Mario Scocco

Mario Scocco (Popoli Terme, 7 dicembre 1899 – Sulmona, 21 aprile 1978) è stato un antifascista e partigiano italiano a capo dell'organizzazione sulmonese di

Mario Scocco
Mario Scocco

Mario Scocco (Popoli Terme, 7 dicembre 1899Sulmona, 21 aprile 1978) è stato un antifascista e partigiano italiano a capo dell'organizzazione sulmonese di assistenza ai prigionieri di guerra durante l'occupazione tedesca (1943-1944). Catturato dalla Gestapo, fu internato come prigioniero politico in Germania dal luglio del '44 all'aprile del ’45.

Biografia

Di opinioni politiche socialiste, all’avvento del fascismo cercò di emigrare negli Stati Uniti (dove vivevano già tre fratelli) ma gli venne negato il visto d’ingresso[1].

Ritornato in patria, e stabilitosi a Sulmona come odontotecnico, durante il regime fascista mantenne un aperto atteggiamento di dissenso che gli valse frequenti aggressioni[2], diffide[3], arresti cautelativi[4] e una proposta di internamento per disfattismo nel dicembre del ’42[5].

A seguito dell’occupazione tedesca di Sulmona, avvenuta a partire dal 13 settembre del ’43, costituì con alcune decine di componenti la banda armata “Scocco”[6], allora meglio conosciuta come “organizzazione Scocco”[7], sezione cittadina della banda partigiana “Conca di Sulmona”[8] la quale, pur compiendo alcune azioni armate (assalto ai depositi di armi e munizioni, sabotaggi, liberazione di prigionieri e civili rastrellati, ecc.), si distinse soprattutto in attività di cd. "resistenza umanitaria”[9]: tramite una fitta rete di attivisti e fiancheggiatori locali - tra i quali spiccavano Roberto Cicerone[10] e Vincenzo Pistilli[11] - l’organizzazione da lui guidata[12] forniva rifugio, soccorso, vestiario, documenti falsi e denaro ai soldati inglesi e del Commonwealth, americani e francesi, fuggiti dal vicino campo di prigionia “78” di Fonte d’Amore[13], li aiutava ad oltrepassare la linea Gustav e a raggiungere il comando alleato a Casoli (in provincia di Chieti) presso il quale lo Scocco godeva di grande stima come partigiano e leader antifascista[14] tanto da essere in seguito proposto dalla Commissione Alleata di Verifica (Allied Screening Commission) per il conferimento della medaglia di Membro dell'Ordine dell’Impero Britannico (MBE)[15]; fu proprio facendo i nomi di Mario Scocco e Roberto Cicerone che il futuro Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi riuscì, durante l’attraversamento della linea Gustav, a superare la diffidenza delle truppe alleate a causa di alcuni timbri tedeschi presenti sul suo passaporto[16]. A Sulmona, Ciampi e il filosofo della Normale Guido Calogero (confinato a Scanno) erano in stretto contatto con gli antifascisti locali dai quali ricevevano informazioni sulla situazione sulmonese e sull'organizzazione delle traversate[17].

Nel resoconto della fuga (Escape Report) datato 26 novembre 1943 del generale Boucher[18], ex comandante della ventesima brigata indiana, detenuto a Sulmona insieme a vari altri generali tra cui il generale di divisione Klopper[19], (sconfitto e catturato da Rommel a Tobruk) e ai generali Vallentin[20], Williams[21] ed Anderson[22] - che di lì a poco furono aiutati ad attraversare le linee[23] - si legge di Scocco: “Il principale antifascista del posto, un uomo di prim’ordine (che) all’indomani dell’armistizio ha organizzato la fuga di un numero veramente considerevole di prigionieri inglesi, ed ha aiutato i prigionieri in ogni modo possibile”[24].

A qualche settimana dalla liberazione di Sulmona, avvenuta attorno al 10 di giugno del '44, il locale Comitato di liberazione nazionale dichiara: “Promotore e capo di una perfetta organizzazione patriottica, si deve allo Scocco se centinaia e centinaia di prigionieri anglo-americani fuggiaschi dal campo di concentramento di Sulmona e provenienti da tutte le parti d’Italia furono forniti di viveri, abiti civili, di ogni possibile conforto e persino, molti di essi, di carte d’identità false. Allo stesso Scocco … si deve il grande merito di aver salvato … centinaia di prigionieri condotti alle linee alleate per mezzo di provette guide della Maiella"[25].

