Fu il designerHubert de Givenchy, a fondare la casa di moda nel 1952 e a dirigerla per oltre quarant'anni. Nello stesso anno lanciò la sua prima collezione Les Séparables. Si ritirò dall'attività nel 1995 lasciando il proprio posto a John Galliano, che però fu sostituito dopo breve tempo da Alexander McQueen.[1]
Nel 2001 il progettista Julien MacDonald è stato nominato direttore artistico per la linea donna, mentre nel 2003 Ozwald Boateng è stato nominato il progettista per la linea uomini.
Nel 2005 lo stilista italiano Riccardo Tisci diventa direttore creativo della maison nella realizzazione delle collezioni haute couture e pret-à-porter. Nel 2017 gli subentra nella posizione di direttore creativo Clare Waight Keller.
La più celebre testimonial del marchio è stata Audrey Hepburn, grazie anche al film Colazione da Tiffany in cui l'attrice indossa un tubino nero diventato un classico dell'abbigliamento femminile e anche un capo di culto. Sempre per Audrey Hepburn, Givenchy realizzò il profumoL'interdit. Con l'attrice britannica e la maison di moda nasce un vero e proprio sodalizio, tanto che Givenchy disegna anche l'abito da sposa per il secondo matrimonio della Hepburn, con il medico Andrea Dotti. Il vestito è diventato iconico per la lunghezza sopra le ginocchia, la scelta del colore rosa ed un collo particolarissimo[2]. Givenchy ha anche firmato molte delle scelte di stile delle star per occasioni importanti, lavorative e personali. Tra le collaborazioni più note c'è stato il matrimonio di Kim Kardashian con Kanye West, per cui il brand ha curato l'abito da sposa che è stato poi sfoggiato nella location delle nozze del Forte Belvedere, il giardino con vista panoramica sulla città di Firenze. Il brand è stato scelto anche per le nozze reali tra Meghan Markle e il principe Harry d'Inghilterra, l'abito è stato disegnato dalla direttrice artistica di Givenchy: la britannica Clare Waight Keller. Il capo e le scarpe, dalle linee pulite e dall'elegante semplicità, sono diventati un'icona dello stile essenziale della principessa[3].