Nozuchi (野槌?) è uno yōkai del folclore giapponese. È conosciuto anche come Nozutama (野つ霊?) o Nozuchi (野椎?). Si dice anche che sia uno spirito a

Nozuchi (野槌?) è uno yōkai del folclore giapponese. È conosciuto anche come Nozutama (野つ霊?) o Nozuchi (野椎?). Si dice anche che sia uno spirito associato ai campi. È descritto da molti studiosi del folklore come un antenato spirituale del tsuchinoko.
Esternamente assomiglia a un serpente, ma ha il corpo tozzo, non ha né occhi né naso, a parte la bocca sulla testa, conferendogli l'aspetto di un martello senza manico[1]. Abita le montagne profonde e si nutre di vari animali come lepri o scoiattoli[2]. Si tratta di una credenza diffusa soprattutto nelle regioni del Kinki, del Chūbu, del Hokuriku e di Shikoku[3], secondo la quale si dice che sia in grado di ingoiare un cervo intero[4], che chiunque venga colpito da un Nozuchi rotolante muoia[5], e che anche solo essere visti da uno di essi provochi malattie, febbre alta e morte[6].
Nell'enciclopedia dell'epoca Edo “Wakan Sansai Zue” si legge che era un animale spesso avvistato sulle montagne di Yoshino, nella provincia di Yamato (l'attuale prefettura di Nara), in particolare intorno al fiume Natsumigawa e alle cascate Seimeitaki, e che il suo nome deriva dalla sua somiglianza con un martello. Vive nelle cavità degli alberi delle montagne remote; gli esemplari più grandi raggiungono una lunghezza di 3 shaku (circa 90 centimetri) e un diametro di 5 sun (circa 15 centimetri). Quando vede una persona, rotola giù dal pendio e le morde i piedi, ma poiché è lento a risalire, si consiglia di rifugiarsi in un luogo sopraelevato se ci si imbatte in lui[3].
Il nome “Notsuchi” compare anche nelle narrazioni buddiste; nella raccolta di racconti buddisti del periodo Kamakura “Sasekishū” si narra di un monaco privo di virtù che rinasce come un serpente a forma di martello che vive nelle profondità delle montagne. Poiché in vita era abile solo con la lingua, ma privo dell’occhio della saggezza, della mano della fede e del piede dei precetti, si dice che il notsuchi abbia solo la bocca e sia privo di occhi, mani e piedi[3]. Nel suo “Konjaku gazu zoku hyakki”, Toriyama Sekien raffigura un nozuchi ricoperto di peli su tutto il corpo mentre divora un coniglio; nella didascalia, citando il “Sasekishū”, descrive la sua forma dicendo: “Si dice che sia una creatura priva sia di occhi che di naso”[7].
Kaya-no-hime, la dea dell'erba che appare nel Kojiki e nel Nihon Shoki, è conosciuta anche come Nozuchi-no-kami, e la parola "Nozuchi" stessa viene interpretata come spirito dell'erba o dei campi[1][3]. Anche Toriyama Sekien afferma nel suo commentario su Nozuchi che si tratta dello “spirito delle piante e degli alberi”, e questa interpretazione si basa proprio su tale affermazione[7].
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