Rosiaite

La rosiaite (simbolo IMA: Rsi[8]) è un raro minerale del gruppo della kassite;[9] appartiene alla famiglia degli "ossidi e idrossidi" (in parti

Rosiaite
Rosiaite
Classificazione Strunz (ed. 10)4.DH.25[1]
Formula chimicaPbSb2O6[2]
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinotrigonale[3]
Classe di simmetriaesagonale scalenoedrale[4]
Parametri di cellaa = 5,295(1) Å, c = 5,372(1) Å, V = 130,44 ų, Z = 1[3]
Gruppo puntuale3m[5]
Gruppo spazialeP31m (nº 162)[4]
Proprietà fisiche
Densità calcolata6,96[6] g/cm³
Durezza (Mohs)5,5[5]
Sfaldaturadistinta secondo {0001}[3]
Fratturaconcoide[6]
Coloreincolore, giallo pallido[5]
Lucentezzaresinosa[3]
Opacitàtrasparente[3]
Strisciobianco[5]
Diffusionerara[7]
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La rosiaite (simbolo IMA: Rsi[8]) è un raro minerale del gruppo della kassite;[9] appartiene alla famiglia degli "ossidi e idrossidi" (in particolare, è un ossido) e possiede composizione chimica PbSb2O6.[2]

Etimologia e storia

Il minerale fu scoperto per la prima volta dal collezionista Claudio Bianchi, che fornì campioni di scorie contenenti rosiaite e clinocervantite.

La storia del nome rosiaite è particolare, poiché il nome del minerale deriva da un errore. Inizialmente fu riportato come luogo di ritrovamento la miniera di Le Cetine di Cotorniano (vicino a Rosia), nei pressi di Chiusdino (Toscana, Italia), luogo indicato erroneamente nella pubblicazione di presentazione su indicazione di colui che rinvenne il minerale.[10]

Grazie ad alcuni mineralogisti che fecero notare come la genesi di un minerale del genere (contenente piombo) non potesse avvenire in una località priva proprio di piombo quale era la miniera di Le Cetine di Cotorniano, fu ricostruita la corretta provenienza, ma l'articolo di Basso et al. era già stato pubblicato.

Classificazione

La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,,[11] elenca la rosiaite nella classe "4. Ossidi (idrossidi, V[5,6] vanadati, arseniti, antimoniti, bismutiti, solfiti, seleniti, telluriti, iodati)" e nella sottoclasse "4.D Metallo:Ossigeno = 1:2 e simili"; questa viene suddivisa più finemente in base alla dimensione dei cationi coinvolti e alla struttura del minerale, in modo tale che la rosiaite possa essere trovata nella sezione "4.DH Con cationi di grande dimensione (± cationi di media dimensione); strati di ottaedri che condividono uno spigolo" dove è l'unico membro del sistema nº 4.DH.25.[11]

Tale classificazione resta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org".[1]

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la rosiaite è nella classe degli "ossidi" e nella sottoclasse degli "ossidi con un rapporto metallo:ossigeno di 1:2 (MO2 e composti correlati)" dove forma il sistema nº IV/D.30 insieme alla changbaiite.[12]

Abito cristallino

La rosiaite cristallizza nel sistema trigonale nel gruppo spaziale P31m (gruppo nº 162) con le costanti di reticolo a = 5,295(1) Å e c = 5,372(1) Å, oltre a possedere 1 unità di formula per cella unitaria.[3]

Origine e giacitura

La rosiaite si rinviene in giacimenti di antimonio all'interno di evaporiti altamente silicizzate. La paragenesi è con bindheimite, tripuhyite e valentinite.[6]

Il minerale è molto raro ed è stato trovato in una dozzina di siti.[7] Qui si menziona solo la sua località tipo, la miniera Tafone (42.47993°N 11.55639°E) presso Manciano (in Toscana, Italia).[13]

Forma in cui si presenta in natura

La rosiaite forma aggregati di cristalli esagonali tabulari piatti di dimensioni fino a 0,3 mm.[6] Il minerale è trasparente con lucentezza resinosa; il colore è giallo pallido, ma può essere anche incolore, mentre lo striscio è bianco.[3]

Note

  1. ^ a b (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - With large (+- medium-sized) cations; sheets of edge-sharing octahedra, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 20 luglio 2026.
  2. ^ a b (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: July 2026 (PDF), su athena.unige.ch, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 21 luglio 2026.
  3. ^ a b c d e f g (EN) Rosiaite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 luglio 2026.
  4. ^ a b (EN) Rosiaite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 21 luglio 2026.
  5. ^ a b c d (DE) Rosiait (rosiaite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 21 luglio 2026.
  6. ^ a b c d (EN) Rosiaite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 21 luglio 2026.
  7. ^ a b (EN) Localities for Rosiaite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 luglio 2026.
  8. ^ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 21 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
  9. ^ (EN) Ferdinando Bosi, Frédéric Hatert, Marco Pasero e Stuart J. Mills, IMA Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification (CNMNC) – Newsletter 89 (PDF), in European Journal of Mineralogy, vol. 38, n. 2, 11 marzo 2026, p. 121, DOI:10.5194/ejm-38-117-2026. URL consultato il 21 luglio 2026.
  10. ^ (EN) Riccardo Basso, Gabriella Lucchetti, Livio Zefiro e Andrea Palenzona, Rosiaite, PbSb2O6, a new mineral from the Cetine mine, Siena, Italy, in European Journal of Mineralogy, vol. 8, n. 3, 1996, pp. 487-492, DOI:10.1127/ejm/8/3/0487. URL consultato il 21 luglio 2026.
  11. ^ a b (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 21 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  12. ^ (DE) Lapis-Systematik - IV OXIDE - IV/D Oxide mit Verhältnis Metall : Sauerstoff = 1:2 (MO2 und verwandte Verbindungen), su mineralienatlas.de. URL consultato il 21 luglio 2026.
  13. ^ (EN) Tafone mine (Valle del Tafone mining area), Manciano, Grosseto Province, Tuscany, Italy, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 21 luglio 2026.

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