Il nome scientifico del genere è stato definito per la prima volta dal botanico Conrad Moench (1744-1805) nella pubblicazione "Methodus Plantas Horti Botanici et Agri Marburgensis" ( Methodus (Moench) 578) del 1794.[3]
Le piante di questa voce hanno un habituserbaceo con cicli biologici perenni o annuali; alcune specie sono suffruticose. I fusti sono eretti, robusti, ramificati superiormente e vistosamente canicolati. La superficie può essere ricoperta da peli semplici (a peduncolo corto o a cellula apicale eretta) ma anche da ghiandole.[4][5][6][7][8][9][10]
Le foglie lungo il fusto sono disposte normalmente in modo alterno e sono subsessili o brevemente picciolate. La lamina è intera e in genere la forma varia da lanceolata a ovato-lanceolata con apici acuti e base gradualmente rastremata. I bordi possono essere dentati. La consistenza è membranosa o cartacea. Le venature sono pennate.
Le infiorescenze sono corimbose formate da diversi capolinipeduncolati, oppure formate da capolini solitari in posizione terminale o laterale. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteracee: un peduncolo (solido o fistoloso) sorregge un involucro da emisferico a campanulato composto da 25 - 100 brattee disposte su 3 - 8 serie che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono i fiori di tipo tubuloso. Le brattee dell'involucro sono persistenti a forma lineare con margini dentati e apici allargati; la superficie è densamente pubescente e ghiandolare; la consistenza può essere fogliosa. Il ricettacolo, piatto e alveolato, è sprovvisto di pagliette. Dimensione di alcuni capolini: 15 – 20 mm (con peduncoli di 5 – 15 mm).
Corolla: il colore delle corolle varia da rossastro a lavanda o bianco; la superficie è pubescente o ghiandolosa. La forma consiste in uno snello e lungo tubo senza gola evidente (si allarga improvvisamente) alla fine del quale si espandono 5 lobi raccolti in forma cilindrica.
Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi e distinti, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[4] Le antere, sagittate e sprovviste di ghiandole, hanno delle piccole code speronate; le appendici apicali sono acute. Il polline è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro), echinato (con punte) e "lophato" (la parte più esterna dell'esina è sollevata a forma di creste e depressioni);[12] in altri casi possono essere presenti delle lacune in posizione polare.
Gineceo: Lo stilo è filiforme e privo di nodi (o eventualmente con un anello basale) con un nettario allungato o tubolare. Gli stigmi dello stilo sono due divergenti con la superficie stigmatica posizionata internamente (vicino alla base). La pubescenza è del tipo a spazzola con peli appuntiti.[13] L'ovario è inferouniloculare formato da 2 carpelli.
I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni, a forma più o meno cilindrica, hanno 8 - 20 coste con la superficie sericea. All'interno si può trovare del tessuto di tipo idioblasto e rafidi di tipo subquadrato da corti a moderatamente allungati con punte romboidali; non è presente il tessuto tipo fitomelanina. Il "carpopodium" (carpoforo) è anulare. Il pappo è formato da setole disposte su più serie, persistenti (o caduche) appiattite e barbate (ai margini), eventualmente insieme a squamelle (sulle file più esterne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000 specie distribuite su 1 535 generi,[11] oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti[14] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi).[15] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.[1][7][8]
Filogenesi
Le specie di questo gruppo appartengono alla sottotribù Linziinae descritta all'interno della tribù Vernonieae Cass. della sottofamiglia Vernonioideae Lindl. Questa classificazione è stata ottenuta ultimamente con le analisi del DNA delle varie specie del gruppo.[16] Da un punto di vista filogenetico in base alle ultime analisi sul DNA la tribù Vernonieae è risultata divisa in due grandi cladi: Nuovo Mondo e Vecchio Mondo. I generi di Linziinae appartengono al subclade relativo all'Africa e Asia (con alcune eccezioni: Cuba e Australia).[17]
La sottotribù, e quindi i suoi generi, si distingue per i seguenti caratteri:[10]
le brattee involucrali sono provviste di spicole ai margini
le setole del pappo sono appiattite
il polline è "lophato" e tricolporato e a volte non è echinato
nel polline i tipi "lophati" hanno una organizzazione radialmente simmetrica con disposizione regolare
In precedenza la tribù Vernonieae, e quindi la sottotribù (Linziinae) di questo genere, era descritta all'interno della sottofamiglia Cichorioideae.[8] La costituzione di questo gruppo è relativamente recente (2009); in precedenza tutti i generi della sottotribù erano descritti all'interno della sottotribù Centrapalinae.[7] Nell'ambito della tribù Linziinae occupa, da un punto di vista filogenetico, una posizione abbastanza "basale" insieme alle sottotribù Erlangeinae e Gymnantheminae.[17]
I caratteri distintivi per le specie di questo genere (Baccharoides) sono:[7][10]
in queste specie non sono presenti le spicole ai margini delle brattee involucrali
i lobi della corolla (slanciata) sono più corti della gola (espansa)
(EN) Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
(EN) V. A. Funk, A. Susanna, T. F. Steussy & R. J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.
(EN) F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN88-7621-458-5.
(EN) Harold Robinson, Generic and Subtribal Classification of American Vernonieae (PDF), in Smithsonian Contributions to Botany, vol. 89, 1999, pp. 1-116. URL consultato il 29 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2018).
Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica
Content Disclaimer
Informasi ini disarikan dari Wikipedia dan disajikan kembali untuk tujuan edukasi. Konten tersedia di bawah lisensi CC BY-SA 3.0. Kami tidak bertanggung jawab atas ketidakakuratan data yang bersumber dari kontribusi publik tersebut.
The information displayed on this website is sourced in part or in whole from Wikipedia and has been adapted for the purpose of restating it. We strive to provide accurate and relevant information, however:
There is no guarantee of absolute accuracy. Wikipedia is an open, collaborative project that can be edited by anyone, so information is subject to change.
It is not intended to constitute professional advice. The content displayed is for informational and educational purposes only. For important decisions (e.g., medical, legal, or financial), please consult a professional.
Content copyright. Wikipedia is licensed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike License (CC BY-SA). This means that content may be reused with appropriate attribution and shared under a similar license.
Responsible use. Any risk arising from the use of information from this website is entirely the responsibility of the user.