Tra i principali collaboratori di Mario Scocco figuravano i già nominati Roberto Cicerone (detto “Pazzone”) e Vincenzo Pistilli, l’amico Carlo Autiero, Paolo Balassone, William Di Carlo, Carmine Tirimacco e alcune esperte guide di montagna (Domenico Silvestri, Alberto Pietrorazio, Gino Ranalli, Amedeo Liberatore, Mario Pelino Grande) che per decine di volte fecero da guida ai gruppi di rifugiati lungo i sentieri che attraverso il Guado di Coccia conducono da Campo di Giove a Casoli, dove risiedeva il Comando Alleato[26].

Una delle azioni più eclatanti dell’organizzazione fu la pianificazione e il compimento di un piano di fuga di nove ufficiali britannici, ricoverati presso l’ospedale civile di Sulmona (allora nel complesso monumentale dell'Annunziata), destinati come prigionieri di guerra ad essere internati più a nord[27], che nel mese di novembre vennero fatti fuggire, nascosti in varie abitazioni e successivamente aiutati ad oltrepassare il fronte di guerra[28]. Il successo dell'operazione accrebbe la rabbiosa sorveglianza del Comando tedesco[29].

Organizzazione Scocco (Sulmona, giugno 1947). Mario Scocco è al centro tra i due componenti in divisa.

Sempre in quelle settimane d’autunno del ’43, grazie alla coraggiosa Iride Imperoli e poi al carabiniere Dino Satriano, che fungevano da staffette e accompagnatori di copertura, una seconda “via di fuga” verso Roma venne aperta tramite il collegamento stabilito con la Rome Organization, l'organizzazione vaticana guidata da Mons. O’Flaherty[30] e dal maggiore Sam Derry[31] i cui principali collaboratori John Furman[32] e William Simpson[33] conoscevano bene Scocco e gli altri principali esponenti della rete di assistenza sulmonese, essendo stati da loro aiutati a fuggire dalla città qualche settimana prima. Nei loro ricordi compaiono spesso i nomi dei compagni di fuga a Roma: Joseph Pollak (un ebreo cecoslovacco scappato da Praga nel '39 e catturato in Grecia con le truppe del Genio militare palestinese aggregate alle forze inglesi)[34], Dennis Rendell (del secondo reggimento paracadutisti inglese)[35], Gilbert Smith (uno dei nove fuggiti dall'ospedale), Albert L. Duquate (detto "Duke", capitano dell'aviazione statunitense e speaker radiofonico della C.B.S.), "Pat" Wilson (anch'egli aviatore, prima della guerra direttore musicale della Walt Disney), Henri Payonne (ufficiale gollista di France Libre, insegnante in Nuova Caledonia)[36] e altri.

Dedicandogli parecchie pagine delle sue memorie, John Furman definisce Scocco “il più combattivo di tutta la cittadinanza... era un uomo affabile ed energico sulla quarantina... veniva ben di rado a mani vuote. Le sue visite mi facevano un gran piacere, perché era dotato di una mente molto acuta e animato da una dedizione alla nostra causa tanto aperta ed entusiastica che, dopo una conversazione con lui, mi sentivo meglio”[37].

William Simpson, divenuto in seguito uno dei responsabili della Commissione Alleata di Verifica (Allied Screening Commission), incaricata nell’immediato dopoguerra dal generale Alexander di esaminare le posizioni di più di 90 mila coadiuvanti (helpers) in tutta Italia[38], lo descrive così: “Assai favorevolmente noto a questa Commissione per la preziosa assistenza da lui fatta a molte centinaia di ex prigionieri alleati, che erano evasi ed avevano cercato rifugio nel Distretto di Sulmona, durante l’occupazione nazi-fascista (…) Egli si espose a gravi rischi ma sembrava che il pericolo a cui andava incontro non facesse che accrescere il suo entusiasmo (…) Malgrado le condizioni estremamente difficili in cui il Sig. Scocco si è trovato al suo ritorno a Sulmona, egli ha rifiutato qualsiasi compenso in denaro offerto da questa Commissione ed ha insistito nell’affermare che il suo unico desiderio è quello di tornare a casa e riprendere dal nulla il suo lavoro professionale”[39].

