Lewis Pelly

Lewis Pelly (Minchinhampton, 14 novembre 1825 – Falmouth, 22 aprile 1892) è stato un diplomatico, politico e generale britannico.

Lewis Pelly
Lewis Pelly
Il generale Lewis Pelly in una fotografia del 1882
NascitaMinchinhampton, 14 novembre 1825
MorteFalmouth, 22 aprile 1892
Dati militari
Paese servitoRegno Unito (bandiera) Regno Unito
Forza armataBritish Army
Anni di servizio1840-1892
GradoTenente Generale
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Lewis Pelly (Minchinhampton, 14 novembre 1825Falmouth, 22 aprile 1892) è stato un diplomatico, politico e generale britannico.

Biografia

La famiglia

Figlio di John Hinde Pelly di Hyde House, Gloucestershire, e di sua moglie Elizabeth Lewis, studiò alla Rugby School. Sir John Henry Pelly, Governatore della Compagnia della Baia di Hudson e Governatore della Banca d'Inghilterra era suo zio.[1][2]

Il primo periodo in India

Pelly entrò al servizio della Compagnia britannica delle Indie orientali nel 1840.[1] Nel 1841 passò al Bombay Army come alfiere.[3] Prestò servizio nello stato di Sindh prima della sua annessione ai territori dell'India britannica. Nominato membro dello staff del suo reggimento nel 1842, venne promosso tenente nel 1843.[1]

Trasferito nel comparto amministrativo dell'India britannica, Pelly venne posto in servizio nello Stato di Baroda tra il 1851 ed il 1852. Presenziò al processo di James Outram per corruzione come assistente cancelliere del tribunale del Gaekwar.[3][1] Nel 1855 venne promosso al rango di capitano e trasferito dall'anno successivo alla Sind Division.[1]

Durante la guerra anglo-persiana del 1856–7, Pelly fu aiutante di campo del generale John Jacob, comandando le truppe della cavalleria. Fu segretario di sir James Outram durante l'occupazione di Bushire e dell'isola di Kharg.[1] Nell'aprile del 1858 fu a Londra, dove fece pubblicare una propria opera celebrativa del generale Jacob e dove ebbe l'occasione di incontrare Herbert Spencer presso l'abitazione di John Chapman.[4]

Pelly prestò servizio quindi con le forze di frontiera della Scinde Irregular Horse comandata da Jacob nel 1858.[3] Venne creato giudice di Karachi nel 1859.[1]

In Persia

Pelly divenne quindi segretario della legazione inglese a Tehran presso la corte persiana dal 1859 al 1860, trasferendosi alla capitale da Trebisonda dove aveva inizialmente preso residenza.[5] Venne quindi nominato chargé d'affaires.[1] Henry Rawlinson lasciò la legazione durante questo periodo, rimpiazzato nel suo ruolo da Charles Alison.[6]

Alison inviò Pelly in missione speciale a Herat, in line con la strategia di Rawlinson che prevedeva che un agente inglese dovesse contare anche sull'influenza russa sulla Persia. Pelly si portò ad Herat anche per recarsi in visita al sultano Jan nel settembre del 1860.[6] Da Herat, si spostò quindi verso Farah, Kandahar e Qalati Ghilji.[2]

Agente politico

Pelly era solito utilizzare unicamente il proprio cavallo per i suoi spostamenti, ed impressionò anche sir Bartle Frere quando da Tehran si spostò a Calcutta.[2] Come Rawlinson, Frere era un personaggio influente per la politica estera dell'India britannica del suo tempo ed in particolare per i rapporti tra l'Inghilterra e la Persia che egli riteneva punto focale per le relazioni con l'oriente.[7] Frere prese Pelly sotto la propria ala, divenendo patrono de facto della sua carriera futura.[8]

Nel 1861 Pelly venne inviato nelle Isole Comore, dove naufragò a Johanna (Anjouan)[2] ed in Mozambico. Nel maggio del 1861, divenne parte della spedizione che pose il Bahrain sotto tutela britannica, anche se teoricamente esso rimaneva sotto la sfera d'influenza persiana.

