pallas, 1788) è una specie di cirripede balonomorfo marino[1], diffuso nell'Oceano Pacifico settentrionale.
Frutto di una profonda revisione della classe Thecostraca redatta nel 2021 da un gruppo di ricercatori coordinati dal taiwanese Benny Kwok-Kan Chan, fa parte di una delle oltre 2 100 specie in cui si suddivide l'intera classe in base ai principali eventi morfologici nell'evoluzione dei cirripedi proposti alla comunità scientifica.[2]

Come tutti i membri del genere Semibalanus sono organismi filtratori che mantengono l'aspetto generale tipico dei balanoformi, caratterizzato da una forma simile a un piccolo vulcano, o a un dente di cane, denominazione con cui questi organismi sono talvolta indicati nel linguaggio comune in italiano. La parte esterna, indicato come carapace o più propriamente dalla muraglia, racchiude l'organismo vero e proprio, un crostaceo profondamente modificato dal punto di vista morfologico. L'animale si fissa a un substrato inorganico con la regione cefalica, aderendovi grazie a una base membranosa; negli individui adulti i cirri, appendici fortemente specializzate, vengono estroflessi e utilizzati per filtrare l'acqua, catturando plancton e altre particelle organiche a fini alimentari.
In particolare i S. cariosus hanno la muraglia con una parete esterna composta da sei piastre scolpite, con costole verticali simili a tubi che si estendono verso il basso sulla roccia in sporgenze simili al bordo di un tetto di paglia. Il rostro si sovrappone alle piastre murarie e le terga formano un becco quando il cirripede ha l'opercolo chiuso. C'è una linea sinuosa alla giunzione tra terga e scuta. Si tratta di una specie di cirripede di grandi dimensioni che può raggiungere un diametro di 6 cm, tuttavia quando si è in presenza di individui densamente raggruppati, i singoli possono assumere dimensioni più elevate in altezza che in larghezza. Le piastre della muraglia, in carbonato di calcio, possono assumere diverse colorazioni, bianche, verdastre, brunastre o grigie. La base calcarea del guscio è poco calcificata, quindi quando si stacca dal substrato possono rimanere una membrana e alcuni tessuti molli.[3]
Il S. cariosus è originario dell'Oceano Pacifico settentrionale, compreso il Giappone e la costa nord-occidentale dell'America settentrionale, dove il suo areale si estende dal Mare di Bering a Morro Bay, in California. Si trova attaccato a rocce, pali e altre strutture artificiali dalla zona intertidale media fino alla zona subtidale poco profonda. In generale, occupa una fascia al di sotto della zona occupata dal Balanus glandula, spesso vicino ai banchi di mitili delle specie Mytilus californianus e Mytilus trossulus; può creare gruppi molti numerosi ed è spesso l'organismo più comune in questa fascia.[3]
Come altri cirripedi, S. cariosus è un organismo filtratore; quando la marea fa salire la superficie dell'acqua, i singoli individui aprono le terga mobili nella parte apicale e i cirri si estendono per nutrirsi, mentre quando questa scende esponendoli all'aria, i terga si chiudono ermeticamente per proteggersi e prevenire l'essiccamento. Gli esemplari di piccole dimensioni vengono talvolta “spazzati via” dalla roccia dai Lottia digitalis, un mollusco gasteropode, mentre si nutre.[3] I gasteropodi predatori, come la murice Nucella canaliculata, perforano il guscio del cirripede e poi iniettano una tossina che provoca il rilassamento dei muscoli, consentendo alla lumaca di consumarne le parti molli. Le lumache di mare riuscivano ad entrare più facilmente se perforavano tra le piastre del carapace del cirripede piuttosto che attraverso di esse.[4] Gli esemplari di dimensioni maggiori possono essere troppo grandi per essere affrontati dalla murice Nucella lamellosa e dalle stelle marine Pisaster ochraceus o Pycnopodia helianthoides.[3]
I nativi americani, come i Quinault originari dell'ovest dell'attuale stato di Washington, Stati Uniti d'America, utilizzavano i cirripedi come risorsa alimentare: gli alimenti base della loro dieta in primavera e in estate erano “vongole, ostriche, cozze, cirripedi, radici, bacche e pesce”. Nei loro midden di conchiglie sono stati rinvenuti gusci di Semibalanus cariosus.[5]
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