Buitreraptor

Buitreraptor (il cui nome significa "ladro/predatore di La Buitrera") è un genere estinto di dinosauro teropode unenlagiino vissuto nel Cretaceo superiore, cir

Buitreraptor
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Buitreraptor
Scheletro di B. gonzalezorum, al Royal Ontario Museum, Canada
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SuperordineDinosauria
OrdineSaurischia
SottordineTheropoda
CladeParaves
Famiglia†Unenlagiinae
GenereBuitreraptor
Makovicky et al., 2005
Nomenclatura binomiale
†Buitreraptor gonzalezorum
Makovicky et al., 2005

Buitreraptor (il cui nome significa "ladro/predatore di La Buitrera") è un genere estinto di dinosauro teropode unenlagiino vissuto nel Cretaceo superiore, circa 98-97 milioni di anni fa (Cenomaniano), in quella che oggi è la Formazione Candeleros in Argentina. Il genere contiene una singola specie, la specie tipo B. gonzalezorum, descritta nel 2005. Buitreraptor era un animale di piccole dimensioni, caratterizzato da un lungo muso dotato di numerosi piccoli denti.

Scoperta e denominazione

Scheletro composito degli esemplari MPCA 245 e MPCA 238

Quattro esemplari di Buitreraptor furono rinvenuti nel 2004 in arenaria in Patagonia, Argentina, durante uno scavo guidato da Sebastián Apesteguía, ricercatore del CONICET presso la Fundación Félix de Azara (Universidad Maimónides), e da Peter Makovicky, curatore dei dinosauri al Field Museum di Chicago. Buitreraptor proviene da strati datati al Cretaceo superiore, appartenenti alla Formazione Candeleros, risalente al Cenomaniano-Turoniano, circa 98-97 milioni di anni fa, quando il Sud America era un continente isolato, analogamente all'Australia odierna. Gli esemplari vennero ritrovati in un noto sito fossile chiamato La Buitrera, il "rifugio degli avvoltoi". Sebbene i dinosauri siano rari in questo sito, gli scavi in un'area vicina avevano portato alla scoperta del grande carcharodontosauride Giganotosaurus, uno dei più grandi dinosauri carnivori conosciuti.[1]

Provenienza geografica degli unenlagini sudamericani

Buitreraptor gonzalezorum è l'unica specie nota del genere Buitreraptor. Il genere venne nominato da Peter Makovicky, Sebastián Apesteguía e Federico Agnolín. Il nome del genere significa "predatore di avvoltoi", dalla parola spagnola buitre ("avvoltoio"), in riferimento a La Buitrera, e dal latino raptor, "ladro" o "predatore". Il nome specifico gonzalezorum rende omaggio ai fratelli González, Fábian e Jorge, che realizzarono gran parte dello scavo e della preparazione dei fossili.[1] L'esemplare olotipo, MPCA 245, è costituito da uno scheletro parziale con cranio di un individuo adulto. Il paratipo, MPCA 238, comprende un sacro con bacino destro e arto posteriore destro.[1] Il cranio dell'olotipo è stato descritto in dettaglio nel 2017[2], mentre nel 2018 sono stati pubblicati diversi studi sull'anatomia generale dell'animale. Questi includono descrizioni di nuovi esemplari[3], uno studio sull'anatomia della coda[4] e una panoramica generale del postcranio di più esemplari.[5]

Descrizione

Dimensioni di B. gonzalezorum

Buitreraptor è un dinosauro piuttosto piccolo. Nel 2010, Gregory S. Paul ne stimò la lunghezza a circa 1,5 metri, per un peso di circa 3 chilogrammi.[6] Buitreraptor presenta alcune caratteristiche fisiche differenti rispetto ai tipici dromaeosauri settentrionali, come Velociraptor o Deinonychus: possedeva infatti un muso snello, piatto ed estremamente allungato, dotato di numerosi piccoli denti privi di dentellature o bordi taglienti per strappare la carne, ma scanalati, fortemente ricurvi e appiattiti.[7][8] Sulla base di queste caratteristiche, gli scienziati che lo descrissero inizialmente conclusero che questo dinosauro non fosse un cacciatore di animali relativamente grandi, come alcuni altri dromaeosauri, ma piuttosto un predatore di piccoli animali, quali lucertole e mammiferi.

