Rangda[1], in giavanese antico la vedova, è la strega malvagia della danza barong. Nella mitologia balinese è considerata la regina dei leyaks e dei w
| Rangda | |
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| Caratteristiche immaginarie | |
| Soprannome | La vedova |
| Sesso | Femmina |
| Luogo di nascita | Bali (Indonesia) |
| Professione | strega |
Rangda[1], in giavanese antico la vedova, è la strega malvagia della danza barong. Nella mitologia balinese è considerata la regina dei leyaks e dei wali, i demoni del male e gli spiriti custodi dei luoghi. Ranga è associata ai culti di Durgā[2] e Kālī.
I demoni e la loro regina vengono onorati con la parata delle statue ogoh-ogoh alla vigilia del Nyepi in tutto il territorio balinese.

Per lungo tempo eseguite solo durante i rituali religiosi, l'origine delle danze balinesi più antiche viene fatta risalire al tardo XIV e inizio XV secolo d.C.[3] per quelle sacre (wali) e semi-sacre (bebali), mentre si arriva fino alla metà del XIX secolo per quelle da intrattenimento turistico (balih-balihan). Il barong è la più famosa del terzo gruppo e si crede abbia avuto inizio nella regione di Gianyar.
Danza in cui Ranga è l'unico personaggio femminile ed anche quello negativo, viene ampiamente sviluppato nell'episodio finale in cui la battaglia tra Barong (il bene) e Rangda (il male) si conclude con la vittoria del "custode della foresta" e la fuga della strega malvagia[4].
Nel barong, l’intero universo mitologico e religioso di Bali viene celebrato nella sua interezza attraverso la danza, la musica (gamelan) e il teatro [5].

Rangda è la personificazione delle forze occulte, pertanto la rappresentazione scenica del personaggio incute sorpresa e timore nel vederla[6]. Viene ritenuta una rincarnazione di Kali, con una figura mostruosa dall'enorme testa piena di lunghi capelli ispidi, occhi sporgenti, denti e zanne affilate, bocca aperta da cui esce una lunghissima lingua infuocata[7].
Per quanto riguarda l'abbigliamento è solitamente rappresentato da una lunga tunica bianca ricoperta da decorazioni nere, rosse e dorate. Nelle sue mani tiene una fascia di stoffa bianca che rappresenta una fionda per catturare i bambini, di cui si ciba. Il medesimo oggetto lo utilizza come arma contro le forze del Bene.
Viene associata a due delle figure femminili balinesi di massima importanza: la dea Durga/Kali (guerra/morte) e alla leggendaria regina Mahendradatta[7] che visse nel X secolo d.C., fervente adepta del culto di Durga e grande appassionata di magia nera.
Rangda è legata anche alla leggenda di Calon Arang[8], la regina dei leyak di cui è l'incarnazione fino ad oggi. Calon Arang scatenò il caos nell'antica Giava durante il regno di Airlangga alla fine del X secolo.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 2911155566432813380004 · GND (DE) 1182937926 |
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