I doppi legami esociclici sono generalmente realizzati con gruppi metilidene (=CH2),[5] eventualmente a loro volta sostituiti, ma sono considerati radialeni anche quelli contenenti un atomo di ossigeno esociclico (=O), isoelettronico al metilidene e legato con doppio legame a un carbonio dell'anello a formare un carbonile.[6]
I radialeni sono correlati ai dendraleni (analoghi ma a catena aperta) e in parte anche a composti come butadiene e benzene che contengono atomi di carbonio consecutivi ibridatisp2.
I radialeni sono studiati per le loro proprietà e reattività insolite, ma sinora non hanno trovato applicazione al di fuori dei laboratori di ricerca. Sono proposti come elementi costitutivi sperimentali per nuovi conduttori organici, ferromagneti, materiali ottici.[7][8]
Il primo radialene ad essere sintetizzato, nel 1961, è stato un [6]radialene, l'esaetilidencicloesano, costituito da un anello a sei termini nel quale i sei gruppi esociclici sono etilideni, CH3CH=.[9]
Struttura e proprietà elettroniche
Nei radialeni i carboni anulari e quelli esociclici, dovendo formare ciascuno 3 legami σ e un legame π, sono ibridati sp2, il che favorisce una conformazione planare, che a volte si osserva (n = 3, n = 4), ma che è contrastata dall'ingombro sterico tra i gruppi esociclici: per il [6]radialene si osserva una conformazione a sedia simile a quella del cicloesano.[10][11]
I radialeni, anche quando hanno nel ciclo 4n+2 elettroni π, come accade ad esempio per il [6]radialene (n = 1), non mostrano apprezzabile delocalizzazione nell'anello o proprietà riconducibili all'aromaticità anche quando sono planari. Questo perché ciascun elettrone p di un C anulare è vincolato anche al C esociclico.[12] Una delocalizzazione nell'anello del [6]radialene, paragonabile a quella nel benzene, comporterebbe infatti tre separazioni dicarica e quindi una notevole destabilizzazione.[13]
La non aromaticità dei radialeni trova riscontro sperimentale prima di tutto nella loro nota instabilità: tendono a polimerizzare e si degradano all'aria. D'altro canto, studi teorici sui radialeni trovano assenza di corrente d'anello, che è un prerequisito essenziale per l'aromaticità.[14] Vari altri indici di aromaticità esaminati hanno fatto concludere che il [6]radialene e composti correlati sono sostanzialmente "non aromatici".[15][16][10]
Sintesi e proprietà
I radialeni capostipiti sono composti sensibili all'aria e molto reattivi, ma si conoscono loro derivati di stabilità maggiore.[17]
[3]Radialeni
Il [3]radialene o trimetilenciclopropano fu sintetizzato nel 1965.[18][19][20] Se ne conoscono anche svariati derivati, tra i quali trichinociclopropani,[21][22] esakis(trimetilsilil)[3]radialene,[23] e fosfa[3]radialeni.[24][25]
Il [5]radialene è risultato un composto particolarmente elusivo e instabile. Fu ottenuto solo nel 2015, tramite decomplessazione a bassa temperatura di un composto metallorganico stabile.[27]
[6]Radialeni
Il [6]radialene è instabile e tende a polimerizzare facilmente. È stato ottenuto a partire dal 1,5,9-ciclododecatriino[17] o dal 2,4,6-tris(clorometil)mesitilene.[28][29] Vari derivati del capostipite [6]radialene sono stabili; alcuni esempi sono i derivati esametilati,[9] dodecametilati[30] e esabromo sostituiti.[31]
È stato descritto anche un radialene con tre sostituenti alcossido;[32] l'anello centrale non è planare, ma adotta una conformazionetwist.
In altri [6]radialeni contenenti unità tiofene o selenofene si è invece osservato un anello centrale planare, ma totalmente non aromatico.[33]
Usi
Le ricerche sui radialeni hanno esplorato la possibilità di utilizzarli nella sintesi di molecole policicliche complesse[8][34] e di specie polimeriche.[35][36]
(EN) A. J. Barkovich, E. S. Strauss e K. P. C. Vollhardt, Hexaradialene, in J. Am. Chem. Soc., vol. 99, n. 25, 1977, pp. 8321-8322, DOI:10.1021/ja00467a036.
(EN) E. G. Mackay, C. G. Newton, H.Toombs-Ruane, E. J. Lindeboom e altri, [5]Radialene, in J. Am. Chem. Soc., vol. 137, n. 46, 2015, pp. 14653-14659, DOI:10.1021/jacs.5b07445.
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