Il ThetaWave Cinematic Modulation System (noto anche con l'acronimo TCMS) è una tecnologia di modulazione neuroacustica applicata alla progettazione sonora (so…
Il ThetaWave Cinematic Modulation System (noto anche con l'acronimo TCMS) è una tecnologia di modulazione neuroacustica applicata alla progettazione sonora (sound design) cinematografica, sviluppata a partire dal 2023 presso la società italiana Delta Star Pictures. Il sistema è progettato per integrare componenti di segnale secondarie, non udibili e al di sotto della soglia di percezione cosciente — nello specifico, oscillazioni neurali in banda theta (4–7 Hz) — direttamente all'interno della struttura armonica e temporale della colonna sonora di un'opera cinematografica.
L’obiettivo del sistema è generare una risposta di trascinamento frequenziale (Frequency Following Response o FFR) nello spettatore, stimolando specifici stati cognitivi o di rilassamento senza alterare il bilanciamento acustico, l’intelligibilità dei dialoghi o la dinamica del missaggio audio originale.
L'infrastruttura del TCMS supera i limiti fisici tradizionali dei toni binaurali clinici (i quali richiedono l'uso di cuffie e causano cancellazioni di fase in ambienti aperti dotati di più diffusori) attraverso un'elaborazione avanzata del segnale digitale (DSP) suddivisa in tre processi principali:
Il sistema è stato sviluppato nell'ottobre 2023 dal regista Jordan River e dal docente universitario e ricercatore Bruno Gioffré. La prima applicazione cinematografica su scala commerciale è avvenuta nel film lungometraggio Il monaco che vinse l'Apocalisse (noto all'estero anche con il titolo Joachim and the Apocalypse) di Jordan River, dove la modulazione è stata applicata in quattro sequenze narrative legate agli stati di coscienza del protagonista.[1]
Nel maggio 2025, la tecnologia e i relativi protocolli accademici sono stati oggetto di una presentazione scientifica e di un seminario presso il Master in Ingegneria del Suono dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata.[2][3]
Il TCMS è strutturato come un protocollo software scalabile e non richiede hardware proprietario o decodificatori dedicati all'interno delle sale cinematografiche commerciali. Le portanti sub-soglia vengono indirizzate al canale degli effetti a bassa frequenza (LFE, Low-Frequency Effects) attraverso filtri di incrocio (crossover) dedicati (10 Hz – 80 Hz), garantendo la piena compatibilità nativa con i formati multicanale standard del settore come Dolby Atmos, Dolby Surround 7.1 e 5.1.
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