La rete di assistenza agli ex prigionieri fu sgominata all'inizio del nuovo anno[40]. I principali esponenti dell’organizzazione tranne Scocco e Cicerone (forse scampati grazie a qualche soffiata), arrestati tra il 31 dicembre e il 1º gennaio del’ 44, detenuti per settimane o mesi in varie località (Sulmona, Bussi, Civitaquana, Roma) e condannati a varie pene tra cui quella di morte[41], riuscirono a salvarsi solo grazie alla fuga o alla liberazione in seguito all’arrivo delle truppe alleate.

Il Quintetto: da sinistra Paolo Balassone, Carmine Tirimacco, William Di Carlo, Mario Scocco, Alberto Pietrorazio.

Mario Scocco venne arrestato dalla Gestapo la sera del 26 maggio 1944, a pochi giorni dall’evacuazione delle truppe tedesche da Sulmona avvenuta attorno al 10 di giugno[42]. Trasferito dopo qualche giorno al carcere S. Agostino di Teramo e da lì tradotto a Verona insieme ad una cinquantina di prigionieri - alcuni dei quali trovarono la morte durante la lunga marcia a piedi[43] - a fine luglio venne internato nel campo di lavoro per prigionieri politici di Leverkusen, in Renania; trasferito più a nord il 13 marzo del ’45[44], il 10 aprile riuscì a fuggire durante un bombardamento nei dintorni di Düsseldorf, consegnandosi il giorno dopo alle truppe alleate in avanzata[45]; ai primi di agosto era di nuovo a Sulmona[46].

Nel dopoguerra, Mario Scocco prese parte attiva alla vita politica sulmonese dapprima come assessore della Giunta di liberazione (costituita il 18 novembre 1945)[47], poi come consigliere comunale eletto nelle liste del PSI alle tornate elettorali del '46, ’51, ’56, ’57[48], anni in cui ebbe tra l’altro occasione di ospitare nella sua casa, durante le campagne elettorali, il futuro presidente della Repubblica Sandro Pertini e la senatrice Angela Merlin[49].

Colpito da ictus nell’ottobre del 1974, e rimasto gravemente invalido, Mario Scocco si spense nella sua casa di Sulmona il 21 aprile del 1978.

Mario Scocco a Popoli con un nipote (c. 1967-1969).

A distanza di parecchi decenni da quelle drammatiche vicende, rievocate in oramai numerosi libri di storia e memorialistica - la cui divulgazione, a partire dagli ultimi anni del Novecento, si deve soprattutto ai professori Mario Setta ed Ezio Pelino del Liceo Scientifico E. Fermi di Sulmona[50] - la municipalità del capoluogo peligno ha finalmente cominciato ad attribuire il giusto riconoscimento ai protagonisti di quelle vicende intitolando strade e piazze a Mario Scocco, Roberto Cicerone, Iride Imperoli, Carlo Autiero e altri.

Nella primavera di ogni anno, la città di Sulmona dedica alla rievocazione storica di quel periodo la Marcia internazionale Il sentiero della libertà / Freedom Trail e iniziative collegate quali seminari e borse di studio[51].

Fonti archivistiche

Archivio Centrale dello Stato:

  • Archivio per il servizio riconoscimento qualifiche e per le ricompense ai partigiani (Ricompart) [2].

Archivio di Stato, L'Aquila:

  • Questura dell'Aquila, Gabinetto Tutela Ordine Pubblico, cat. A4, b1 fasc. 41.

The National Archives (United Kingdom):

  • Foreign Office (FO 371, FO 916);
  • War Office (WO 208, WO 224).

U.S. National Archives, Washington:

  • Allied Screening Commission (RG 331);
  • Office of Strategic Services (RG 226).

