Ditionato

Lo ione ditionato (nome tradizionale e IUPAC)[1] è un ossoanione di formula S2O2−6, la cui formula di struttura è −O3S−SO3−;[2] la sua

Ditionato
La formula di struttura dello ione ditionato.

Lo ione ditionato (nome tradizionale e IUPAC)[1] è un ossoanione di formula S2O2−6, la cui formula di struttura è O3S−SO3;[2] la sua massa molecolare è 160,13 u. Un altro suo nome sistematico è esaossodisolfato(V). Questo ione è il membro zero dei politionati, nei quali sono inseriti n atomi di zolfo tra due gruppi terminali SO3, e che pertanto hanno formula di struttura generale O3S−Sn−SO3, dove n può anche arrivare anche a 20.[3]

Lo zolfo è qui esavalente come nel solfato, ma, data la presenza nello ione del legame S−S, ha numero di ossidazione +5, invece che +6.[4]

Questo dianione deriva dalla doppia deprotonazione dell'acido ditionico (H2S2O6, noto solo in soluzione),[5] che è ritenuto un acido forte[6] e, solo formalmente, dall'addizione di anidride solforosa allo ione solfato (SO2 + SO42−   →   S2O2−6).

Preparazione e reattività

Viene preparato per ossidazione dell'anidride solforosa (SO2) con biossido di manganese (MnO2) in soluzione acquosa a ≈ 0 °C:[4]

Poi l'anione viene precipitato come BaS2O6 (sale poco solubile) e il precipitato viene addizionato di acido solforico in quantità equimolecolare, ottenendo così una soluzione acquosa concentrata di acido ditionico:[7]

Sali tipici contenenti lo ione ditionato sono il ditionato di sodio (Na2S2O6), il ditionato di potassio (K2S2O6) e il ditionato di bario (Ba(S2O6)2).

In presenza di forti ossidanti o riducenti prende parte a reazioni di ossidoriduzione formando ioni solfato nel primo caso, e ioni solfito o ditionito nel secondo. La specie è sufficientemente stabile dal punto di vista cinetico da permettere di bollire le sue soluzioni acquose senza che si decomponga.

L'irradiazione con raggi gamma di ditionati metallici produce anioni ralicalici SO3•−.[8] L'elettrone spaiato in esso presente può essere facilmente rivelato dalla risonanza paramagnetica elettronica e in tal caso il ditionato di bario è stato proposto come composto base per realizzazione di dosimetri di radiazioni ionizzanti.[9]

Il dianione O3S−SO3 può fungere da ligando bidentato.[10]

Note

  1. ^ (EN) Dithionate, su www.chemspider.com. URL consultato il 3 febbraio 2026.
  2. ^ Nils Wiberg, Egon Wiberg e Arnold Frederik Holleman, Anorganische Chemie, 103ª ed., De Gruyter, 2017, pp. 666-668, ISBN 978-3-11-026932-1.
  3. ^ Glen E. Rodgers, Descriptive inorganic, coordination, and solid state chemistry, 3ª ed., Brooks/Cole, Cengage Learning, 2012, p. 514, ISBN 978-0-8400-6846-0.
  4. ^ a b N. N. Greenwood e A. Earnshaw, Chemistry of the Elements, 2ª ed., Butterworth - Heinemann, 1997, pp. 715-716, ISBN 0-7506-3365-4.
  5. ^ N. N. Greenwood e A. Earnshaw, Chemistry of the Elements, 2ª ed., Butterworth - Heinemann, 1997, p. 705, ISBN 0-7506-3365-4.
  6. ^ Egon Wiberg, Nils Wiberg e A. F. Holleman, Anorganische Chemie, 103ª ed., De Gruyter, 2017, pp. 667-668, ISBN 978-3-11-026932-1.
  7. ^ F. Albert Cotton, Geoffrey Wilkinson, Carlos A. Murillo e Manfred Bochmann, Advanced Inorganic Chemistry, 6ª ed., Wiley Interscience, 1999, p. 528, ISBN 0-471-19957-5.
  8. ^ G. S. Murthy, R. L. Eager e K. J. McCallum, Radiation Chemistry of Dithionates, in Canadian Journal of Chemistry, vol. 49, n. 22, 15 novembre 1971, pp. 3733–3738, DOI:10.1139/v71-621. URL consultato il 3 febbraio 2026.
  9. ^ (EN) M. P. Baran, O. A. Bugay e S. P. Kolesnik, Barium dithionate as an EPR dosemeter, in Radiation Protection Dosimetry, vol. 120, n. 1-4, 1º settembre 2006, pp. 202–204, DOI:10.1093/rpd/nci531. URL consultato il 3 febbraio 2026.
  10. ^ M. Ishii, Structures of Some Copper (II) Complexes Containing S2O62− Ion, in Bulletin of the Yamagata University, vol. 5, n. 1, 2001.

Bibliografia

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