Pelly venne nominato quindi agente politico e console a Zanzibar. Un accordo sottoscritto da Charles Canning, I conte Canning separò il Sultanato di Zanzibar dal Sultanato dell'Oman nell'aprile del 1861. Esso prevedeva il pagamento di una tariffa annuale all'Oman di 40.000 Talleri di Maria Teresa, ovvero circa il 20% delle rendite che Zanzibar ricavava dalla tratta oceanica degli schiavi.[9] Negli anni che seguirono, l'imam Azzan bin Qais prese il potere nell'Oman da Thuwaini bin Said, e Majid bin Said di Zanzibar si dimostrò sempre più riluttante a rispettare gli accordi. Pelly prese le difese di Majid bin Said nella disputa.[10]

Da Zanzibar, Pelly si portò in visita alle isole Seychelles nel 1862. Successivamente, venne trasferito nuovamente in Persia come residente politico (1862 - 1872). Su consiglio di Frere, si portò in cerca di William Mackinnon.[11] Frere e Mackinnon avevano già discusso della possibile fondazione di una compagnia di navigazione tra Bombay, il Mar Rosso e Zanzibar.[12] Mackinnon e Pelly portarono avanti questi accordi.[13] Con William Mansfield e Matthew Sausse, Pelly sottoscrisse gli ultimi accordi necessari.[14]

La Persian Gulf Telegraph Cable venne pure pianificata attorno al 1864. Pelly venne incaricato della salvaguardia del confine nord e dell'area del golfo lungo la strada prevista per la linea telegrafica da costruirsi.[15][16] Il piano approvato nel 1862, dal colonnello Patrick Stewart, avrebbe permesso la connessione tra Fao passando per Shatt al Arab verso Karachi.[17]

Pelly si portò in visita ufficiale a Riyadh nel 1865 per incontrare il sovrano del secondo stato saudita, Faisal bin Turki.[18] Il suo intento era quello di migliorare il commercio britannico nell'area e si portò nell'entroterra sino a raggiungere Nejd.[19] Al suo ritorno da Bushire verso Muscat a bordo della SS Berenice, comandata dal capitano Edwin Dawes, il vascello prese fuoco e tutti i passeggeri vennero sbarcati sull'isola di Lavan su scialuppe di salvataggio.[20][21] Pelly pubblicò un resoconto del suo viaggio.

La nave da guerra della Compagnia britannica delle Indie orientali Berenice, andata a fuoco nel 1865 quando Lewis Pelly si trovava a bordo di essa, nel Golfo Persico

Con lo scoppio della guerra tra Qatar e Bahrein nel 1867, Pelly salpò alla volta del Bahrain con gli sloops HMS Daphne e HMS Nymphe, e le cannoniere HMS Clyde e HMS Hugh Rose.[22] Il 6 settembre 1868 il sovrano Muhammad bin Khalifa Al Khalifa venne deposto e salì al trono suo fratello Ali bin Khalifa Al Khalifa, particolarmente popolare nel Bahrain.[23] Il 12 settembre, Pelly siglò un trattato con Mohammed bin Thani che riconosceva l'indipendenza del Qatar. Nell'ottobre di quello stesso anno si portò a Bombay a bordo della HMS Vigilant.[24]

Pelly venne promosso al rango di maggiore nel 1861, a quello di tenente colonnello nel 1866, e infine a quello di colonnello nel 1871.