Pubblicazioni

  • Roger Absalom, L'alleanza inattesa : mondo contadino e prigionieri alleati in fuga in Italia (1943-1945) [A strange alliance : aspects of escape and survival in Italy 1943-1945], a cura di Uguccione Ranieri di Sorbello Foundation, Bologna, Pendragon, 2011 [1991], ISBN 978-8883428296.
  • Antonio Anzini, Roberto Cicerone detto Pazzone, Torre dei Nolfi, Qualevita, 2003.
  • Giovanni Artese, La guerra in Abruzzo e Molise (1943-1944). Vol. II. La battaglia del Sangro, la battaglia del Moro e di Ortona, i combattimenti nell'area a nord di Venafro, 2. ed., Lecce, Youcanprint, 2023 [1993], ISBN 979-1221489903.
  • Walter Cavalieri, L'Aquila : dall'armistizio alla Repubblica : 1943-1946 : la seconda guerra mondiale all'Aquila e provincia, L'Aquila, Edizioni Studio 7, 1994.
  • Sam Derry, Linea di fuga 1943-1944 : Sulmona - Roma - Città del Vaticano [The Rome escape line : the story of the British organization in Rome for assisting escaped prisoners of war 1943-1944], a cura di Ass. Cult. Il Sentiero della Libertà / Freedom Trail, Liceo scientifico E. Fermi di Sulmona e Museo storico della Liberazione via Tasso Roma, traduzione di Liceo scientifico Convitto nazionale Vittorio Emanuele II Roma, Torre dei Nolfi, Qualevita, 2011 [1960], ISBN 978-1738422401.
  • Jasmine Di Benedetto, Storie di resistenza urbana a Sulmona (1943-1944), in Abruzzo contemporaneo : rivista dell'Istituto abruzzese per la storia d'Italia dal fascismo alla Resistenza, anno 24-25, n. 47-48, (2018-2019), p. 112-132, ISSN 1127-5995 (WC · ACNP).
  • Jasmine Di Benedetto, Banda Scocco : antropologia, antifascismo e libertà, Sulmona, 2020.
  • Victor Failmezger, Roma nel terrore : l'occupazione nazista : 1943-1944 [Rome, city in terror : the Nazi occupation 1943–44], traduzione di Milvia e Pasquale Faccia, Gorizia, LEG, 2022 [2020], ISBN 978-8861027787.
  • Costantino Felice, Dalla Maiella alle Alpi : guerra e Resistenza in Abruzzo, Roma, Donzelli, 2014, SBN 978-88-552-2344-7.
  • John Esmond Fox, Spaghetti e filo spinato [Spaghetti and barbed wire], a cura di Liceo scientifico statale E. Fermi di Sulmona, 2. ed., Torre dei Nolfi, Qualevita, 2002 [1986].
  • John Furman, Non aver paura [Be not fearful], traduzione di Gina Martini, Milano, Garzanti, 1962 [1959].
  • Joseph P. Gallagher, La primula rossa del Vaticano [Scarlet pimpernel of the Vatican], traduzione di Cenzi Beer Alessandroni, Milano, Mursia, 1993 (1. ed. 1973) [1967], ISBN 978-8842515579.
  • Iride Imperoli, La storia di Iride : 1943-1944 (autobiografia di un biennio di guerra).
  • Uys Krige, Libertà sulla Maiella [The way out], Firenze, Vallecchi, 1965 [1946].
  • Donald I. Jones, Fuga da Sulmona [Escape from Sulmona], a cura di Liceo scientifico statale E. Fermi di Sulmona, Torre dei Nolfi, Qualevita, 2002 [1980].
  • Liceo scientifico statale E. Fermi di Sulmona, E si divisero il pane che non c'era, a cura di Rosalba Borri Marinucci, Maria Luisa Fabilli Faraglia, Mario Setta e Ass. Cult. Il sentiero della libertà / Freedom Trail, 2. ed., Torre dei Nolfi, Qualevita, 2009 [1995].
  • Liceo scientifico statale E. Fermi di Sulmona e Carlo Azeglio Ciampi, Il sentiero della libertà : un libro della memoria con Carlo Azeglio Ciampi, Roma-Bari, Laterza, 2003, ISBN 978-8842069362.
  • Antonio Mancini, Le elezioni amministrative a Sulmona dal 1946 ad oggi, Torre dei Nolfi, Tip. Fontamara, 1988.
  • Fabrizio Nocera, Le bande partigiane lungo la linea Gustav. Abruzzo e Molise nelle carte del Ricompart (tesi di dottorato) [The Partisan Bands along the Gustav Line. Abruzzo and Molise in the Ricompart documents], Campobasso, Università del Molise, 30 aprile 2019.
  • Ennio Pantaleo, Avevo solo quattordici anni : il più giovane patriota della Brigata Maiella, a cura di Ezio Pelino, collana La società siamo noi, 2. ed., Pescara, Ires Abruzzo, 2011 [2007].
  • Angelo Maria Scalzitti, Il 43 : l'invasione tedesca in Abruzzo, Sulmona, 2020 [1973], ISBN 978-1093616897.
  • Lando Sciuba, I giustiziati di Sulmona : il tribunale militare tedesco di guerra a Sulmona nel 1943-1944, Torre dei Nolfi, Qualevita, 2005.
  • I sentieri per la libertà : itinerari per conoscere le montagne della Seconda guerra mondiale e della Resistenza, presentazione di Vincenzo Torti, Milano, Solferino, 2019, ISBN 978-8828201687.
  • William C. Simpson, La guerra in casa : 1943-1944 : la resistenza umanitaria dall'Abruzzo al Vaticano [A Vatican lifeline '44: allied fugitives aided by the Italian Resistance foil the Gestapo in Nazi-occupied Rome], a cura di Liceo scientifico E. Fermi di Sulmona, Torre dei Nolfi, Qualevita, 2004 [1995], ISBN 9781473810563.
  • Franca Del Monaco e Maria Rosaria La Morgia (a cura di), Sul sentiero della libertà : storie dall'Abruzzo tra guerra e resistenza, prefazione di Gabriella Ciampi, Pescara, Ianieri, 2023, ISBN 979-1254880685.
  • Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta (a cura di), Terra di libertà : storie di uomini e donne nell'Abruzzo della seconda guerra mondiale, introduzione di Elena Aga Rossi, Pescara, Tracce, 2014.
  • John Verney, Un pranzo di erbe [A dinner of herbs], a cura di Associazione culturale Il Sentiero della libertà / Freedom Trail e Liceo scientifico E. Fermi di Sulmona, Torre dei Nolfi, Qualevita, 2024 [1966].

