I Frill (Les Schtroumpfs) è una serie animata del 1961. È stata la prima versione animata della serie a fumetti belga I Puffi.[1]
| I Frill | |
|---|---|
| serie TV d'animazione | |
| Titolo orig. | Les Schtroumpfs |
| Lingua orig. | francese |
| Paese | Belgio |
| Regia | Eddy Ryssack, Jean Delire, Maurice Rosy |
| Soggetto | Peyo (fumetto) |
| Sceneggiatura | Peyo, Yvan Delporte |
| Musiche | Roland Renerte |
| Studio | TVA Dupuis |
| 1ª visione su | RTBF |
| 1ª TV | 12 novembre 1961 – 31 dicembre 1967 |
| Stagioni | 1 |
| Episodi | 9 (completa) |
| Rapporto | 4:3 |
| Durata ep. | 8-13 min |
| 1ª visione it. su | Programma Nazionale |
| 1ª visione it. | 23 febbraio 1968 – ? |
| Genere | commedia, fantastico |
I Frill (Les Schtroumpfs) è una serie animata del 1961. È stata la prima versione animata della serie a fumetti belga I Puffi.[1]
Lo spettacolo è stato prodotto da TVA Dupuis e trasmesso su RTBF dal 1961 al 1967. Alcuni episodi televisivi di questa serie furono scelti e divennero parte del film Les aventures des Schtroumpfs, uscito nel 1965 in Belgio.[2][3] Alcuni degli episodi ritrovati sono esposti al Centro belga del fumetto di Bruxelles.
Gli ultimi due episodi furono prodotti a colori perché la televisione pubblica belga (RTB) introdusse i servizi di trasmissione a colori proprio nel 1967, l'ultimo anno di messa in onda della serie.[4]
In onore del 65° anniversario del fumetto, il 23 ottobre 2023 Peyo Productions e IMPS hanno annunciato che cinque episodi della serie sarebbero stati caricati completamente restaurati ogni domenica con cadenza settimanale.[5]
La prima serie animata dei Puffi, prodotta in Belgio a partire dal 1959 dallo studio TVA Dupuis,[6] rappresenta un pezzo di storia della televisione caratterizzato da tecniche di produzione estremamente artigianali e sperimentali. In un’epoca in cui l’animazione tradizionale si affidava già ai costosi fogli di celluloide trasparente, il team guidato dal creatore Peyo dovette optare per soluzioni più economiche e ingegnose, dando vita a un processo produttivo unico nel suo genere. Il fulcro dell'animazione di questa storica serie risiedeva nella tecnica dei ritagli di carta, nota in inglese come cutout animation.[7] Al posto di ridisegnare i personaggi per ogni singolo fotogramma, gli animatori stampavano e ritagliavano sagome di carta dei Puffi raffigurati in varie posizioni e con diverse espressioni facciali. Queste figurine venivano poi posizionate sopra sfondi fissi dipinti a mano. Per simulare il movimento dei personaggi, gli operatori spostavano millimetricamente i ritagli di carta sul fondale, utilizzando spesso delle apposite pinze per garantire la massima precisione ed evitare di danneggiare i materiali o di muovere accidentalmente gli elementi circostanti.[8] Ogni singola variazione veniva catturata dalla telecamera fotogramma per fotogramma attraverso la ripresa a passo uno. Anche la gestione della tecnologia visiva rifletteva i limiti e le transizioni dell'epoca. Per ragioni di budget e per via dei vincoli tecnici delle prime trasmissioni televisive europee, l’intera serie venne pianificata e prodotta originariamente in bianco e nero. Fu solo verso la fine della produzione, in concomitanza con la modernizzazione tecnologica degli studi televisivi belgi e il buon successo riscosso, che gli ultimi due episodi dei nove totali vennero realizzati interamente a colori.[4]
L'edizione italiana della serie fu trasmessa nel 1968 sul Programma Nazionale all'interno del programma Lanterna magica, a partire dal 23 febbraio. Come indica il titolo, i personaggi erano chiamati Frill anziché Puffi come già in uso da alcuni anni nell'edizione italiana del fumetto.[9][10]
| Personaggio | Voce originale |
|---|---|
| Grande Puffo | Richard Muller |
| Quattrocchi | Nelly Beghin |
| Burlone | Nelly Beghin |
| Forzuto | Jeannine Cherel |
| Brontolone | Jeannine Cherel |
| Pittore | Jeannine Cherel |
| Pigro | Jeannine Cherel |
| Volante | Jeannine Cherel |
| Gargamella | Jacques Courtois |
| Narratore | Paul Roland |
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