La missione anti-schiavista

Nel 1872–1873, Pelly accompagnò sir Bartle Frere in una missione anti-schiavista sulla costa orientale dell'Africa, assieme a George Percy Badger come interprete dall'arabo, e a Kazi Shahabudi da Kutch in rappresentanza dei commercianti indiani con l'Africa orientale.[1][25] La missione, promossa dall'Anti-Slavery Society, venne inizialmente pensata da Frere senza la sua presenza e con la sola guida di Pelly.[26]

A Muscat ed a Zanzibar, Frere non riuscì a negoziare il termine della tratta degli schiavi verso le coste zanzibaresi, ma John Kirk, console in loco, vi riuscì poco dopo.[27]

Il secondo periodo in India

Il 21 giugno 1873, Pelly venne nominato agente presso il governatore generale del Rajputana, mantenendo tale incarico sino al 1878.[1] Fu questo il periodo della crisi di Baroda. Robert Phayre, residente a Baroda, rimase vittima di un tentativo di avvelenamento nel novembre del 1874, per ordine del governante locale, il maharaja Malhar Rao Gaekwad; pur sopravvivendo all'attentato, Phayre si rifiutò di lasciare il proprio incarico e venne forzosamente sostituito da Pelly sul finire del mese.[28] Pelly fece arrestare Malhar Rao nel gennaio del 1875 e lo sottopose al giudizio di una commissione d'indagine. Pur non riuscendo a giungere ad una conclusione certa per mancanza di prove effettive, Malhar Rao venne comunque deposto.[3] Pelly was knighted (K.C.B.) in 1877.[29]

Lord Lytton giunse in India nel 1876 come nuovo viceré e fu lui a proporre che Pelly si portasse a Kabul quale suo inviato, ma quest'offerta non venne accolta dall'emiro locale.[30] Lytton e Pelly scrissero personalmente all'emiro esponendo le loro ragioni ma questi rispose che se avesse fatto questa concessione agli inglesi, avrebbe dovuto accettare anche Konstantin Petrovič von Kaufman quale inviato per conto della Russia.[31] Nel gennaio del 1877 Pelly incontrò il Gran visir Sayyid Nur Muhammad Shah in rappresentanza dell'emiro, Sher Ali Khan, a Peshawar.[32] La discussione portò ad un nulla di fatto e Pelly, che aveva i poteri di ministro plenipotenziario, dovette ritirarsi nel marzo di quello stesso anno.[3] Nur Muhammad si ammalò e morì il 26 marzo successivo.[33] La seconda guerra anglo-afghana scoppiò l'anno successivo.[3]

Gli ultimi anni

La tomba di Lewis Pelly a St Katharine's Merstham.

Nel 1878 tornò nel Regno Unito.[1] Nel 1885, col grado di tenente generale, venne eletto nelle file dei conservatori quale membro del parlamento per la costituente di Hackney North.[3] Nel 1886 presenziò all'Annual General Meeting della National Society for Women's Suffrage.[34]

Pelly divenne direttore della Compagnia britannica dell'Africa Orientale.[35]

Pelly morì a Falmouth il 22 aprile 1892, e venne sepolto accanto a Rutherford Alcock nel cimitero di Merstham, nel Surrey.

Vita privata

Amy Pelly, in una fotografia del 1880 circa

Nel 1878 Pelly sposò Amy Henrietta Lowder, nata nel 1847 a Calne, nello Wiltshire, figlia del reverendo John Samuel Lowder.[2]

Pubblicazioni

  • Our North West Frontier (1858), pamphlet[36]
  • The Views and Opinions of Brigadier General John Jacob K.C.B. (1858)[37]
  • Report on a Journey to Riyadh in Central Arabia, 1865, 1866 text reprinted with an introduction by Robin Leonard Bidwell[38]
  • The Miracle Play of Hasan and Husain (1879, 2 vols.),[39] Traduzione inglese dal persiano di 37 drammi ta'ziyeh, rivista e con note di Arthur Naylor Wollaston. Le traduzioni di Pelly seguirono quelle di Aleksander Chodźko, in francese.[40]