Note

  1. ^ New York, Passenger Arrival Lists (Ellis Island), 1892-1925, 1° nov. 1922., su heritage.statueofliberty.org. URL consultato il 19 ottobre 2025.
  2. ^ Di Benedetto, Banda Scocco, pos. 1.652 ss. (intervista alla figlia Marisa Scocco, 26 feb. 2017).
  3. ^ Questura dell'Aquila, Gabinetto Tutela Ordine Pubblico, cat. A4, b1 fasc. 41 (1° gen. 1943).
  4. ^ Atto notorio a firma di Carlo Autiero, William Di Carlo, Claudio Di Girolamo, Sulmona, Municipio, 9 nov. 1981.
  5. ^ Questura dell'Aquila, fasc. cit. (16 dic. 1942). Si veda anche la dichiarazione del Commissario P.S. Ambrogio Gallo (29 agosto 1944): “Il Sig. Scocco Mario è stato sempre uno dei più accaniti, dei più infrenabili e dei più irriducibili antifascisti”; in: U.S. National Archives (Washington), Records of the ASC (Allied Screening Commission), R.G. 331, Claim Folder 3361 (Scocco Mario).
  6. ^ Per il cui comando gli venne in seguito riconosciuto il grado di capitano e il ruolo di vicecommissario di guerra (Nocera, p. 343); scheda individuale nell'Archivio del Fondo Ricompart [1]
  7. ^ Felice, p. 264 ss.; Nocera, p. 362.
  8. ^ Nocera, p. 342 ss.
  9. ^ Liceo scientifico E. Fermi di Sulmona, E si divisero il pane che non c'era, p. 208 ss.
  10. ^ Antonio Anzini, Roberto Cicerone detto Pazzone, Torre dei Nolfi, Qualevita, 2001.
  11. ^ Scalzitti, pp. 155-168.
  12. ^ Sul ruolo di principale esponente dell'organizzazione: The National Archives (United Kingdom), WO 208/5458/149 (H.G. de Burgh, 4 Jan. 1946); Furman, p. 52; Simpson, p. 34; Absalom, p. 337; Pantaleo, p. 18; Felice, p. 264 ss.; Di Benedetto, Banda Scocco, pos. 1.964 ss.; Failmezger, p. 166 ss.
  13. ^ Ist. Naz. Ferruccio Parri, PG 78 - Sulmona, su Allies in Italy. URL consultato il 21 ottobre 2025.
  14. ^ "Il Sig. Scocco era uno dei principali esponenti al servizio degli Alleati in Sulmona" (dichiarazione in data 1º set. 1944 di Mario Di Cesare, agente dell'American Force in servizio presso il Comando Alleato); in: ASC, R.G. 331, Claim Folder 3361, cit.
  15. ^ Awards (Nominal Roll), in: Allied Screening Commission, ASC(I)/AW/3/7; The National Archives (United Kingdom), WO/208/5458/149: "Signor Mario Scocco started to help Allied escaped Prisoners of War immediately after the Italian Armistice and worked tirelessly, and with a complete disregard for personal danger, until he was arrested in May 1944. As the head of an escape organisation in the Sulmona area, he arranged shelter, food and clothing for hundreds of escapers passing through the district. He organised guides for their attempts to reach Allied lines, provided clothes, money and false documents and did everything in his power to help the men to regain their freedom (...) Signor Scocco has shown, at all times, outstanding courage, resolution and fortitude; he has rendered loyal and distinguished service to the Allied Cause" (H. G. de Burgh: "Recommended by Allied Screening Commission (Italy) for Award of M.B.E. (Civil)", 4 Jan. 1946).
  16. ^ Liceo scientifico E. Fermi di Sulmona, Il sentiero della libertà, p. 55 ss.; Antonio Padellaro, Ciampi diario di guerra : conversazione col Presidente, in L'Espresso, 13 luglio 2000, p. 59.