Ricostruzione di B. gonzalezorum

Gli arti anteriori di Buitreraptor erano lunghi e terminavano in mani a tre dita molto allungate e sottili. Tutte le parti conosciute della mano di sono proporzionalmente più lunghe rispetto a quelle dei dromaeosauridi Deinonychus e Velociraptor, eccetto le ossa ungueali, che risultano proporzionalmente più piccole in Buitreraptor.[3] Il corpo, nel suo complesso, era anch'esso allungato, con una gabbia toracica poco profonda. L'artiglio falciforme ingrandito sul secondo dito del piede formava una lama allungata, sebbene più piccola rispetto a quella dei dromaeosauridi come Velociraptor e Deinonychus.[3] Non sono state rinvenute tracce dirette di piumaggio in Buitreraptor; tuttavia, la presenza di piume in altri dromaeosauri, come Microraptor e Sinornithosaurus, rende probabile che anche Buitreraptor ne fosse provvisto.[9]

Classificazione

Ricostruzione dello scheletro
Vertebre della coda e del dorso

Buitreraptor mostra un mosaico di tratti tipici dei dromaeosauridi, dei troodontidi e degli aviali. Nel 2005 il taxon è stato assegnato ai Dromaeosauridae. Un'analisi cladistica condotta dai descrittori ha mostrato che esso faceva parte del clade dromaeosauride Unenlagiinae.[1] La scoperta di Buitreraptor è stata inoltre al centro del dibattito scientifico sulla possibilità che il volo si sia evoluto indipendentemente negli uccelli e nei dromaeosauridi, oppure che derivi da un antenato comune già in grado di volare. Alcuni studiosi hanno proposto che Rahonavis, un possibile parente di Buitreraptor, fosse capace di volo. Tuttavia, prove inequivocabili di tale capacità non sono state riscontrate in altri dromaeosauridi; ciò ha portato alcuni ricercatori a ipotizzare che il volo possa essersi evoluto indipendentemente nei dromaeosauridi rispetto alla linea evolutiva che ha condotto agli uccelli, nel caso in cui Rahonavis fosse effettivamente in grado di volare.[10]

Il seguente cladogramma si basa sull'analisi filogenetica condotta da Hartman e colleghi nel 2019, che mostra le relazioni di Buitreraptor con altri generi assegnati alla famiglia "Unenlagiidae":[11]

Unenlagiidae

Austroraptor

Buitreraptor

Pyroraptor

Pamparaptor

Rahonavis

Ornithodesmus

Dakotaraptor

Unenlagia

Evoluzione

Denti e fauci

Oltre a Buitreraptor, gli unici altri dromaeosauri noti provenienti dai continenti meridionali sono Neuquenraptor, Austroraptor e Unenlagia dal Sud America (scoperti all'inizio degli anni 2000), Rahonavis (in passato ritenuto un vero uccello) dal Madagascar e alcuni denti non identificati provenienti dall'Australia. Queste scoperte nell'emisfero australe hanno contribuito a dimostrare che i dromaeosauri possedevano un areale molto più ampio e disperso di quanto si ritenesse in precedenza. Le evidenze disponibili indicano che i dromaeosauri comparvero probabilmente durante il Giurassico, quando tutti i continenti erano molto più vicini tra loro rispetto a oggi. Sulla base della scoperta di Buitreraptor, alcuni studiosi hanno proposto un'origine dei dromaeosauridi intorno a 180 milioni di anni fa, prima della disgregazione della Pangea.[1][12] Tuttavia, altri paleontologi hanno successivamente collocato l'origine del gruppo a circa 160 milioni di anni fa.[13]

Un'ipotesi alternativa suggerisce che i dromaeosauridi si siano originati nel continente settentrionale della Laurasia e che, durante il Cretaceo, siano migrati verso il Gondwana meridionale. Le specie note dell'emisfero australe presentano infatti caratteristiche distintive non condivise dai loro parenti settentrionali, a sostegno di questa possibile dispersione biogeografica.[1]