Onorificenze

Note

  1. ^ a b c d e f g h i j k (EN) Sidney Lee (a cura di), Pelly, Lewis, in Dictionary of National Biography, vol. 44, Londra, Smith, Elder & Co, 1895.
  2. ^ a b c d e (EN) Paul John Rich, Creating the Arabian Gulf: The British Raj and the Invasions of the Gulf, Rowman & Littlefield, 2009, p. 227, ISBN 978-0-7391-2705-6.
  3. ^ a b c d e f g (EN) K. D. Reynolds, Pelly, Sir Lewis, in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 21816.
  4. ^ (EN) David Duncan, The Life and Letters of Herbert Spencer, Cambridge University Press, 21 novembre 2013, p. 86, ISBN 978-1-108-06681-5.
  5. ^ (EN) Sir Lewis Pelly, Report on a Journey to Riyadh in Central Arabia, 1865, Oleander, 1866, p. vi, ISBN 978-0-902675-64-3.
  6. ^ a b G. J. Alder, The Key to India? Britain and the Herat Problem, 1830-1863: Part II, in Middle Eastern Studies, vol. 10, n. 3, 1974, pp. 297–298, ISSN 0026-3206 (WC · ACNP), JSTOR 4282538.
  7. ^ (EN) Karl E. Meyer, Tournament of shadows : the great game and the race for empire in Asia, Londra, Abacus, 2001, pp. 154, 177, ISBN 0349113661.
  8. ^ (EN) William Facey, Riyadh, the Old City: From Its Origins Until the 1950s, Immel, 1992, p. 192, ISBN 978-0-907151-32-6.
  9. ^ (EN) Richard Hall, Empires of the Monsoon (Text Only), HarperCollins Publishers, 28 aprile 2016, p. 449, ISBN 978-0-00-754704-3.
  10. ^ (EN) Jeremy Jones e Nicholas Ridout, A History of Modern Oman, Cambridge University Press, 31 agosto 2015, p. 79, ISBN 978-1-107-00940-0.
  11. ^ (EN) John S. Galbraith, Mackinnon, Sir William, baronet, in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 17618.
  12. ^ (EN) J. Forbes Munro, Shipping Subsidies and Railway Guarantees: William Mackinnon, Eastern Africa and the Indian Ocean, 1860-93, in The Journal of African History, vol. 28, n. 2, 1987, p. 215, DOI:10.1017/S0021853700029753, ISSN 0021-8537 (WC · ACNP), JSTOR 181547.
  13. ^ (EN) J. Forbes Munro, Maritime Enterprise and Empire: Sir William Mackinnon and His Business Network, 1823-93, Boydell Press, 2003, p. 64, ISBN 978-0-85115-935-5.
  14. ^ (EN) J. Forbes Munro, Maritime Enterprise and Empire: Sir William Mackinnon and His Business Network, 1823-93, Boydell Press, 2003, p. 105, ISBN 978-0-85115-935-5.
  15. ^ (EN) Christina Phelps Harris, The Persian Gulf Submarine Telegraph of 1864, in The Geographical Journal, vol. 135, n. 2, 1969, p. 170, DOI:10.2307/1796823, ISSN 0016-7398 (WC · ACNP), JSTOR 1796823.
  16. ^ (EN) Report No. 73 of 1864 by Lewis Pelly on his journey from Bandar Abbas to Cape Jask reconnoitering the route of the proposed telegraph line [7r] (13/20), su qdl.qa, 5 giugno 2014.
  17. ^ (EN) Christina Phelps Harris, The Persian Gulf Submarine Telegraph of 1864, in The Geographical Journal, vol. 135, n. 2, 1969, p. 170, DOI:10.2307/1796823, ISSN 0016-7398 (WC · ACNP), JSTOR 1796823.
  18. ^ Abdullah Mohammad Sindi, The Direct Instruments of Western Control over the Arabs: The Shining Example of the House of Saud (PDF), su social-sciences-and-humanities.com. URL consultato il 25 gennaio 2021.
  19. ^ (EN) Daniel Foliard, Dislocating the Orient: British Maps and the Making of the Middle East, 1854-1921, University of Chicago Press, 13 aprile 2017, p. 33, ISBN 978-0-226-45133-6.
  20. ^ The Burning of H. M. Steamer Berenice, in Sun, 26 dicembre 1866, p. 3.
  21. ^ (EN) Her Majesty's Steamer Berenice destroyed by fire, su blogs.bl.uk.
