Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico George Arnott Walker Arnott (1799-1868) nella pubblicazione "Natural System of Botany: or, a Systematic View of the Organisation, Natural Affinities, and Geographical Distribution, of the Whole Vegetable Kingdom; Together with the Uses of the Most Important Species in Medicine, the Arts, and Rural and Domestic Economy. Edition 2. London" (Intr. Nat. Syst. Bot., ed. 2. 443) del 1836.[4]
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, legnosa, semplice o ramosa.
Foglie. La disposizione delle foglie lungo il caule è alternata. La lamina fogliare varia da lanceolata a ovata, intera o profondamente lobata (2-pennata).
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da capolini terminali e solitari di tipo radiato, discoide o disciforme. I capolini sono formati da un involucro, con forme da emisferiche a campanulate, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio ligulati e fiori del disco tubulosi. Le brattee, con dimensioni da subuguali a scalate e consistenza è erbacea, sono disposte in modo più o meno embricato su 2-4 serie. Il ricettacolo è variabile da piatto a convesso. Le pagliette (a protezione della base dei fiori) sono sempre presenti e sono trilobate.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
fiori del raggio (esterni): sono assenti o neutri e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa);
fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula può terminare con alcuni denti; il colore è bianco;
fiori del disco: la gola del tubo è tubulosa e si apre gradualmente o improvvisamente all'infuori in 5 lobi terminali; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; i colori sono più o meno come quelli dei fiori del raggio.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; i filamenti sono glabri, raramente papillosi. Le antere, nere, sono connate e formano un manicotto circondante lo stilo. Le appendici delle antere sono per lo più ovate. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
Gineceo: il gineceo è composto da due carpelli (sincarpici) formanti un ovarioinfero uniloculare. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale; possiede inoltre due fasci vascolari. Le superfici stigmatiche degli stigmi sono fuse; gli stigmi sono deltati o talvolta con lunghi e affusolati apici o con strette, cilindriche appendici; possono inoltre essere papillosi.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono biconvessi con forme da cuneate a oblunghe. Sono neri e glabri. Il pappo è assente o è formato da due reste inframezzate da squamelle.
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite nelle isole Galápagos (endemismo).[3]
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000specie distribuite in 1720generi.[10] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[2][7][8]
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[3]
Zemisne O.Deg. & Sherff
Filogenesi
La sottoribù Helianthinae, all'interno della tribù, da un punto di vista filogenetico, occupa una posizione più o meno centrale. Caratteristiche principali della sottotribù sono la sterilità dei fiori del raggio e la persistenza delle pagliette del ricettacolo.[8]
Il genere di questa voce si trova nel "core" della sottotribù insieme ai generi Pappobolus, Heiseria, Syncretocarpus e Aldama, e viene trattato come parte di un gruppo di lignaggi derivati all'interno della sottotribù Helianthinae. Questo gruppo inoltre è considerato il "sister group" (gruppo fratello) del clade composto dai generi Helianthus e Phoebanthus. Il genere Scalesia, interamente tetraploide, 2n=68 (x=17), anche se le analisi molecolari (basate su sequenze del DNA) suggeriscono una origine messicana, è endemico delle Isole Galápagos a causa di successive radiazioni evolutive in altre aree.[25]
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