  17. ^ "Io ho conosciuto Calogero sotto l'arco di Porta S. Antonio, a Sulmona. C'era anche Mario Scocco e lo accompagnammo in casa di Angiolina Cipriani" (testimonianza di Carlo Autiero); in: Liceo scientifico E. Fermi di Sulmona, Il sentiero della libertà, p. 42.
  18. ^ Boucher, Charles Hamilton, su The Generals of WWII. URL consultato il 23 ottobre 2025.
  19. ^ Klopper, Hendrik Balzazer, su The Generals of WWII. URL consultato il 23 ottobre 2025.
  20. ^ Ist. Naz. Ferruccio Parri, Claude Max Vallentin, su Allies in Italy. URL consultato il 21 ottobre 2025.
  21. ^ Williams, Stephen, su The Generals of WWII. URL consultato il 23 ottobre 2025.
  22. ^ Anderson, Andrew, su The Generals of WWII. URL consultato il 23 ottobre 2025.
  23. ^ Scalzitti, p. 228.
  24. ^ "The main Anti-Fascist leader there. He is a first-class man, he organised the escape of a very considerable number of British P/Ws following the Armistice, and has helped P/Ws in every possible way”; in: Account of Escape of IA 778 Brig. Boucher, C.H., D.S.O., Indian Army, The National Archives (United Kingdom), WO (War Office), 208/3343; Absalom, p. 327.
  25. ^ Comitato patriottico locale per la liberazione nazionale, dichiarazione a firma del Tenente Claudio Di Girolamo, s.d. [ma estate del '44]; in: ASC, R.G. 331, Claim Folder 3361, cit.
  26. ^ Tracciato del sentiero, su Marcia internazionale Il Sentiero della Libertà / Freedom Trail. URL consultato il 21 ottobre 2025.
  27. ^ Simpson, p. 41
  28. ^ I particolari in: Account of Escape of Brig. Boucher, cit.,; Furman, p. 66 ss.; Scalzitti, pp. 161-162 (intervista a Vincenzo Pistilli); Simpson, p. 41 ss.; Di Benedetto, Banda Scocco, pos. 279 ss. (intervista a Lea, figlia di Roberto Cicerone, 22 feb. 2017); Failmezger, pp. 167-168.
  29. ^ "Il comandante tedesco, in preda all'agitazione, esplodeva di rabbia alla notizia di questo stratagemma italiano e dava ordini per una immediata perlustrazione di tutta la città, casa per casa. Ma, rendendosi conto che sarebbe stato impossibile scoprire i fuggiaschi di notte, in qualche parte di quella intricata città, decise per il momento di non fare niente. Sulmona lo aveva sfidato. Scocco, i suoi complici e i moltissimi fuggitivi avrebbero fatto bene a guardarsi le spalle. Da quella notte sarebbero stati gli obiettivi" (Simpson, p. 42).
  30. ^ Le cui vicende sono narrate nell'opera di Gallagher, pubblicata nel '67, dalla quale nell'83 venne tratto il film Scarlatto e nero di Jerry London con Gregory Peck (nel ruolo di Mons. O'Flaherty) e Christopher Plummer (nel ruolo di Herbert Kappler).
  31. ^ Sam Derry, Linea di fuga 1943-1944 : Sulmona - Roma - Città del Vaticano [The Rome escape line. The story of the British organization in Rome for assisting escaped prisoners-of-war 1943-44], Torre dei Nolfi, Qualevita, 2011 [1960], ISBN 978-1738422401.
  32. ^ John Furman, Non aver paura [Be not fearful], Milano, Garzanti, 1962 [1959].
  33. ^ William Simpson, La guerra in casa : 1943-1944 : la resistenza umanitaria dall'Abruzzo al Vaticano [A Vatican lifeline '44 : allied fugitives, aided by the Italian Resistance foil the Gestapo in Nazi-occupied Rome, 1944], a cura di Liceo scientifico E. Fermi di Sulmona, presentazione di Roger Absalom, Torre dei Nolfi, Qualevita, 2004 [1995], ISBN 978-1473810563.