  22. ^ (EN) J. G. Lorimer, Gazetteer of the Persian Gulf, Oman and Central Arabia, vol. 2, Archive Editions, 2003, p. 898, ISBN 978-1-85207-030-4.
  23. ^ Talal Toufic Farah, Protection and Politics in Bahrain 1869-1915 (PDF), su eprints.soas.ac.uk, University of London, 1979, p. 61.
  24. ^ The Revolution in Musct, in Homeward Mail from India, China and the East, 16 novembre 1868, p. 3.
  25. ^ (EN) John Martineau, The Life and Correspondence of the Sir Bartle Frere, Bart., G.C.B., F.R.S., Etc, vol. 2, J. Murray, 1895, p. 71.
  26. ^ (EN) John Martineau, The Life and Correspondence of the Sir Bartle Frere, Bart., G.C.B., F.R.S., Etc, vol. 2, J. Murray, 1895, p. 69.
  27. ^ (EN) J. Forbes Munro, Maritime Enterprise and Empire: Sir William Mackinnon and His Business Network, 1823-93, Boydell Press, 2003, p. 161, ISBN 978-0-85115-935-5.
  28. ^ (EN) James Lunt, Phayre, Sir Robert, in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 22088.
  29. ^ (EN) Debrett's illustrated baronetage and knightage (and companionage) of the United Kingdom of Great Britain and Ireland, 1880, p. 574.
  30. ^ (EN) The Pall Mall Budget: Being a Weekly Collection of Articles Printed in the Pall Mall Gazette from Day to Day, with a Summary of News, 1879, p. 263.
  31. ^ (EN) Jonathan L. Lee, Afghanistan: A History from 1260 to the Present, Reaktion Books, 15 dicembre 2018, p. 341, ISBN 978-1-78914-019-4.
  32. ^ (EN) Cassell's Illustrated History of the Russo-Turkish War: From December, 1878, to the ratification of peace : including a history of Cyprus, and of the Afghan war, Cassell, Petter & Galpin, 1880, p. 422.
  33. ^ (EN) Great Britain Parliament House of Commons Afghan Committee Sub-committee on Afghan and Central Asian Questions, Causes of the Afghan War: Being a Selection of the Papers Laid Before Parliament with a Connecting Narrative and Comment, Chatto and Windus, 1879, p. 122.
  34. ^ Women's Suffrage, in Morning Post, 16 luglio 1886, p. 2.
  35. ^ Jonas Fossli Gjersø, 'Continuity of Moral Policy': A Reconsideration of British Motives for the Partition of East Africa in light of Anti-Slave Trade Policy and Imperial Agency, 1878-96. (PDF), su etheses.lse.ac.uk, London School of Economics and Political Science, 2015, p. 252.
  36. ^ (EN) Thomas Humphry Ward, Men of the Time: A Dictionary of Contemporaries, Containing Biographical Notices of Eminent Characters of Both Sexes, G. Routledge & Sons, 1887, p. 822.
  37. ^ (EN) John Jacob, The Views and Opinions of Brigadier General John Jacob K.C.B. ... Collected and Edited by ... L. Pelly, 1858.
  38. ^ (EN) Sir Lewis Pelly, Report on a Journey to Riyadh in Central Arabia, 1865, Oleander, 1866, ISBN 978-0-902675-64-3.
  39. ^ (EN) Sir Lewis Pelly e Arthur Naylor Wollaston, The Miracle Play of Hasan and Husain, I, W. H. Allen, 1879.
  40. ^ (EN) Marvin Carlson, Theatre & Islam, Macmillan International Higher Education, 2019, p. 22, ISBN 978-1-352-00561-5.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Predecessore Presidente della Residenza del Golfo Persico Successore
James Felix Jones 1862-1872 Edward Charles Ross

Predecessore Commissario capo di Ajmer-Merwara Successore
Richard Harte Keatinge 1873-1878 Edward Bradford

Predecessore Deputato del Parlamento del Regno Unito per Hackney North Successore
Nuova costituzione 18851892 William Robert Bousfield
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