Note

  1. ^ a b c d e f (EN) Peter J. Makovicky, Sebastián Apesteguía e Federico L. Agnolín, The earliest dromaeosaurid theropod from South America, in Nature, vol. 437, n. 7061, 2005, pp. 1007–1011, DOI:10.1038/nature03996.
  2. ^ (EN) Gianechini Federico A., Makovicky Peter J. e Apesteguía Sebastián, The cranial osteology of Buitreraptor gonzalezorum Makovicky, ApesteguÍa, and AgnolÍn, 2005 (Theropoda, Dromaeosauridae), from the Late Cretaceous of Patagonia, Argentina, in Journal of Vertebrate Paleontology, vol. 37, n. 1, 2 Gennaio 2017, DOI:10.1080/02724634.2017.1255639.
  3. ^ a b c (EN) Novas Fernando E., Brissón Egli Federico, Agnolin Federico L, Gianechini Federico A. e Cerda Ignacio, Postcranial osteology of a new specimen of Buitreraptor gonzalezorum (Theropoda, Unenlagiidae), in Cretaceous Research, vol. 83, 1º Marzo 2018, pp. 127–167, DOI:10.1016/j.cretres.2017.06.003.
  4. ^ (EN) Motta Matías J., Brissón Egli Federico e Novas Fernando E., Tail anatomy of Buitreraptor gonzalezorum (Theropoda, Unenlagiidae) and comparisons with other basal paravians, in Cretaceous Research, vol. 83, 1º Marzo 2018, pp. 168–181, DOI:10.1016/j.cretres.2017.09.004.
  5. ^ (EN) Gianechini F. A., Makovicky P. J., Apesyeguía S. e Cerda I., Postcranial skeletal anatomy of the holotype and referred specimens of Buitreraptor gonzalezorum Makovicky, Apesteguía and Agnolín 2005 (Theropoda, Dromaeosauridae), from the Late Cretaceous of Patagonia, in PeerJ, vol. 6, 2018, DOI:10.7717/peerj.4558.
  6. ^ (EN) G.S. Paul, The Princeton Field Guide to Dinosaurs, Princeton University Press, 2010, p. 139.
  7. ^ (EN) Gianechini, F.A., Apesteguía, S. e Makovicky, P.J, The unusual dentiton of Buitreraptor gonzalezorum (Theropoda: Dromaeosauridae), from Patagonia, Argentina: new insights on the unenlagine teeth, in Ameghiniana, vol. 46, n. 4, 2009, p. 29R.
  8. ^ (EN) Gianechini, F.A., Makovicky, P.J e Apesteguía, S., The teeth of the unenlagiine theropod Buitreraptor from the Cretaceous of Patagonia, Argentina, and the unusual dentition of the Gondwanan dromaeosaurids, in Acta Palaeontologica Polonica, vol. 56, n. 2, 2011, pp. 279–290, DOI:10.4202/app.2009.0127.
  9. ^ (EN) New Birdlike Dino Adds to Debate on Origins of Flight, su news.nationalgeographic.com, National Geographic, 18 ottobre 2005 (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2005).
  10. ^ (EN) Feathered flight, so good they did it twice?, su newscientist.com, New Scientist, 15 ottobre 2005.
  11. ^ (EN) S. Hartman et al., A new paravian dinosaur from the Late Jurassic of North America supports a late acquisition of avian flight, in PeerJ, vol. 7, 2019, DOI:10.7717/peerj.7247.
  12. ^ (EN) Newly discovered birdlike dinosaur is oldest raptor ever found in South America: Relative of Velociraptor rewrites evolutionary charts, su eurekalert.org, EurekAlert!, 12 ottobre 2005. URL consultato il 3 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2012).
  13. ^ (EN) Hu D., Hou L., Zhang L. e Xu X., A pre-Archaeopteryx troodontid theropod from China with long feathers on the metatarsus, in Nature, vol. 461, n. 7264, 2009, pp. 640–643, DOI:10.1038/nature08322.

Bibliografia

  • Stefano Broccoli, Marco Castiello, Marco Lampugnani, In dino veritas, 2011, pp. 269 - 270.

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