  34. ^ Pollak, Joseph, su TracesOfWar. URL consultato il 23 ottobre 2025.
  35. ^ Brigadier Dennis Rendell, su The Times, 21 ottobre 2010.
  36. ^ Un Français Libre parmi 63578. Henri Gabriel Payonne, su Histoires de Français Libres ordinaires. URL consultato il 21 ottobre 2025.
  37. ^ Furman, p. 52 ss.
  38. ^ Furman, p. 373; Absalom, p. 444.
  39. ^ ASC, R.G. 331, Claim Folder 3361, cit.
  40. ^ Furman, pp. 306-310,Liceo Fermi di Sulmona, E si divisero il pane che non c'era, pp. 92-112., Failmezger, pp. 238-239, Artese, pp. 233-234.
  41. ^ L’art. 3 del bando del 21 settembre '43 del Feldmaresciallo Kesserling (che faceva seguito a precedenti ordinanze repressive emanate già a partire dal 14 di settembre) stabiliva che “chi nasconde, ospita o comunque aiuta in altro modo appartenenti all’esercito nemico viene punito con la morte. In casi leggeri con la reclusione o la prigione” (Sciuba, p. 44 ss. ). Nella sola zona di Sulmona (e contrade limitrofe) a causa di tale imputazione si erano già verificate in quelle settimane sette esecuzioni: Berardino Odorisio (5 ottobre), Giuseppe e Antonio D'Eliseo, Giuseppe Di Simone e Antonio Taddei (20 ottobre), Francesco Santoro (23 ottobre), Michele Del Greco (22 dicembre). Le vicende giudiziarie in: Sciuba, cit.; l'elenco degli episodi in: Ist. Naz. Ferruccio Parri e Ass. Naz. Partigiani d'Italia (ANPI), Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, su straginazifasciste.it. URL consultato il 21 ottobre 2025.
  42. ^ Le circostanze dell'arresto nel ricordo della moglie Ida Lancia in: Liceo scientifico E. Fermi di Sulmona, E si divisero il pane che non c'era, pp. 97-98.
  43. ^ Scalzitti, p. 231 ss. (intervista a Mario Scocco).
  44. ^ Mario Scocco, Corrispondenza privata (lettera datata 2 gen. 1947).
  45. ^ "All'alba cominciai a marciare senza un preciso riferimento ascoltando il rombo dei cannoni che mi sembravano quelli degli Alleati: difatti al limitare della boscaglia mi trovai sulla prima linea americana, quasi per un miracolo, solo, stracciato, sporco, affamato; alzai le mani in alto e fui catturato immediatamente. Era l'11 aprile 1945, una data che non dimenticherò mai anche perché nello stesso giorno nasceva a Sulmona la mia seconda figlia". Scalzitti, p. 233 (intervista a Mario Scocco).
  46. ^ Nota di William Di Carlo datata 7 agosto 1945; in: ASC, R.G. 331, Claim Folder 3361, cit.; testimonianza della figlia Marisa Scocco in: Liceo scientifico E. Fermi di Sulmona, E si divisero il pane che non c'era, pp. 106-107.
  47. ^ Mancini, p. 3.
  48. ^ Mancini, p. 5 ss.
  49. ^ Di Benedetto, Banda Scocco, pos. 1.735 (intervista a Marisa Scocco, 26 feb. 2017).
  50. ^ Cronaca & Storia, su Marcia Internazionale Il Sentiero della Libertà / Freedom Trail. URL consultato il 21 ottobre 2025.
  51. ^ Marcia internazionale Il Sentiero della Libertà / Freedom Trail, su ilsentierodellaliberta.it. URL consultato il 21 ottobre 2025.

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