Jane Marcus (1938 – 28 maggio 2015) è stata una critica letteraria, anglista e attivista statunitense, studiosa del modernismo e della critica letteraria fem
Jane Marcus (1938 – 28 maggio 2015) è stata una critica letteraria, anglista e attivista statunitense, studiosa del modernismo e della critica letteraria femminista, nota soprattutto per i suoi studi su Virginia Woolf.
Jane Marcus, nata Jane Connor, fu Distinguished Professor of English presso il City College of New York e il Graduate Center, CUNY.[1] Di origine irlandese-americana, fu attiva nel movimento per i diritti civili e negli studi femministi.[2]
Si affermò come critica letteraria femminista e studiosa del modernismo, dedicando particolare attenzione a Virginia Woolf, Rebecca West, Nancy Cunard e ad altre autrici del Novecento. La sua ricerca contribuì a riconsiderare l'opera di Woolf in rapporto al femminismo, al pacifismo, al socialismo, all'antifascismo e alla critica dell'imperialismo.[1][2]
Insegnò anche all'Università dell'Illinois a Chicago e contribuì allo sviluppo di programmi di Women's Studies presso l'Università del Texas.[2] Nel 1995 ricevette dall'Anglia Polytechnic University, poi Anglia Ruskin University, un dottorato honoris causa in lettere.[2]
Morì il 28 maggio 2015, all'età di settantasei anni.[3] Nel 2016 il Graduate Center della CUNY le dedicò una giornata di studi, la Jane Marcus Feminist University, organizzata da suoi ex studenti e collaboratori.[1]
Ebbe un ruolo significativo nella critica woolfiana di orientamento femminista. Tra i suoi libri più noti figurano Virginia Woolf and the Languages of Patriarchy e Art and Anger: Reading Like a Woman, entrambi pubblicati negli anni ottanta.[4]
In Art and Anger, raccolta di saggi pubblicata nel 1988, definì una pratica di lettura socialista e femminista, collocando l'opera di Virginia Woolf e di altri autori nel contesto della storia sociale, dei movimenti delle donne e della critica alla tradizione patriarcale.[4] Secondo la presentazione dell'editore, saggi come Thinking Back through Our Mothers e No More Horses contribuirono a rinnovare l'interesse per Una stanza tutta per sé e Le tre ghinee come testi centrali del pensiero femminista e politico di Woolf.[4]
Si occupò anche di altre figure come Rebecca West, Ethel Smyth e Nancy Cunard. Nel volume Hearts of Darkness: White Women Write Race affrontò il rapporto fra genere, razza, imperialismo e modernismo negli anni venti e trenta del Novecento.[5]
Dal matrimonio col matematico Michael Marcus, di cui assunse il cognome, nacquero tre figli, tra cui lo scrittore Ben Marcus.
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