I caprellidi (Leach, 1814), conosciuti anche come gamberi scheletro, sono una famiglia di crostacei appartenente all'ordine degli anfipodi.[1]
I caprellidi (Leach, 1814), conosciuti anche come gamberi scheletro, sono una famiglia di crostacei appartenente all'ordine degli anfipodi.[1]

I caprellidi sono esclusivamente marini, diffusi in tutti gli oceani del mondo. Sebbene alcune specie vivano a grandi profondità, la maggior parte predilige gli ambienti intertidali e subtidali, dove si rinvengono comunemente associati a cnidari bentonici, in particolare idrozoi e gorgonie, oltre che a briozoi, ad ascidie e a fanerogame marine. I caprellidi vivono generalmente da epibionti, ancorati a questi organismi bentonici mediante le appendici prensili posteriori, i pereiopodi, che consentono loro di aggrapparsi saldamente al supporto.[2][3]


I caprellidi sono anfipodi caratterizzati da un corpo sottile e fortemente allungato, che conferisce loro un aspetto caratteristico. Il corpo è suddiviso in tre regioni principali: il cefalo (capo), il pereon (torace) e l'addome. Il pereon rappresenta la porzione più estesa del corpo ed è formato da sette segmenti, detti pereoniti. Il cefalo è generalmente fuso con il primo pereonite, mentre l'addome è estremamente ridotto, quasi invisibile, ed è collegato posteriormente al settimo pereonite.[2][3]
Sul capo sono presenti due paia di antenne, delle quali il primo paio è generalmente più lungo del secondo. Sempre sul cefalo si trovano le appendici boccali, costituite da mandibole, mascelle e massillipedi, coinvolte nella cattura e nella manipolazione del cibo.[2][3]


Ciascun pereonite porta un paio di appendici denominate pereiopodi. Le prime due paia sono trasformate in robuste appendici prensili, chiamate gnatopodi, utilizzate per l'alimentazione, la difesa e anche per gli spostamenti. Il terzo e il quarto paio di pereiopodi sono invece generalmente molto ridotti oppure del tutto assenti. In corrispondenza del terzo e del quarto pereonite sono presenti due paia di branchie, mentre in alcune specie può essere presente un ulteriore paio di branchie sul secondo pereonite.[2][3]

Nelle femmine adulte sono inoltre presenti le tasche incubatrici (marsupio), formate da espansioni delle coxe denominate oostegiti, localizzate sul terzo e sul quarto pereonite. Al loro interno vengono custodite le uova e successivamente gli embrioni fino al completamento dello sviluppo. Le ultime tre paia di pereiopodi (dal quinto al settimo) sono più piccole dei gnatopodi e sono specializzate nell'ancoraggio al substrato, consentendo all'animale di afferrarsi saldamente ad alghe, idrozoi, gorgonie, ascidie, fanerogame marine o altri supporti sui quali vive.[2][3]
La maggior parte delle specie presenta un marcato dimorfismo sessuale: i maschi sono generalmente molto più grandi delle femmine e mostrano spesso gnatopodi maggiormente sviluppati, utilizzati sia durante la competizione con altri maschi sia per trattenere la femmina durante l'accoppiamento.[2][3]
La loro forma allungata e la colorazione mimetica, unite alla caratteristica postura angolata che assumono, li rendono molto simili ai filamenti di alghe, agli idrozoi o alle foglie delle fanerogame marine tra cui vivono, permettendo loro di passare inosservati sia alle prede sia ai predatori.[2][3]
I caprellidi hanno un'alimentazione prevalentemente onnivora e si nutrono di diatomee, detrito organico, protozoi, piccoli anfipodi e larve di crostacei. Alcune specie sono filtratrici e utilizzano le antenne per intercettare le particelle alimentari sospese nell'acqua oppure per raschiarle dalla superficie del substrato. La maggior parte delle specie, tuttavia, è costituita da predatori d'agguato: rimangono immobili, con i gnatopodi pronti a scattare, catturando piccoli invertebrati che transitano nelle vicinanze. Possono rimanere perfettamente immobili anche per lunghi periodi, in attesa del momento opportuno per sorprendere la preda.[2][3]


I caprellidi vivono generalmente da epibionti su organismi bentonici quali cnidari, in particolare idrozoi e gorgonie, briozoi, ascidie e a fanerogame marine.[2][3]
Rappresentano una risorsa alimentare per numerosi organismi marini. Tra i loro principali predatori vi sono diversi pesci costieri, gamberi, nudibranchi, e alcune anemoni di mare.[2][3]



La famiglia Caprellidae comprende le seguenti specie:[1]
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